Biomed CuE » Come funziona? » Acne: cause, tipi, diagnosi e trattamento

Acne: cause, tipi, diagnosi e trattamento

Acne: il disturbo infiammatorio della pelle più temuto nel periodo adolescenziale. Qual è la natura di questo "sfogo"e come bisogna comportarsi?

Categorie Come funziona? · Curiosità e consigli · Medicina
Vuoi leggere oltre 10mila articoli di scienza e tecnologia senza pubblicità?
ABBONATI A 0,96€/SETTIMANA

L’acne è una malattia infiammatoria cronica della pelle in grado di causare cicatrici permanenti, iperpigmentazione persistente e conseguenze psicologiche. Inizialmente, si manifesta con il cosiddetto brufolo e, solo nei casi più gravi, possono evolvere in noduli o cisti. Le zone del corpo maggiormente colpite sono: volto, collo, torace e dorso.

Classificazione dell’acne

acne

Nonostante la maggior parte dei casi si manifesta durante il periodo adolescenziale, possiamo distinguere due diversi tipi di acne:

  • acne giovanile o adolescenziale: compare durante lo sviluppo sessuale e può guarire una volta terminato lo sviluppo o perdurare nell’adulto. Questo tipo di acne viene anche detta acne vulgaris.
  • acne tardiva: compare nell’adulto anche in soggetti che non presentano passato di acne giovanile

Patogenesi

La formazione delle lesioni dell’acne sono legate a diverse cause. Analizziamole insieme:

  • Durante la fase adolescenziale il cambiamento ormonale è legato all’aumento di volume delle ghiandole sebacee e quindi, di conseguenza, aumenta la produzione di sebo da parte delle ghiandole stesse. Il sebo è una secrezione oleosa utile a proteggere la cute della infezioni, ma in alcuni casi svolge un’azione irritante inducendo la formazione del, cosiddetto, punto nero. Quest’ultimo crea come una sorta di “chiusura” che impedisce la fuoriuscita del sebo dalla ghiandola sulla cute; così, le componenti del sebo si accumulano e diventano irritanti e terreno per la crescita di batteri.
  • Predisposizione genetica.
  • Fattori esterni: igiene, inquinamento ambientale. L’igiene personale è di fondamentale importanza, ma attenzione, anche in questo caso l’eccesso comporta conseguenze negative. In caso di un’acne sviluppata è bene ridurre i lavaggi e l’utilizzo del sapone ed evitare di strofinare la cute lesionata. Tutto questo perché, eccessivi lavaggi tendono a peggiorare lo stato infiammatorio della cute. Come vedremo, la scelta di prodotti per l’igiene, la cura e la prevenzione sono di fondamentale importanza.
  • Stress.
  • Disordini epato-intestinali
  • Alimentazione non corretta: contro la, ormai famosa, convinzione che cioccolato, insaccati e formaggi siano la causa principale dell’insorgenza di acne, alcuni studi hanno dimostrato che non è assolutamente così. Piuttosto, è stato visto che un’alimentazione troppo calorica è legata ad un peggioramento di un’acne già in atto.
  • Colonizzazione del follicolo da parte del batterio Propionibacterium acnes.

Diagnosi e trattamenti

acido retinoico acne

Per evitare spiacevoli conseguenze come, ad esempio, cicatrici è bene non sottovalutare ed affrontare il problema rivolgendosi ad uno specialista, il dermatologo. Il medico individuerà le cause e prescriverà al paziente il trattamento che riterrà più opportuno.

Parliamo ora dei trattamenti utilizzati. Fino a pochi anni fa, l’acne nella maggior parte dei casi veniva trattata mediante la sommnistrazione di antibiotici in quanto, vigeva la convinzione che la causa principale fosse la presenza di batteri a livello del follicolo.

Inoltre, altro errore molto frequente era la prescrizione della pillola contraccettiva nelle giovani ragazze con acne ritenendo la disfunzione ormonale la causa responsabile dell’infiammazione. Oltre a non essere nella maggior parte dei casi, quella la causa principale, l’assunzione della pillola non migliora lo sfogo cutaneo, ma espone il soggetto ad ulteriori rischi (ipertensione, alterazioni del fegato, pericolo di trombosi).

Fortunatamente, le false credenze hanno lasciato il posto ai progressi compiuti attraverso diversi studi: l’acido retinoico è la pillola anti-ance più efficace. L’acido retinoico è un derivato della vitamina A che riesce a bloccare la crescita dei comedoni, ovvero dei “precursori” delle acne. Nonostante l’efficacia dimostrata, l’acido retinoico ha diversi effetti collaterali come:

  • secchezza cutanea e degli occhi
  • mal di testa
  • aumento del colesterolo
  • in gravidanza può indurre gravi malformazioni del feto

Pertanto, l’assunzione di questa pillola è strettamente correlata alla prescrizione medica; in alcuni casi, si preferisce l’utilizzo di acido retinoico direttamente applicato sulla cute per evitare problemi di tossicità legati all’assunzione del farmaco per bocca.

L’applicazione, inoltre, di farmaci ad azione topica a base di acido retinoico viene associata al micropeeling: tecnica che utilizza una lozione glicoalcolica a scopo disinfettante e che aumenta la desquamazione liberando così i follicoli.

In che modo le acne provocano cicatrici?

La pelle è il nostro organo più grande. Ha tre strati principali, che a partire da quello più esterno sono: l’epidermide, il derma e l’ipoderma. La pelle è la nostra prima barriera di difesa che ci protegge dall’esterno, da raggi UV e dall’attacco di patogeni. Qualsiasi area con ghiandole sebacee, come già detto, è soggetta all’acne, in particolare viso, schiena e petto.

Le cicatrici da acne sono il risultato dell’infiammazione; il poro dell’acne si gonfia e si verifica una rottura nella parete del poro stesso. Alcune cicatrici create sono poco profonde e guariscono rapidamente, altre, invece, sono più profonde. La risposta della pelle per porre rimedio a queste cicatrici è formare nuove fibre di collagene (tessuto di riparazione). In particolare, si possono creare:

  • cicatrice formata a seguito di una perita di tessuto e quindi, si crea una “rientranza” di pelle
  • cictrice in rilievo che si forma a seguito di un’eccessiva produzione di collagene

Attenzione però, non sempre le acne sono seguite da formazione di cicatrici.

Esistono dei rimedi fitoterapici?

Non si potranno compiere dei veri e propri miracoli affidandosi esclusivamente a trattamenti naturali, ma potremmo sicuramente potenziare gli effetti del trattamento prescritto dal medico. In particolare, se la causa è a livello epato-intestinale, alcune piante officinali svolgono un’azione disintossicante e purificante a livello sanguigno; ciò comporta un’eliminazione delle tossine che va a potenziare la funzionalità di fegato, reni ed intestino e, di conseguenza, regola la produzione di sebo.

Un esempio è la Bardana che riesce a favorire la corretta fisiologia della cute grazie alla presenza di diverse sostanze come ad esempio: inuline ad azione depurativa e decongestionante e poliacetileni che promuovono un’attività antibatterica e antimicrobica. Può essere assunta come tisana e determina, dunque, un potenziamento dell’attività diuretica.

Un altro rimedio naturale molto noto per le sue ottime proprietà è l’aloe vera; pianta che vanta un’attività antinfiammatoria e riparatrice. I soggetti con acne, spesso, tendono a graffiarsi la cute interessata dall’acne stessa; per questo, la pelle subisce un danno e si è visto come l’aloe vera riesca a svolgere anche un’ottima azione cicatrizzante.

Un altro valido aiuto può essere dato dall’assunzione di fermenti lattici vivi: ripristinano l’equilibrio della flora batterica intestinale perchè, come analizzato, anche i disturbi a livello epato-intestinale sono causda di insorgenza di acne

FONTI VERIFICATE