Close-up Engeneering

Un algoritmo di AI per analizzare le molecole e trovare tracce di vita aliena

Un team di ricerca guidato da Robert Hazen ha ideato un algoritmo di AI, per studiare le molecole e trovare tracce di vita aliena.

Close-up Engineering

PUBBLICATO IL: 15 Ottobre 2023

(Bio)Informatica

La ricerca sulla possibilità di trovare forme di vita extraterrestre non accenna a diminuire, e stavolta l’astrobiologia riceve un prezioso contributo dall’intelligenza artificiale. Un innovativo approccio, sviluppato dal team di ricerca guidato da Robert Hazen, potrebbe rappresentare una svolta significativa in questa ambiziosa missione. Si analizza come l’AI sta rivoluzionando il campo dell’astrobiologia e i progressi compiuti verso l’identificazione di forme di vita al di fuori della Terra.

Cos’è l’astrobiologia e di cosa si occupa

L’astrobiologia è una disciplina scientifica interdisciplinare che si focalizza sulla ricerca della possibilità di vita al di fuori della Terra. Questo campo del sapere unisce diverse branche scientifiche, tra cui l’astronomia, la biologia, la chimica, la geologia e la fisica, al fine di analizzare i processi che potrebbero favorire la vita in ambienti extraterrestri.

Gli astrobiologi si dedicano all’identificazione e allo studio di luoghi all’interno del nostro sistema solare e in altri sistemi planetari, dove le condizioni potrebbero essere propizie per lo sviluppo e la persistenza della vita. Questi siti includono pianeti, lune, asteroidi e anche esopianeti, che orbitano intorno ad altre stelle al di fuori del nostro sistema solare.

L’astrobiologia si estende anche all’esplorazione delle condizioni ambientali estreme che possono essere riscontrate su altri corpi celesti. Esempi di tali ambienti comprendono le profondità degli oceani sottomarini di lune ghiacciate come Europa e le zone remote e inospitali di Marte.

AI molecole alieni

In aggiunta, l’astrobiologia si pone l’obiettivo di comprendere i processi che hanno portato all’origine della vita sulla Terra e di determinare se condizioni simili possano essersi verificate altrove nell’universo. Questa disciplina è strettamente legata alla ricerca di segnali di vita o di condizioni abitative su altri mondi, come le missioni spaziali e gli strumenti telescopici spaziali.

L’AI per trovare tracce di forme di vita aliena

Il gruppo di ricerca coordinato da Robert Hazen presso l’Istituto Carnegie negli Stati Uniti ha sviluppato un innovativo metodo basato sull’intelligenza artificiale che dimostra una sorprendente precisione del 90% nell’analisi di qualsiasi tipo di molecola alla ricerca di tracce di vita extraterrestre.

L’algoritmo, dettagliatamente descritto sulla rinomata rivista scientifica PNAS, potrebbe segnare una svolta epocale nell’ambito dell’astrobiologia, aprendo nuove prospettive di comprensione delle forme di vita non umane, sia presenti che passate, su Marte o in altre parti del cosmo.

Questo strumento all’avanguardia, potenziato dall’intelligenza artificiale, è stato addestrato utilizzando una vasta gamma di campioni, conferendogli la capacità di analizzarli e individuare nuovi schemi che consentono di determinare se tali composti siano o meno il risultato di attività biologiche.

Lo scopo dell’algoritmo

Indubbiamente, una delle sfide più significative per questo avanzato algoritmo è la comprensione del processo di trasformazione di tali elementi. Nel corso di milioni di anni, l’esposizione ad agenti esterni potrebbe aver causato alterazioni nella loro struttura molecolare. Pertanto, acquisire conoscenza sulla struttura biologica originaria risulta fondamentale per ottenere una visione completa delle condizioni iniziali. Questo passo è cruciale nel contesto della ricerca astrobiologica, in quanto fornisce fondamenta solide per l’analisi di possibili forme di vita passate o presenti su altri pianeti o corpi celesti.

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Sviluppi futuri

Il rivoluzionario algoritmo alimentato dall’intelligenza artificiale offre una prospettiva ampliata e dettagliata sui diversi campioni, che includono, ad esempio, cellule viventi, materiali organici intrappolati nelle rocce, meteoriti ricche di prezioso carbonio e composti accuratamente sintetizzati in laboratorio. Questo significativo progresso segna un punto di svolta epocale nello studio delle forme di vita aliene, aprendo nuove prospettive nel nostro tentativo di comprendere l’eventuale esistenza di vita oltre i confini del nostro pianeta.

AUTORE

Valentina Maria Barberio

Dottoressa in ingegneria informatico-biomedica, dottoressa magistrale in ingegneria biomedica, classe 1997. Da sempre appassionata di tutto ciò che possa semplificare la vita al prossimo, guarda alla divulgazione scientifica come uno strumento in grado di rendere chiaro ed accessibile il “futuro benessere” a tutti. Particolarmente affascinata dalle apparecchiature biomedicali che riescono a creare immagini 3D, crede che solo il dibattito e la ricerca costanti possano generare una tridimensionalità di vedute, propedeutiche ad una perpetua crescita personale e della società.

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