SEGUICI SU:

DELLO STESSO AUTORE

INSTAGRAM

CORRELATI

Drostanolone: la sostanza dopante che ha causato la squalifica di Iannone

La sostanza incriminata è il Drostanolone, uno steroide anabolizzante androgeno (AAS) di natura esogena inserito nell’elenco 1.1a delle sostanze proibite dalla Wada

Il Tas di Losanna ha condannato definitivamente Andrea Iannone a 4 anni di squalifica per doping, a seguito del controllo eseguito il 3 novembre dello scorso anno a Sepang, dopo il GP di Malesia, durante il quale erano stati rinvenuti, nelle urine del pilota, circa 1,150 nanogrammi per millilitro di uno steroide anabolizzante. All’avvenuta notifica della positività, il 17 dicembre 2019 il pilota era stato inizialmente sospeso per 18 mesi (che sarebbero scaduti il 16 giugno 2021), ma la condanna ora è stata inasprita, come richiesto dall’Agenzia mondiale antidoping, e Iannone non potrà tornare in pista prima del dicembre 2023. La sostanza incriminata è il Drostanolone, uno steroide anabolizzante androgeno (AAS) di natura esogena inserito nell’elenco 1.1a delle sostanze proibite dalla Wada, confermata anche dalla successiva controanalisi del campione B.

Drostanolone: la sostanza dopante che ha causato la squalifica di Iannone
gpone.com

Assistito dall’avvocato Antonio De Rensis, un consulente, il dottor Alberto Salomone, e tre testimoni, Iannone si era difeso sostenendo di aver mangiato della carne adulterata nel ristorante dell’albergo dove era ospitato insieme alla sua squadra. Ma secondo il tribunale sportivo svizzero, non avrebbe fornito elementi sufficienti per provare questa tesi. Il valore di Drostanolone riscontrato nelle urine del pilota in effetti rappresenta una quantità che potrebbe essere poco compatibile con un ciclo di anabolizzanti rispetto all’assunzione accidentale. Una vicenda che ricorda molto quella di Marco Pantani, una condanna forse troppo severa a fronte di risultati discutibili al controllo antidoping che potrebbe avere un grosso peso psicologico per Andrea Iannone oltre che un inevitabile risvolto negativo sulla sua carriera di pilota.

Drostanolone propionato: in principio usato per il cancro al seno

Il Drostanolone propionato, venduto con i marchi Drolban , Masteril e Masteron, è un farmaco androgeno e steroide anabolizzante (AAS), che in principio è stato usato per trattare il cancro al seno nelle donne, ma ora non è più commercializzato. La principale indicazione clinica del drostanolone propionato negli Stati Uniti e nei mercati internazionali era il trattamento del carcinoma mammario avanzato inoperabile nelle donne. In particolare esso era stato approvato dalla FDA come farmaco antiestrogenico per il trattamento di quei tipi di cancro al seno, in cui le cellule cancerose esprimono sulla membrana cellullare i recettori degli estrogeni e che quindi si servono di questi ultimi per la loro crescita e diffusione. Ecco perché i farmaci che bloccano i recettori degli estrogeni o ne riducono l’espressione sulla membrana cellulare, gli antiestrogeni , potrebbero limitare la diffusione e le dimensioni del tumore.

Drostanolone: la sostanza dopante che ha causato la squalifica di Iannone
wikipedia.org

Dal punto di vista farmodinamico il drostanolone propionato interagisce con l’AR e attiva una cascata di cambiamenti genetici, tra cui una maggiore sintesi proteica (anabolismo) e una diminuzione della degradazione degli amminoacidi (catabolismo). Induce inoltre una riduzione o inibizione dei recettori della prolattina o degli estrogeni nel seno, che è collegata ai suoi effetti antitumorali.

Al di là dell’utilizzo medico a scopo curativo, il drostanolone propionato è una sostanza molto utilizzata come forma di doping nello sport per aumentare le prestazioni fisiche, in quanto consente di ottenere un ottimo aumento di forza a fronte di un limitato aumento della massa corporea.

Drostanolone propionato: gli effetti collaterali

Il Drostanolone propionato, come d’altronde tutti gli steroidi anabolizzanti, ha effetti collaterali sia fisici sia psicologici, la cui severità dipende dalla dose assunta. Ai dosaggi usati per il trattamento di malattie, gli steroidi anabolizzanti causano pochi problemi. Tuttavia, gli atleti possono assumere dosi 10-50 volte superiori ad esse. Tra i principali effetti fisici abbiamo:
• aumento della massa muscolare
• virilizzazione (effetti mascolinizzanti) nelle donne, come ad esempio calvizie, eccesso di peli corporei (irsutismo), ingrandimento del clitoride, abbassamento della voce, diminuzione delle mammelle e assottigliamento della mucosa (atrofia) vaginale.
• l’aumento dell’acne è comune in entrambi i sessi.
• l’uso a lungo termine può causare la produzione di troppi globuli rossi e di livelli anomali di grassi (lipidi) nel sangue. Vi è un aumento del livello di lipoproteina a bassa densità (Low-Density Lipoprotein, LDL), il colesterolo “cattivo”, e una riduzione del livello di lipoproteina ad alta densità (High-Density Lipoprotein, HDL), il colesterolo “buono”. Ciò porta a gravi complicanze cardiovascolari come ipertensione, ictus, attacchi cardiaci e coaguli di sangue.

