fbpx

SEGUICI SU:

DELLO STESSO AUTORE

INSTAGRAM

CORRELATI

Dormio: il dispositivo che controlla i sogni

Quando ci addormentiamo, prima di cadere nello stato di incoscienza, attraversiamo uno stadio semi-lucido chiamato stato ipnagogico: questo limbo tra sonno e veglia apre una finestra sul nostro inconscio e dà libero accesso alla creatività. Risulta lecito chiedersi se sia possibile trovare un modo per aumentare la creatività umana estendendo, influenzando e catturando i sogni durante questa fase onirica. Per rispondere a tale quesito i ricercatori del MIT hanno sviluppato un dispositivo denominato Dormio.

Si tratta della prima interfaccia interattiva studiata per influenzare il sonno e rappresenta una modernizzazione di tecniche utilizzate in passato da artisti e scienziati per investigare lo stato ipnagogico, come le sfere d’acciaio e i mantra yoga.

Stato ipnagogico e creatività

Dormio
Dormio è la nuova creazione del MIT per aumentare la creatività influenzando i sogni. Ph: MIT

Quando siamo svegli è estremamente difficile concentrarsi e costringerci ad essere creativi, perché gran parte delle associazioni di idee creative vengono inibite dalla nostra coscienza che le ritiene troppo atipiche. Se fossimo in grado di influenzare i nostri sogni, il sonno offrirebbe un’opportunità per suscitare pensieri liberi dal controllo cognitivo.

Secondo l’opinione popolare, pensatori come August Kekulé, Thomas Edison e Nikola Tesla erano soliti addormentarsi regolarmente con una sfera d’acciaio in mano: nel momento in cui perdevano conoscenza e quindi controllo muscolare, la sfera cadeva a terra svegliandoli. Questa tecnica semplice ma affascinante era utilizzata al fine di portare alla luce l’ispirazione creativa che si trova in sogni frammentati che facciamo tra la fase semi-cosciente e lo stadio completamente inconscio, durante quello che viene chiamato stato ipnagogico.

Lo stato ipnagogico è uno stadio tipico del ritmo circadiano ed è caratterizzato da allucinazioni visive e cinestetiche, parole spontanee, percezione distorta dello spazio e del tempo, consapevolezza dell’inizio del sonno e perdita del senso di sé.

Dormio, un dispositivo realizzato da un team del MIT guidato da Adam Horowitz, offre un’interfaccia a questo stato mentale liminale e apre molti possibili casi d’uso per costruire interazioni future con i sogni.

Com’è fatto Dormio?

La prima generazione di Dormio consisteva in un microcontrollore montato su di un guanto recante un piccolo sensore di pressione nel palmo.

Questa prima versione di Dormio è stata testata su sei volontari ai quali è stato chiesto di indossare il guanto prima di andare a dormire e di stringere la mano in un pugno, facendo pressione sul sensore. Allo stesso tempo, veniva monitorata la loro attività cerebrale mediante elettroencefalogramma (EEG). Quando i sensori del guanto e dell’elettroencefalografo rilevavano rispettivamente che i muscoli dei partecipanti si stavano rilassando e le onde cerebrali stavano cambiando, un robot Jibo, posizionato nelle vicinanze, veniva attivato e pronunciava una frase preprogrammata, come “pensa ad un coniglio” o “pensa ad una forchetta”. Questa frase aveva lo scopo di influenzare il contenuto del sogno. I risultati hanno riportato che tutti i partecipanti ricordavano e avevano visto durante la fase di sogno il tema suggerito dal robot.

Al contrario della sfera d’acciaio, lo scopo di Dormio non è quello di svegliare i partecipanti, ma di prolungare quanto più possibile lo stato ipnagogico.

Sebbene non sia semplice misurare in modo oggettivo la capacità creativa, i risultati dello studio hanno riportato un miglioramento complessivo della creatività nei partecipanti. Tali conclusioni derivano da un test di creatività a cui i partecipanti sono stati sottoposti dopo aver utilizzo Dormio per tre volte. In particolare è stato chiesto loro di immaginare usi alternativi del tema suggerito dal robot e di scrivere una storia a riguardo.

Versioni successive e obiettivi futuri

Il team ha progettato una seconda versione di Dormio che sostituisce il sensore palmare con sensori di flessione, che hanno il vantaggio di misurare la tensione muscolare a un livello molto più graduale. Anche l’EEG è stato sostituito con biosegnali più semplici, come la frequenza cardiaca, e il robot Jibo è stato sostituito da un’ app per smartphone.

Secondo Horowitz una terza generazione di Dormio sarà in grado di funzionare solo monitorando il movimento delle palpebre nei soggetti dormienti. L’obiettivo è quello di rendere il dispositivo il più confortevole, economico e non invasivo possibile, al fine di rendere più facile per gli utenti addormentarsi durante l’utilizzo.

 

 

CUE FACT CHECKING

Grazie per essere arrivato fin qui

Per garantire lo standard di informazione che amiamo abbiamo dato la possibilità ai nostri lettori di sostenerci, dando la possibilità di:
- leggere tutti gli articoli del network (10 siti) SENZA banner pubblicitari
- proporre ai nostri team le TEMATICHE da analizzare negli articoli

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here