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BabyBe: battiti e respiro della madre nell’incubatrice del figlio

Subito dopo il parto, il contatto fisico tra madre e figlio è fondamentale. Entrambi, passato un evento tanto traumatico, trovano così grande giovamento sia fisico che relazionale, una sorta di “quiete dopo la tempesta”. Il contatto con la madre è molto importante per il bambino anche nei giorni successivi alla nascita. Nel caso in cui il neonato sia prematuro, è stato osservato come la vicinanza fisica della mamma aiuti a velocizzare i tempi di ripresa.

Purtroppo, però, questa condizione necessita l’utilizzo dell’incubatrice, anche per diverso tempo, per cui il contatto viene negato, o comunque rimane molto limitato. Da qui allora l’idea, del neonatologo e ricercatore cileno Camilo Anabalon, di simulare la presenza della madre.

Uno speciale cuscino che riproduce battiti e respiro della madre

Componenti BabyBe
A sinistra, il modulo “tartaruga” per la madre. A destra, il materassino per il figlio.
Credits: BebyBe

BabyBe: questo è il nome del cuscino attraverso il quale è possibile la simulazione del contatto. Il sistema permette la registrazione dei movimenti respiratori e cardiaci della madre che, via wireless, vengono inviati al materassino sul quale è adagiato il neonato. Il cuore di questa tecnologia è un particolare softgel, della famiglia dei poliuretani, prodotto dall’azienda vicentina Technogel ed approvato dalla FDA. Vicentino è anche il primo ospedale italiano, il S. Bortolo, terzo al mondo dopo quelli Santiago del Cile e Eindhoven in Olanda, ad aver utilizzato il dispositivo nel reparto di Patologia Neonatale (fonte ANSA).

Oltre al cuscino per il bambino, ci sono altre due componenti fondamentali: un modulo di controllo, per ricevere e registrare i segnali e la cosiddetta “tartaruga“. Quest’ultima, costituita da silicone e softgel, rappresenta il modulo dedicato alla madre. Una volta appoggiata sul petto, questa percepisce il respiro ed il battito per poi inviarli all’unità di controllo, così da poter poi essere riprodotti dal materassino. La forma, ed il fatto stesso di venire “abbracciata”, consentono alla madre di raggiungere il giusto stato mentale materno.

BabyBe è stato clinicamente validato. Gli studi fatti hanno concluso che il dispositivo è utilizzabile per i bambini nati prima delle 32 settimane e/o che pesino meno di 1500 grammi. I risultati mostrano come, con l’utilizzo di BabyBe, ci sia una riduzione dello stress nel neonato, dimostrata dal rallentamento della frequenza respiratoria, ed un’accelerazione nella crescita del peso, fattore fondamentale per i prematuri. Tutto ciò permette, quindi, tempi di recupero ridotti ed una minore permanenza nell’incubatrice.

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Jacopo Ciampellihttps://biomedicalcue.it/author/jacopo-ciampelli/
Laureato magistrale in Ingegneria Biomedica presso l'Università di Bologna, da sempre appassionato di medicina e tecnologia scrivo per BiomedicalCuE dal 2017. L'altra mia grande passione è la musica, cura dell'anima.