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Rilevare il dolore post operatorio tramite fotopletismografia

Un gruppo di ricercatori di Seoul ha utilizzato la fotopletismografia per quantificare il dolore post operatorio di 65 pazienti.

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Fotopletismografia e dolore post operatorio – Il trattamento adeguato del dolore postoperatorio è ormai riconosciuto sia come un diritto del paziente che come uno dei fattori importanti nella riduzione della morbilità perioperatoria, che comprende sia una minore incidenza di complicanze post operatorie, sia la riduzione delle giornate di degenza e conseguente riduzione dei costi. Tale guadagno è maggiormente evidente nei pazienti critici ad elevato rischio, con evidenza di Livello A nella linea guida della Società Italiana di Anestesia e Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva.

Il risultato di uno studio sperimentale condotto a Seoul afferma che è possibile quantificare il dolore dopo le operazioni tramite la fotopletismografia

Valutare e quantificare il dolore post operatorio tramite fotopletismografia, specificamente indici fotopletismografici (PPG) è l’oggetto dello studio del gruppo di lavoro di Seoul, condotto da Yoon La Yang, nel 2018. Dal monitoraggio di 65 pazienti volontari è stato possibile registrare per 6 minuti i segnali fotopletismografici pre e post – operatori. I 51 parametri PPG rilevati dalle curve pletismografiche sono stati confrontati, analizzati statisticamente e correlati con la scala analogica visiva (VAS) del dolore.

Da questo studio è emerso che le variazioni dei parametri dinamici, come l’ampiezza del segnale sistolico e diastolico, presentano una correlazione significativa con il dolore. In particolare, la variazione dell’ampiezza del picco sistolico normalizzata ha mostrato migliori prestazioni nella classificazione del dolore post-operatorio, con valori di accuratezza del 79,5%, sensibilità del 74%, specificità del 86% e predittività del 84,5% in attinenza con un punteggio VAS > 60. Questi risultati sono nettamente superiori rispetto a quelli ottenuti dall’indice pleto chirurgico trattato nello studio condotto da GE Healthcare, Chicago, 2018.

Il dolore post operatorio è la causa di un lento recupero e una prolungata degenza ospedaliera

La cura del dolore deve aver inizio già prima dell’intervento tramite una terapia farmacologica di analgesici, in modo da facilitare l’assunzione di farmaci dopo l’operazione, anche per via orale, e accelerare il processo di guarigione. L’assunzione di farmaci è molto spesso accompagnata da terapie riabilitative, pertanto le infiammazioni e i gonfiori sono spesso fonti di dolore aggiuntivo. Ovviamente, la tipologia di farmaci dipende dal tipo di intervento e dall’intensità del dolore. Se il dolore è lieve sono sufficienti analgesici comuni, in caso contrario è necessario far uso di oppioidi.

I modi più comuni per controllare il dolore postoperatorio sono: la somministrazione di analgesici per via venosa, analgesici controllati dal paziente (PCA), narcotici, ecc. Tuttavia, poiché ci si basa su fattori antropometrici individuali come età, peso e altezza ci sono dei limiti obbligatori da rispettare, altrimenti si rischia la vita del paziente. Grazie alle scale qualitative e quantitative è possibile individuare una soglia del dolore post operatorio percepito dal paziente. Da queste scale è stato possibile individuare la quantità di analgesici da somministrare dopo l’intervento chirurgico.

Pompa di perfusione PCA a una via per la somministrazione di analgesici anti dolore post operatorio
Pompa di perfusione PCA Modello HX – 801B

La fotopletismografia come tecnica multidisciplinare adatta anche alla rilevazione del dolore post operatorio

La fotopletismografia (PPG) è una tecnica ottica semplice e a basso costo che è utilizzata per rilevare le variazioni di volume del sangue nel letto microvascolare dei tessuti. È una tecnica non invasiva che permette di effettuare misurazioni sulla superficie della pelle.

La forma d’onda del segnale PPG comprende una curva fisiologica pulsatile, attribuita alle variazioni cardiache sincrone del volume sanguigno a ogni battito cardiaco, ed è sovrapposta a una linea di base a variazione lenta con varie componenti di frequenza inferiore attribuite alla respirazione, all’attività del sistema nervoso simpatico e alla termoregolazione.

La tecnologia PPG è utilizzata in un’ampia gamma di dispositivi medici disponibili in commercio per la misurazione della saturazione di ossigeno (SPO2), della pressione arteriosa, della gittata cardiaca e per il rilevamento delle malattie vascolari periferiche. Questa tecnologia allarga i suoi campi di applicazione anche alle misurazioni fisiologiche cliniche, tra cui il monitoraggio fisiologico clinico e la valutazione vascolare.

Tipica curva fotopletismografica con relativi indici PPG
Tipico segnale fotopletismografico con relativi indici PPG – Postoperative Pain Assessment Indices Based on Photoplethysmography Waveform Analysis

I parametri dinamici della curva pletismografica come indici quantitativi del dolore post operatorio

I risultati dello studio citato sopra hanno dimostrato che i parametri dinamici ottenuti dall’analisi inter-impulso sono più sensibili al dolore rispetto ai parametri statici ottenuti dall’analisi del singolo impulso. Considerando che la valutazione del dolore chirurgico è effettuata principalmente su indici statici, gli indicatori dinamici trovati in questo studio potrebbero essere utilizzati per sviluppare algoritmi di valutazione del dolore più sofisticati.

Tuttavia, sono ancora necessari ulteriori studi prima che questi nuovi parametri del dolore identificati possano essere applicati alla pratica clinica e in anestesia generale. Il motivo principale è che lo studio si basa su un’analisi statistica dei segnali registrati in 6 minuti ottenuti prima e dopo l’intervento chirurgico senza osservare le variazioni del dolore in tempo reale.

Ad oggi molti ricercatori si stanno muovendo per trovare una metodologia efficace e precisa per rilevare il dolore in real time durante l’operazione chirurgica, ma la complessità della tecnologia in sala operatoria e le caratteristiche individuali dei diversi pazienti da tenere sotto controllo durante un’operazione chirurgica rendono questo monitoraggio arduo da raggiungere.