Dispositivi indossabili

    dbGLOVE: il guanto smart che consente ai sordo-ciechi di comunicare

    dbGLOVE è un dispositivo indossabile che digitalizza diversi alfabeti touch-based esistenti, come Malossi e Braille, per consentire alle persone cieche e sordo-cieche di utilizzare tutte le funzionalità di un dispositivo mobile, di comunicare con gli altri e di interagire con il mondo.

    L’alfabeto MALOSSI

    dbglove.com

    Utilizzando l’alfabeto Malossi (un alfabeto tattile ed intuitivo inventato da un sordo cieco italiano), due persone sordo-cieche possono comunicare digitando messaggi da scambiarsi reciprocamente, a turno: essi possono toccare diverse aree del palmo della mano, ciascuna corrispondente a una lettera, e formare dei messaggi comprensibili dal proprio interlocutore.
    L’alfabeto Malossi è estremamente intuitivo e si basa su segnali tattili di base. Le lettere sono situate in senso orario sulle falangi. Le lettere dalla A alla O si formano premendo in alcune zone del palmo, mentre le lettere dalla P alla Z pizzicando.
    Questo alfabeto è ampiamente impiegato con i bambini e le persone affette da disturbi cognitivi, che hanno difficoltà, dunque, ad imparare metodi di comunicazione più complessi e articolati (ad esempio, il Lorm o l’alfabeto Braille).
    Oltre a rappresentare lettere, segnali singoli o multipli, i segnali tattili possono esprimere concetti più articolati.

    L’alfabeto Malossi permette agli individui di usufruire di un codice di comunicazione touch-based grazie ad una particolare mappatura corporea che prevede le lettere posizionate sulle falangi.
    Ciascuna delle 18 aree sensibili include un sensore capacitivo ed un attuatore vibrotattile. Il primo può essere attivato semplicemente toccandolo con un dito, per attivare il segnale di controllo corrispondente. Il secondo è impiegato per generare vibrazioni che simulano un tocco sulla falange.

    dbGlove ha un’interfaccia completamente personalizzabile

    dbglove.com

    La persona sordo-cieca può indossare il dispositivo sulla mano sinistra, e può digitare messaggi sul proprio palmo, come su una tastiera.
    Gli impulsi tattili costituiscono segnali di controllo utilizzati anche per aprire applicazioni, controllare elettrodomestici e inviare comandi. In alternativa, gli impulsi tattili possono rappresentare messaggi che possono essere visualizzati sullo schermo, tradotti in discorso, o trasmessi su Internet.
    Intensità, durata, ritmo e tempo dei segnali possono essere configurati tramite software, per soddisfare le preferenze specifiche di ogni utente. Ogni area sensibile del dbGLOVE può essere rimappata e modificata in una configurazione di controllo a scelta, al fine di supportare le funzioni o le lingue specifiche.
    Ciò avviene tramite software, senza alcuna modifica dell’hardware.

    Supporto per la connettività Bluetooth

    dbGLOVE si collega a qualsiasi dispositivo Bluetooth, come ad esempio smartphone, tablet e PC. Esso implementa il protocollo Bluetooth Low-Energy (BLE), al fine di risparmiare energia e aumentare la durata della batteria.
    Il dispositivo supporta tutte le applicazioni mobili più comuni, come client e-mail, browser Internet, la lettura di documenti e la chat.
    App dedicate possono essere sviluppate utilizzando il dbGLOVE SDK, che sarà rilasciato a breve. Il dbGLOVE SDK supporta applicazioni per la realtà virtuale, la musica e giochi.
    L’hardware e il firmware di dbGLOVE sono progettati e rilasciati come Open Source, in modo che la comunità possa contribuire al loro sviluppo e al miglioramento.

    Comunicazione bidirezionale: invio e ricezione di messaggi

    dbGLOVE include un monitor tattile. In questo modo, le persone affette da sordo-cecità possono ricevere messaggi in forma di stimolazione

    dbglove.com

    tattile, come se qualcuno stesse scrivendo direttamente sul loro palmo.
    Le risposte possono essere ricevute dall’utente sotto forma di stimolazione vibrotattile di diversa intensità e frequenza, che simulano il tocco e il pizzico sul palmo della mano.
    In conclusione, il dispositivo è in grado di fornire all’utente una comunicazione bidirezionale: si possono scrivere messaggi e ricevere delle risposte.

