Addio Codici Colori per il Pronto Soccorso: arrivano i nuovi Codici Numerici

Nel 2019 entrerà in vigore nella Regione Lazio (e progressivamente in tutta Italia) il nuovo codice di priorità numerico, in sostituzione ai codici colore.

PH: lastampa.it

Il Sistema Sanitario Nazionale italiano prevede un’unità operativa ospedaliera dedicata alle emergenze: si tratta del Pronto Soccorso. Qui vengono somministrate le prime cure utili ai pazienti, a seguito di una valutazione clinica (e relativa assegnazione del codice prioritario di accesso), effettuata al Triage.

Il Triage è il primo sistema per effettuare una selezione idonea degli accessi in Pronto Soccorso. In base alle condizioni cliniche del paziente, al rischio evolutivo di queste condizioni e al grado di impegno delle risorse disponibili, l’infermiere del Triage assegna al paziente un codice di accesso alle cure.
Il Pronto Soccorso deve affrontare diverse criticità, tra cui lo stazionamento (boarding) dei pazienti in attesa di ricovero e il sovraffollamento (over-crowding).

PH: lastampa.it

I codici attualmente in vigore sono:

  • Codice Rosso: Emergenza. Il soggetto ha almeno una delle funzioni vitali compromessa e si trova in immediato pericolo di vita.
  • Codice Giallo: Urgenza. Il paziente presenta una parziale compromissione delle funzioni dell’apparato respiratorio e circolatorio, lamentando dolori intensi. Non c’è immediato pericolo di vita, ma necessita urgentemente di un controllo medico.
  • Codice Verde: Urgenza minore. Il pazienta riporta delle lesioni o lamenta dei sintomi che non interessano direttamente le funzioni vitali, ma devono comunque ricevere delle cure.
  • Codice Bianco: Nessuna emergenza. Il soggetto non ha bisogno del Pronto Soccorso, può rivolgersi al proprio medico.

L’obiettivo è di prendere in carico precocemente il paziente e fare un utilizzo attivo dei tempi di attesa. Sebbene il sistema dei codici colore abbia sensibilmente migliorato la situazione nei Pronto Soccorsi italiani, il fatto che questo sistema non sia uniforme sul tutto il territorio ha portati i professionisti del settore a confrontarsi tra loro e a constatare che il sistema dei quattro codici a colori va migliorato.

Per far ciò, bisogna avere bene in mente che il Triage è il primo momento di accoglienza, garantito 24h al giorno, dedicato alle persone che giungono al Pronto Soccorso. La funzione infermieristica deve essere volta all’identificazione delle priorità assistenziali. Non si diminuiscono i tempi di attesa per i pazienti, ma si ridistribuiscono in favore di chi ha un’urgenza.

PH: cronachemaceratesi.it

Tra gli obiettivi principali del Triage, quindi, risiedono:

  • L’identificazione delle persone che necessitano di cure immediate, a cui va garantito un tempestivo avvio alle cure.
  • L’attribuzione dei codici di priorità di accesso alle cure, in relazione alla gravità della situazione.
  • La sorveglianza delle persone in attesa ed eventualmente la modifica del codice di priorità.

C’è da tenere presente che il codice di priorità non corrisponde necessariamente alla reale condizione del paziente, perché solo con la successiva valutazione medica si avrà una corretta formulazione della gravità clinica del paziente.
Sebbene l’inserimento dei codici di accesso ha migliorato la gestione dei pazienti in arrivo al Pronto Soccorso, è progressivamente emersa la necessità di una nuova differenziazione, diversa dei quatto codici colore che conosciamo oggi.

La nuova codifica, che sarà in vigore nella Regione Lazio a partire dal 2019 e successivamente in tutte le altre Regioni italiane, si basa su 5 codici numerici di priorità. Questi codici consentono di focalizzare l’attenzione sulle condizioni cliniche, individuando l’ambito delle patologie da definire come urgenza minore. In particolare, questa nuova codifica si sviluppa come segue:

  1. Emergenza. Si ha l’interruzione o la compromissione di una o più funzioni vitali. Il paziente ha accesso immediato alle cure.
  2. Urgenza. C’è un rischio di compromissione delle funzioni vitali. Le condizioni del paziente sono stabili, ma c’è un rischio evolutivo o dolore severo. Il paziente avrà accesso alle cure entro 15 minuti.
  3. Urgenza Differibile. Il paziente presenta una condizione stabile, senza rischio evolutivo, con sofferenza e ricaduta sullo stato generale che solitamente richiede prestazioni complesse. Il paziente avrà accesso entro 60 minuti.
  4. Urgenza Minore. Il paziente è in condizioni stabili, senza rischio evolutivo e richiede prestazioni semplici mono-specialistiche. Il paziente accederà alle cure entro 120 minuti.
  5. Non Urgenza. Il paziente presenta un problema di minima rilevanza clinica e accederà alle cure entro 240 minuti.

Le maggiori novità sono quindi l’inserimento di un massimo di tempo entro cui gli utenti verranno curati e la continua rivalutazione delle loro condizioni durante il tempo di attesa. Un altro punto importante sarà la formazione: diventerà infermiere di Triage solo chi avrà già lavorato in Pronto Soccorso per almeno sei mesi e solo dopo un corso teorico di almeno 16 ore e un periodo di affiancamento di almeno 36 ore con un tutor esperto. Il tutto sarà condito da continui aggiornamenti e frequenza a corsi specifici. L’infermiere esperto avrà anche il “potere” di valutare, in autonomia, l’appropriatezza dell’accesso e l’avvio di tutte le procedure previste dal protocollo di presa in carico, fino alle dimissioni del paziente.

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