Tra gli effetti psicologici, che in genere si manifestano a dosi molto elevate, elenchiamo:
• sbalzi di umore ampi e irregolari
• comportamento irrazionale
• maggiore aggressività
• irritabilità
• aumento del desiderio sessuale (libido) negli uomini e a volte nelle donne
• depressione

Diagnosi: come si capisce se un soggetto ha fatto uso di Drostanolone?

Attraverso un esame delle urine è possibile capire se un soggetto ha fatto uso di steroidi anabolizzanti. I metaboliti degli steroidi anabolizzanti possono essere identificati nelle urine fino a 6 mesi (o anche più a lungo per alcuni tipi di steroidi) dopo la sospensione dei farmaci. Il testosterone assunto per via esogena è indistinguibile dal testosterone endogeno. Tuttavia, se vengono rilevati livelli elevati di testosterone, viene misurato il rapporto tra testosterone ed epitestosterone (uno steroide endogeno che chimicamente è quasi identico al testosterone). Normalmente, il rapporto è < 6:1; se viene utilizzato testosterone esogeno, il rapporto cresce.

Carne contaminata da anabolizzanti: la teoria che dovrebbe discolpare Iannone

La questione degli allevamenti bovini trattati con sostanze anabolizzanti è molto controversa e non affatto una novità. In passato, infatti, gli ormoni erano usati a scopo anabolizzante, con lo scopo di far crescere l’animale più velocemente, di creare più masse muscolari che depositi di grasso, visto che gli ormoni modificano il metabolismo, e per contribuire ad avere una carne più tenera. Tuttavia, soprattutto dopo la crisi alimentare della mucca pazza negli anni Novanta, il consumo di carni piene di ormoni, venne riconosciuto come causa dell’aumento di alcuni tumori e in Europa vennero presi dei provvedimenti per vietare l’utilizzo di sostanze ad azione ormonica tireostatica e beta antagoniste nelle produzioni di carni animali (direttive n. 96/22 CE e la 96/23 CE).Al contrario, in molti Paesi non europei, come negli Usa, gli ormoni approvati possono essere acquistati senza ricette ed essere utilizzati senza la supervisione di veterinari. Perciò in Europa è proibito importare carne proveniente dagli Stati Uniti o da altri Paesi, che non rispettano le nostre leggi.

Ritornando al caso doping di Andrea Iannone, il pilota al momento del prelievo del campione che poi si è rivelato positivo al Drostanolone, si trovava in Malesia per il Campionato del Mondo FIM di Sepang 2019 MotoGP, dove Iannone sostiene di avere ingerito carne contaminata dalla sostanza proibita, ipotesi che potrebbe essere coerente con il valore esiguo della sostanza dopante riscontrato nelle urine. Ma il Tas, non avendo la difesa del pilota riportato prove sufficienti per dimostrare questa ipotesi, ha deciso di condannarlo a 4 anni di sospensione. A questo proposito si è espresso l’esperto Iader Fabbri, Biologo Nutrizionista, Dietista, laureato in Scienze e Tecnologie del Farmaco, specializzato in Scienze della Nutrizione Umana, il quale spezza una lancia a favore del pilota:

“La contaminazione alimentare in quei Paesi (Thailandia, Giappone, Malesia, ndr) è possibile. Certamente gli effetti degli steroidi anabolizzanti servono per aumentare la forza di un atleta. Anni fa erano utilizzati dai bodybuilder, casi di doping sono stati riscontrati su atleti di potenza. Il motociclista è un atleta che ha un’attività a componente mista. In realtà ha una caratteristica di forza, soprattutto nelle staccate, ma ha anche una frequenza cardiaca talmente elevata che di base è aerobica. Intervalla momenti di carattere anaerobico, dove è presente la forza, a momenti di carattere aerobico dove è presente la forza Resistente che è una cosa diversa.”

CUE FACT CHECKING

CloseupEngineering.it si impegna contro la divulgazione di fake news, perciò l’attendibilità delle informazioni riportate su biomedicalcue.it viene preventivamente verificata tramite ricerca di altre fonti.

Cristiana Rizzutohttps://biomedicalcue.it
Laureanda in Ingegneria Biomedica, alla costante ricerca della poesia nella scienza, della sinuosità nella robotica, dell’arte nella tecnologia. Fondamentalmente curiosa, affamata di conoscenza, di indole entusiasta: mi piace immaginare la matematica come un linguaggio armonico e segreto della natura e l’ingegneria biomedica come un'ingegneria "umana", una scienza della vita.