Risale al novembre del 2018 la notizia che aveva sollevato un enorme clamore mediatico nel mondo scientifico: per la prima volta venivano dati alla luce bambini con DNA modificato. Nello specifico, parliamo di due gemelle che, nel corso di un’esperimento che coinvolgeva 7 coppie che si stavano sottoponendo ad una cura per la fertilità, sono state sottoposte ad editing genetico con la tecnica CRISPR. L’obiettivo era quello di dare all’embione l’immunità al virus Hiv.

L’esperimento, che secondo gli esperti della rivista MIT Technology Review non avrebbe in alcun modo avuto esito positivo, era stato sospeso subito dopo l’uscita della notizia. Adesso, il genetista cinese He Jiankui, a capo della ricerca, è stato condannato a 3 anni di carcere ed al pagamento di circa 400mila ero di multa, per pratica medica illegale.

He Jiankui

Insieme a Jiankui sono stati condannati anche i ricercatori Zhang Renli, 2 anni di reclusione, e Qin Jinzhou, 18 mesi.

Secondo quanto riportato dall’ANSA:

“I tre accusati non avevano la certificazione adeguata per praticare la medicina e nel cercare fama e ricchezza hanno deliberatamente violato le normative nazionali in materia di ricerca scientifica e cure mediche“. Così si esprime il tribunale cinese che ha emesso la sentenza.

Una nuova nascita?

Le novità non si fermano però qui. Nel gennaio 2019 era trapelata la notizia che una seconda donna stesse portando avanti una gravidanza, sempre all’interno dello studio genetico di He Jiankui, e che fosse già intorno alla 12-14esima settimana. Nel corso dell’anno non ci sono state novità a riguardo, ma proprio nel riportare la notizia della condanna, l’agenzia di stampa cinese Xinhua scrive, riferendosi ai tre ricercatori condannati: “Hanno impiantato embrioni geneticamente modificati nel corpo femminile e due sono rimaste incinte, dando alla luce tre bambini.”

Sembra, quindi, che i bambini con il dna modificato siano effettivamente tre, anche se non sono stati forniti ulteriori dettagli né sul sesso né sullo stato di salute del terzo bambino.

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