Close-up Engeneering

Chest-eR: l’aiutante perfetto per il massaggio cardiaco

Close-up Engineering

PUBBLICATO IL: 17 Ottobre 2020

Biomateriali / Innovazione

Secondo le linee guida dell’European Resuscitation Council (ERC) e dell’American Hearth Association (AHA), al fine di effettuare correttamente un massaggio cardiaco occorre una profondità di compressione pari a 50-60 mm (per stimolare il pompaggio di sangue verso il cervello), e dovrebbe essere somministrato con una frequenza compresa tra 100 e 120 volte al minuto. Non sempre è facile rispettare tali indicazioni in modo corretto e questo aumenta l’incidenza delle lesioni interne nel paziente che viene soccorso. Oggi però nasce Chest-eR (Chest Emergency Reanimation device), un dispositivo innovativo che sfrutta la tecnologia dei materiali elastomerici cellulari con caratteristiche non newtoniane, per ridurre la probabilità di lesioni interne e traumi al paziente, aiutando il soccorritore a rispettare le linee guida grazie ad una scala con indicatore luminoso, che lo avverte sulla corretta pressione e la corretta frequenza esercitata dal massaggio.

Chest-eR: il primo dispositivo italiano per il massaggio cardiaco

Chest-eR è il primo dispositivo medicale Italiano che assiste nella pratica del massaggio cardiaco, fornendo aiuto indispensabile per una rianimazione corretta e in completa sicurezza.

Il dispositivo, con brevetto internazionale, è stato ideato ideato dal Dott. Ivan Mangone, ​soccorritore e formatore di primo soccorso, nonché attuale direttore generale della società Progetti medical, in collaborazione con il Prof.
Maurizio Santo Mauro, Cardiologo presso l’università di Napoli e attuale presidente Nazionale del GIEC (Gruppo intervento emergenze cardiologiche), il Dott.
Eugenio Fossat, Chief Technical Officer e co-founder di Composite Research Srl, e l’Ing. Nicola Giulietti, esperto in ricerca e sviluppo di materiali compositi.

Com’è fatto il dispositivo?

Il dispositivo, costituito da materiali non-newtoniani capaci di dissipare l’energia d’impatto relativa a compressioni esterne toraciche troppo violente, possiede una
speciale struttura interna a triplo strato che riduce le sollecitazioni pericolose prodotte da un’applicazione errata della forza e redistribuisce le forze eccessive sull’intera area del dispositivo.

In pratica quando viene applicata una forza impulsiva la morbida superficie del dispositivo si trasforma mediante la riorganizzazione delle molecole di cui è costituita, irrigidendosi immediatamente e creando uno scudo capace di dissipare la forza dell’impatto, assorbendo fino al 90% dell’energia, garantendo la massima efficacia del massaggio cardiaco. In aggiunta lo strato centrale rigido  consente di distribuire in modo più omogeneo le forze nella zona del basso sterno, e mediante l’azione combinata del rivestimento, capace di adattarsi alla forma del torace, evita sollecitazioni eccessive concentrate su eventuali ossature sporgenti.


Chest-eR è dotato inoltre di particolari  algoritmi che garantiscono un sistema di feedback elettronico luminoso in grado di comunicare la corretta esecuzione del massaggio, in accordo con le linee guida internazionali.

Come si utilizza?

Per prima cosa bisogna posizionare Chest-eR sul torace del paziente, come illustrato in figura, e premere sul cuscinetto per  accenderlo automaticamente. A questo punto un indicatore luminoso segnalerà la corretta pressione e la corretta frequenza esercitata dal massaggio cardiaco attraverso una luce verde, mentre una luce rossa segnala l’eventuale scorrettezza degli stessi.

Se il soccorritore dovesse applicare una forza anche nella fase di rilascio del massaggio, impedendo al torace di tornare nella posizione originale, si accenderanno entrambe le luci rosse nella parte alta e bassa del dispositivo per segnalare il problema. Una volta terminato il massaggio cardiaco il dispositivo si spegne autonomamente dopo 30 secondi senza utilizzo.

FONTI VERIFICATE:

AUTORE

Cristiana Rizzuto

Laureata in Ingegneria Biomedica presso Alma Mater Studiorum, Università di Bologna. Ingegnere Biomedico di Presidio presso Ospedale Maggiore di Bologna. Da sempre nutro una forte passione per la scrittura, che unita al mio insaziabile interesse per la scienza e la tecnologia in campo medico, mi ha spinto a intraprendere la strada della divulgazione scientifica.

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