L’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (provincia di Verona) si è arricchito di una nuova tecnologia per la radioterapia oncologica di precisione, stiamo parlando dell’Elekta Unity.

Qual è la novità? È la prima volta in Italia e, in generale del sud Europa, che questo macchinario, costato circa 9 milioni di euro, viene introdotto in una struttura sanitaria e sarà operativo da metà agosto.

È un nuovo capitolo italiano nella lotta ai tumori

afferma Mario Piccinini, amministratore delegato dell’ospedale.

Cosa è l’Elekta Unity

Campo magnetico 1.5T Elekta unit
Schematizzazione tunnel con campo magnetico da 1.5T
credits: elekta.com

È un sistema d’avanguardia per la radioterapia personalizzata basato su risonanza magnetica integrata con scanner da 1.5T, un acceleratore lineare avanzato e un software clinico nato dalla multinazionale svedese Elekta.

Il risultato sono immagini notevolmente nitide (parliamo di risoluzione sub-millimetrica) permettendo di delimitare perfettamente la sede del tumore e di vedere la posizione degli organi del paziente durante il trattamento.

Dunque, il radioterapista oncologo può monitorare e correggere sullo stesso lettino di trattamento la posizione e le caratteristiche del bersaglio tumorale regolando, ad ogni sessione di trattamento, la dose terapeutica di radiazioni in soli 12 clic proteggendo, così, i tessuti sani circostanti.

Dose elekta unit radiazione
Le aree colorate indicano una % diversa di dose di raggi ionizzanti da usare
credits: elekta.com

Un trattamento terapeutico e non solo palliativo, perché la precisione del sistema consente di poter irradiare con la massima dose possibile la lesione tumorale in un minor numero di sedute (in media da 30 a dieci)

afferma il professore Filippo Alongi, direttore della Radioterapia Oncologica Avanzata dell’Irccs Ospedale Sacro Cuore Don Calabria.

La sperimentazione nel mondo e in Italia

Ad oggi, ci sono ben 7 macchinari in tutta Europa e 11 nel mondo le cui sperimentazioni in tutti i centri non hanno dimostrato problematiche ma anzi i risultati sono stati promettenti.

Un esempio è il Centro Medico Universitario di Utrecht, Paesi Bassi, dove sono stati trattati 5 pazienti affetti da oligometastasi del linfonodo pelvico nell’agosto 2018, ciascuno dei quali ha ricevuto cinque sessioni di trattamento.

Per ogni sessione, i medici hanno eseguito la pianificazione online della risonanza magnetica per generare nuovi piani di trattamento basati sull’anatomia quotidiana in funzione dei cambiamenti nella forma e/o nella posizione del bersaglio tumorale e del tessuto sano adiacente da salvaguardare.

I risultati ottenuti stabiliscono un tempo massimo per sessione pari a 60 minuti e il superamento dei test di controllo qualità, come descritto nello studio pubblicato su ScienceDirect.

Dunque, l’ospedale italiano di Negrar è stato incaricato di effettuare mediante l’Elekta Unity uno studio di 1 anno su 230 pazienti con quattro diverse situazioni cliniche: tumore della prostata, tumore del pancreas, pazienti con oligometastasi (metastasi limitate nel numero da 1 a 5) e pazienti non più trattabili con la radioterapia convenzionale (reirradiazioni).

Il vantaggio maggiore è soprattutto per la radioterapia dei tessuti molli, in particolare degli organi addominali quali pancreas, fegato e prostata. Vantaggi sui tumori cerebrali? Si tratta di tumori meno soggetti a movimenti di posizione e questa macchina potrebbe essere semmai un secondo step

afferma Alongi.

Lo scopo dello studio non è quello di valutare l’efficacia o gli eventuali effetti collaterali del trattamento in quanto già riconosciuto come pratica clinica ma, definire un modello di utilizzo ottimale di questa risorsa tecnologica in termini di necessità di personale, processo organizzativo, tempi di trattamento e potenziali ricadute sul Sistema sanitario.

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