Per quanto gli attuali smartwatch di prima fascia sembrano avere quasi tutto quello che ci serve, all’orizzonte si prospettano funzioni che nemmeno immaginavamo. È passato circa un anno da quando veniva annunciato l’Apple Watch Series 4, il primo del suo genere ad introdurre la possibilità di registrare un’elettrocardiogramma. Adesso, tra nuove funzionalità e brevetti, l’azienda di Cupertino si appresta a fare un ulteriore passo avanti.

Partiamo dalla novità più concreta, che potrebbe essere confermata già all’evento Apple del 10 settembre. Secondo l’indiscrezione rivelata da 9to5MAc, gli Apple Watch potrebbero presto introdurre la funzione di monitoraggio del sonno. Probabilmente frutto dell’acquisto di Beddit, la nuova funzionalità propone di valutare la qualità del sonno dell’utente basandosi su informazioni di movimento, frequenza cardiaca e rumori ambientali.

Tre nuovi brevetti per Apple Watch

Per quanto riguarda i brevetti, annunciati pochi giorni fa da Patently Apple, ci sarà da aspettare prima di avere la certezza che vengano tramutati in un vero e proprio prodotto. Questi riguardano nuovi cinturini smart e propongono tre idee molto interessanti.

Apple Watch smart brevettoAutenticazione biometrica

La prima novità riguarda l’introduzione di un sensore biometrico che riconosca automaticamente il proprietario dell’orologio, senza dover inserire alcun PIN per sbloccare il dispositivo. L’autenticazione si basa sul rilevamento della trama, della temperatura del polso ed addirittura della conformazione dei peli del polso.

Indicatori visivi

Un’altra novità potrebbe essere l’introduzione di LED che forniscano un feedback visivo riguardante, ad esempio, l’attività motoria giornaliera. Più che per comodità, ciò potrebbe servire a rendere più discreta la visualizzazione di questi dati, senza doverli necessariamente riprodurre sullo schermo dell’Apple Watch.

Cinturino con regolazione automatica

Concludiamo in bellezza. L’ultimo aspetto riguarda la realizzazione di un cinturino che si regola da solo in base all’attività dell’utente. Grazie ad un sistema motorizzato, sarebbe possibile una regolazione automatica della vestibilità, ad esempio facendo in modo che il cinturino si stringa durante la misurazione dei dati cardiaci o durante arrività fisiche, così da avere sempre un monitoraggio accurato.

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