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Ringiovanimento cellulare: identificata una nuova terapia sicura

Da tempo l’età che avanza è una problematica ricorrente per la popolazione odierna sia per il numero in se sia per gli effetti che l’avanzare degli anni comporta.

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Gli scienziati del Salk Institute in California in collaborazione con un’azienda del gruppo Roche, Genentech, hanno quindi lavorato su un progetto di ricerca per dimostrare che è possibile revertire il processo di invecchiamento in modelli animali di media e avanzata età effettuando un parziale reset delle cellule al loro stato più giovane ottenendo ringiovanimento cellulare.

Lo studio

Il team si è focalizzato sulla riprogrammazione dell’espressione di alcuni fattori noti come “fattori di Yamanaka” i quali presentano, per brevi periodi, la capacità di riprogrammare l’epigenetica delle cellule permettendo di regredire l’invecchiamento cellulare. 
Lo studio, effettuato su topi, ha permesso di definire sicurezza ed efficacia della metodica, fornendo dunque alla comunità scientifica un nuovo strumento che permetta di ripristinare la salute di tessuti o organi. Alla luce di questi primi risultati altri gruppi di ricerca avevano provato ad attuare lo stesso meccanismo al fine di incrementare la funzionalità di cuore, cervello e nervo ottico non attuando però un utilizzo prolungato.

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Il team californiano già nel 2016 aveva condotto degli studi per l’invecchiamento precoce in modelli murini, mentre più recentemente aveva dimostrato come il mix, utilizzato nello studio del 2016, era in grado di accelerare la rigenerazione muscolare nei topi giovani.
Izpisua Belmonte e il suo gruppo di ricerca hanno focalizzato lo studio su tre gruppi di topi sani ai quali sono stati somministrati Oct4, Sox2, Ktf4 e cMyc, i fattori di Yamanaka. I gruppi differiamo l’uno dall’altro per le differenti tempistiche,  il primo infatti è stato sottoposto ad inoculo dai 15 mesi fino ai 22,  che in anni umani corrispondo al range tra i 50 e i 70 anni. Il secondo gruppo è stato trattato dai 12 mesi fino ai 22, mentre il terzo ed ultimo gruppo ha subito l’inoculo dal primo mese di vita fino ai 25 mesi, circa 80 anni negli umani.

Risultati

Ponendo a confronto i tre gruppi di animali, i ricercatori hanno potuto constatare che non erano presenti alterazioni neurologiche, come non c’erano cambi o alterazioni a livello ematico. Inoltre nessuno dei tre gruppi di modelli animali presentava masse tumorali, cambiamenti di peso o effetti negativi sulla salute. Analizzando i normali segni per l’invecchiamento invece il team ha constatato che i modelli presentavano segni di ringiovanimento cellulare in modi diversi. Sia reni che pelle presentavano un pattern simile a quello di individui più giovani, quando feriti inoltre le cellule presentavano una maggiore capacità proliferativa e risultavano meno propensi alla formazione di cicatrici. Ad oggi, il team di ricerca californiano sta pianificando le ricerche future al fine di analizzare come molecole e geni specifici cambiano nel corso del trattamento prolungato con i fattori e sullo sviluppo di nuovi metodi per il “delivery” dei fattori.

Alla fine del giorno, quello che intendiamo fare è restituire resilienza e funzione alle vecchie cellule così che queste risultino maggiormente resistenti a stress, danni e patologie. Questo studio ha dimostrato che, almeno nei topi, esiste un pattern in grado di effettuare ciò
-Reddy

Questo stato di giovinezza prolungato  è stato osservato in animali trattati con i fattori di Yamanaka per un periodo dai sette ai dieci mesi. Inoltre quando gli animali sono stati analizzati a metà trattamento gli effetti della somministrazione non erano ancora apprezzabili. Questo a suggerire che il trattamento con i fattori di Yamanaka non solo mette in pausa l’invecchiamento ma è in grado di far tornare indietro il processo inducendo ringiovanimento cellulare.