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Le cellule tumorali vanno in letargo per sfuggire alla chemioterapia

Questo è un altro tassello che si aggiunge allo studio dei tumori e di possibili cure che permetteranno, un giorno, di poterli sconfiggere definitivamente.

Categorie Medicina

Sappiamo bene che molti tumori sono altamente resistenti alle terapie che vengono convenzionalmente applicate. Radioterapia e chemioterapia risultano in molti casi insufficienti per riuscire ad eliminare completamente le cellule tumorali. Negli ultimi decenni, la ricerca ha cercato di capire cosa si celasse dietro il fallimento di questi trattamenti, focalizzandosi sul funzionamento di queste cellule e come queste, riescano a resistere a queste terapie.

Come per qualsiasi tessuto nel nostro corpo, anche nel caso dei tumori, le cellule che li compongono non sono tutte uguali. Infatti, mano a mano che crescono e si dividono, esse vanno incontro a delle mutazioni del DNA con una rapidità tale da renderle geneticamente diverse. Questa loro caratteristica, le rende resistenti a molte delle terapie tradizionali, in particolare ai farmaci utilizzati nel trattamento chemioterapico. Ma come fanno a sfuggire agli effetti della chemioterapia? Le cellule entrano in uno stato conosciuto noto come drug-tolerant persister (DTP), durante il quale esse rallentano la loro normale attività.

Le cellule tumorali adottano una sorta di strategia adattativa di sopravvivenza? È questa la domanda che si sono posti la Dott.ssa Catherine O’Brien e il suo team di ricerca. Quello che sappiamo dall’osservazione della natura è che esistono limitati casi in questione, la maggior parte dei quali è legata al mondo animale. Infatti, per resistere ad ambienti ostili e condizioni estreme, molti animali hanno sviluppato delle strategie di sopravvivenza che includono torpore, estivazione e diapausa embrionale.

Quest’ultimo, non è altro che un meccanismo durante il quale è come se la crescita embrionale fosse messa in pausa, per riprendere solo una volta in cui si sono ripristinate condizioni ambientali favorevoli. È proprio questo che hanno studiato i ricercatori canadesi, ovvero se le cellule tumorali, quando vengono sottoposte a trattamenti di chemioterapia, entrano in uno stato simile alla diapausa embrionale.

Lo studio

Come gli orsi in inverno, sembrerebbe che queste cellule vadano in una sorta di letargo quando una minaccia, come la chemioterapia, le attacca. Entrano, infatti, in uno stato di ibernazione, in cui riescono a sfuggire alle terapie e dal quale, poi, si risvegliano improvvisamente e iniziano di nuovo a dividersi. È questo il risultato ottenuto dalla Dott.ssa Catherine O’Brien e dal suo team del Princess Margaret Cancer Centre in Canada.

Questa precisa condizione di “letargo” è un processo cellulare molto simile all’autofagia, durante il quale la cellula, anche in assenza di nutrimento, riesce a sopravvivere nutrendosi delle proprie proteine ​​e di altre parti cellulari. Per comprendere questo meccanismo, il team di ricerca canadese ha isolato cellule umane di tumore al colon-retto. Una volta pronte per essere trattate, sono state esposte ad un trattamento chemioterapico classico. Quello che hanno osservato è stato che le cellule erano in grado di sfuggire alla terapia, proprio cadendo in questo stato di letargo in modo coordinato. Questo è assolutamente in linea con studi preclinici sulla stesso tipo di cellule tumorali, nei quali era stata osservata una resistenza ai farmaci e una contemporanea riduzione della normale attività cellulare.

Le cellule tumorali vanno in letargo per sfuggire alla chemioterapia
Credits: Cell

Per rafforzare questa tesi, gli scienziati hanno realizzato lo stesso esperimento anche in vivo su modello murino. I ricercatori hanno atteso che il tumore si sviluppasse e, successivamente, hanno trattato i topi con regimi standard di chemioterapia. Anche in questo caso, la crescita tumorale risultava trascurabile durante il periodo di trattamento di otto settimane, ma, una volta interrotto, le cellule tumorali riprendevano a crescere e ad espandersi. Non solo, la combinazione di chemioterapia e di inibitori del meccanismo di autofagia sono stati in grado di eliminare le cellule in stato DTP.

L’importanza di questo studio

L’interesse verso una maggiore comprensione dello stato di DTP è relativamente recente e, proprio per questo, c’è ancora molto da scoprire e studiare. Non si sa, ad esempio, se i DTP differiscono a seconda delle chemioterapie specifiche o meno. Sarà necessario anche capire se ci sono differenze tra le varie cellule tumorali. Questo studio ha permesso di capire che le cellule tumorali, proprio come gli animali in letargo, adottano un meccanismo di difesa, in cui riescono a scappare ed evitare il trattamento chemioterapico. Questo è un altro tassello che si aggiunge allo studio dei tumori e di possibili cure che permetteranno, un giorno, di poterli sconfiggere definitivamente.