CRADLE (ComputeR-Assisted Detector of LEukocoria) è l’applicazione gratuita scaricabile da qualsiasi store con il nome di White Eye Detector, progettata per rilevare precocemente la leucocoria, un’anomalia della retina dell’occhio.

La leucocoria e l’effetto “occhio bianco”

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Esempio di foto scattate con IPhone X di bambini affetti da leucocoria.
credits: advances.sciencemag.org

La leucocoria in sé non è una malattia ma è un riflesso pupillare che, rappresenta un segnale medico che può nascondere una patologia più o meno grave che, può condurre alla totale cecità del soggetto.

Per procedere ad una diagnosi, ci si riconduce al “test del riflesso rosso”: la pupilla viene irradiata da luce diretta e si osserva tramite oftalmoscopio il riflesso dei vasi sanguigni presenti nella coroide e nella retina e, in condizioni normali, la pupilla apparirà rossa.

Tuttavia, saremo in caso di leucocoria in caso di riflesso pupillare anomalo che tenderà a far apparire l’occhio bianco o giallo-arancio.

Questo test viene comunemente effettuato durante una regolare visita pediatrica nei bambini ma, risulta spesso inefficace nel rilevare molti disturbi agli occhi.

Infatti, Abramson et al., in uno studio pubblicato precedentemente, dichiarano come i pediatri riescono a individuare tempestivamente i sintomi del retinoblastoma, un tumore dell’occhio che colpisce i bambini di età inferiore ai 4-5 anni, solo nell’8% dei casi.

Le cause di questa inefficienza sono molteplici: mancanza di dilatazione dell’occhio, insensibilità alle anomalie e lesioni periferiche e posteriori eseguendo l’esame troppo vicino al viso, perciò l’omissione di questo esame è comune a causa di queste limitazioni.

Dunque, i ricercatori della Baylor University hanno messo a punto un’app in grado di analizzare direttamente le foto già fatte ai possibili pazienti e individuare precocemente la leucocoria.

CRADLE: idea e sperimentazione

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L’app cradle discretizza in matrici l’immagine da acquisire e ne studia la scala di colori.
credits:advances.sciencemag.org

Quando una malattia colpisce te direttamente o una persona a te cara, si tende a diventare più sensibili a quell’argomento e, addirittura a voler fare di più.

Ed è quello che è successo ad uno dei ricercatori protagonisti che ha visto il figlio perdere un occhio a causa di un retinoblastoma.

Inizialmente, per testare e perfezionare l’app si sono utilizzate migliaia di foto del piccolo scattate nel corso degli anni e, il sistema è riuscito a diagnosticare la leucocoria a soli 12 giorni di vita, anche se ormai era troppo tardi per l’occhio del bambino.

Successivamente, si sono proseguiti i test su 53mila immagini di 40 bambini, metà dei quali con un problema all’occhio e, in ben 16 casi il sistema ha rilevato anomalie molto prima, di circa 1.3 anni, rispetto all’effettiva diagnosi.

Si è stimato che la sensibilità di CRADLE nel rilevare la leucocoria patologica nelle fotografie facciali dei bambini era del 75% all’età <6 mesi e del 90% all’età <2 anni (specificità = 20,0% e accuratezza = 55,0% all’età <2 anni).

Questa applicazione, il cui primo prototipo è stato reso disponibile nel 2014, è stato progettato per consentire ai genitori di aumentare (non sostituire) lo screening clinico leucocoria convenzionale, in quanto solo la diagnosi tempestiva aumenta le probabilità di guarigione.

Quel che i genitori devono sapere

Potrebbe capitare che un genitore possa allarmarsi più facilmente se, durante l’uso dell’app rilevi qualcosa di strano ma è giusto ricordare che:

  1. la leucocoria patologica è tipicamente associata a condizioni non fatali e innocue (errore di rifrazione o ambliopia);
  2. la leucocoria fisiologica è un artefatto comune della fotografia fuori asse;
  3. si è stimato che la probabilità che il prototipo CRADLE rilevi correttamente la leucocoria quando appare in una singola fotografia facciale è circa del 30% per fotografia leucocorica, questo vuol dire che CRADLE rileverà (in media) ogni terza fotografia che mostra leucocoria.

 

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