    Attualmente, il team sta cercando di costituire una comunità di produttori ed esperti di hardware, che possano aiutarli a migliorare il dispositivo e la qualità di vita degli utenti.
    E presto sarà rilasciato l’Application Programming Interface (API).

    dbGlove è un’idea di Nicholas Caporusso, 34enne informatico e imprenditore barese. Il progetto ha vinto nel 2009 il primo premio della prima edizione di Principi attivi, bando della Regione Puglia che prevedeva un finanziamento di 25mila euro a fondo perduto a idee innovative di giovani pugliesi, e nel 2013 ottiene 110mila euro da Valoreassoluto, bando per startup della Camera di commercio di Bari. Dallo scorso febbraio è a Berlino: il progetto è stato selezionato – unica startup italiana – per il programma internazionale di accelerazione EyeFocus, dedicato alle tecnologie per persone non vedenti o con problemi alla vista, sponsorizzato da società e organizzazioni del settore medico e farmaceutico (tra cui la Bayer).

     

    Lenti a contatto con zoom 2.8x, Close-up Engineering - Credits: jacobsschool.ucsd.edu

    Lenti a contatto smart con zoom 2.8x

    E’ stato presentato al meeting annuale dell’American Association for the Advancement of Science, che si è appena concluso a San José (California), un prototipo di lenti a contatto telescopiche in grado di migliorare la vista alle 280 milioni di persone che soffrono, in tutto il mondo, di problemi oculari, tra cui la degenerazione maculare (AMD), una condizione che provoca la perdita della vista al centro del campo visivo. I pazienti in genere non riescono a leggere o a riconoscere i volti.

    Il dispositivo messo a punto dagli ingegneri della École polytechnique fédérale de Lausanne consente di passare da una visione grandangolare a una più ravvicinata con un semplice battito di palpebre. Ovviamente, queste lenti a contatto -il cui progetto è iniziato nel 2008 grazie ai finanziamenti del Darpa- funzionano in combinazione con degli smart glass in grado di riconoscere (e ignorare) il battito della palpebre di chi li indossa per passare da una visione normale ad una più ravvicinata.

    Visione normale e Visione ingrandita

    Come spiega Eric Tremblay, coordinatore della ricerca:

    Pensiamo che queste lenti a contatto siano estremamente promettenti per chi ha problemi di vista e degenerazione maculare legata all’età. C’era forte necessità di creare un dispositivo più integrato e socialmente meno invasivo: le lenti a contatto sono proprio quello che faceva al caso nostro. Per ora siamo ancora a livello di ricerca di base, ma speriamo che possano presto diventare una possibilità reale per chi soffre di degenerazione maculare.

    Gli scienziati spiegano che il dispositivo è costituito da una lente riflettente sottile e da una serie di minuscoli specchi, che deviano la luce espandendo la dimensione percepita degli oggetti e consentendo di zoomare fino a 2.8 volte rispetto alla visione normale.

    La parte più complessa della creazione di lenti in grado di zoomare fino a 2.8x è stato consentire all’occhio di ricevere la giusta quantità di ossigeno. Per riuscirci, i ricercatori hanno incorporato nella lente piccoli canali per l’aria dal diametro di un decimo di millimetro.

    Indossando gli smart glass abbinati alle lenti, i pazienti sono in grado di passare, in tempo reale e sbattendo semplicemente le palpebre, dalla visione normale a quella ingrandita.

    Gallery credits: jacobsschool.ucsd.edu

    Uno skateboard guidato con il pensiero? “Board of Imagination”

    Questo è il nome dell’invenzione del Chaotic Moon Labs, uno skateboard controllabile mediante un casco Emotic Epoc, (che funge da sistema di acquisizione e trattamento dei segnali neurologici) realizzato dall’azienda di neuroingegneria Emotiv, trasmette i segnali inviati dal cervello ad un tablet Samsung munito di sistema operativo Windows 8 che controlla un motore elettrico da 800 W.

    Basta immaginare un punto dove dirigersi e la velocità con la quale raggiungerlo, il casco accoppiato al software interpreta le onde cerebrali e le traduce in segnali digitali e quindi in movimento della tavola.

    Si può raggiungere una velocità di 51 km/h ed un’autonomia di circa 16 km e si ha la possibilità di decelerare e fermarsi.

    wordpress.com

    Ma come può il casco leggere e tradurre le onde cerebrali?

    Il dispositivo viene “addestrato” dallo skater: impara a pensare come lui e quindi, dopo un po’ di allenamento, riesce a interpretare i pensieri. Dal momento che ogni cervello è diverso, non è possibile creare un profilo generale valido in tutti i casi.

    Il dispositivo Emotive EPOC è un neuro-auricolare wireless che permette l’acquisizione e l’elaborazione dei dati con un costo non eccessivo e di facile intuizione.

    L’auricolare invia i segnali dal cervello del pilota ad un tablet Samsung tramite un connettore USB proprietario fornito con l’auricolare stesso.

    A questo punto, il software dell’interfaccia di bordo comunica con il motore elettrico tramite un “Phidget”, che è fondamentalmente un’unità plug-and-play USB di controllo e rilevamento.

     

     

    Image credits: digitaltrends.com

    Vuoi leggere i nostri articoli senza pubblicità?

    Sostieni il nostro progetto e avrai la possibilità di: