Biomed CuE » Covid-19 » L’EMA ha approvato il vaccino monodose di Johnson & Johnson

L’EMA ha approvato il vaccino monodose di Johnson & Johnson

È il quarto vaccino, dopo quelli di Pfizer-BioNTech, Moderna e AstraZeneca, a ricevere la raccomandazione da parte dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).

Categorie Covid-19

L’Europa avrà presto una nuova arma contro il virus SARS-CoV-2, agente patogeno della malattia COVID-19. Infatti, l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha espresso parere favorevole sull’autorizzazione a utilizzare il vaccino contro il nuovo coronavirus della multinazionale farmaceutica statunitense Johnson & Johnson (J&J). Ora si attende l’autorizzazione all’utilizzo definitiva da parte della Commissione Europea (CE), che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Quello di Johnson & Johnson sarà il quarto vaccino anti-Covid disponibile nell’Unione Europea dopo quelli di Pfizer-BioNTech, Moderna e AstraZeneca.

Come funziona il vaccino di Johnson & Johnson?

A differenza dei vaccini di Pfizer-BioNTech e di Moderna, basati su mRNA (RNA messaggero), il vaccino di Johnson & Johnson è più simile – dal punto di vista del metodo tecnologico utilizzato – a quello di AstraZeneca perché entrambi sono vaccini ad adenovirus. Che cosa significa? Significa che hanno un vettore virale, in questo caso un adenovirus, al cui interno viene inserita un’informazione genetica, cioè DNA, che serve a produrre la proteina spike del SARS-CoV-2. Gli adenovirus utilizzati come vettori virali – nel caso specifico del vaccino di J&J è l’Adenovirus 26 – sono virus comuni che in genere causano raffreddori o sintomi simil-influenzali. Questi vettori virali vengono modificati per essere in grado di entrare nelle cellule ma non potersi replicare al loro interno e quindi non poter provocare un’infezione.

Dopo la somministrazione del vaccino, gli adenovirus inducono alcuni tipi di cellule a produrre tante copie della proteina spike, riconosciute subito dal sistema immunitario come una minaccia. In questo modo, il nostro organismo viene addestrato a sviluppare una difesa contro la proteina del coronavirus, ma senza entrare in contatto diretto con il virus vero e proprio.

I dati sull’efficacia del vaccino di Johnson & Johnson

L’EMA ha approvato il vaccino monodose di Jhonson & Jhonson . Credits: SkyTg24
Credits: SkyTg24

EMA ha basato la sua raccomandazione su uno studio clinico che ha coinvolto 44 000 persone tra Stati Uniti, Sud Africa e Sud America. L’efficacia media nel prevenire la COVID-19 è del 66%, sale all’85% con le forme più gravi e si avvicina al 100% con le forme che richiedono un ricovero ospedaliero. I dati sull’efficacia variano molto a seconda dell’area geografica: 72% negli Stati Uniti, 66% nel Sudamerica e 57% in Sudafrica, dove è presente una variante che rende il virus più contagioso. Il vaccino di J&J, come le altre formulazioni, offre pertanto una forte protezione nelle forme più gravi di COVID-19 che rendono necessaria un’ospedalizzazione, aspetto fondamentale nella valutazione della sua utilità.

Gli effetti collaterali riscontrati sono in linea con quelli di qualsiasi altro vaccino: rossore e indolenzimento attorno al sito dell’iniezione, febbre blanda per qualche giorno, indolenzimento muscolare generalizzato, stanchezza e mal di testa.

I vantaggi del vaccino di Johnson & Johnson

Il vantaggio maggiore che offre il vaccino di Johnson & Johnson è quello di richiedere un’unica somministrazione, a differenza di tutti gli altri vaccini – approvati e non – che prevedono 2 somministrazioni. Infatti, sarà sufficiente un’unica dose di vaccino senza la necessità di effettuare un richiamo dopo qualche settimana o mese. Questo aspetto offre enormi vantaggi tecnici e logistici dal punto di vista della distribuzione dei vaccini.

Gli altri due aspetti vantaggiosi della formulazione di Johnson & Johnson sono comuni ad altri vaccini ad adenovirus: la loro temperatura di conservazione e il loro costo. I vaccini a base di adenovirus sono più robusti dei vaccini a mRNA. Il DNA non è fragile come l’RNA e il resistente rivestimento proteico dell’adenovirus aiuta a proteggere il materiale genetico all’interno. Di conseguenza, il vaccino di Johnson & Johnson può essere conservato per un massimo di tre mesi a una temperatura di 2-8 °C, come quello di AstraZeneca. L’Unione Europea ha già acquistato 400 milioni di dosi al costo di 7€ a fiala, importo inferiore rispetto ai vaccini di Pfizer-BioNTech (circa 12€) e di Moderna (circa 18€) ma superiore a quello di AstraZeneca (circa 2€).

L’EMA ha approvato il vaccino monodose di Jhonson & Jhonson. Credits: SkyTg24
Credits: SkyTg24

La distribuzione del vaccino di Johnson & Johnson

Negli ultimi giorni sono circolate notizie su problemi di approvvigionamento da parte dell’azienda che potrebbero complicare e ritardare la consegna all’Unione Europea della prime dosi di vaccino. Johnson & Johnson ha però confermato l’impegno a fornire “200 milioni di dosi del candidato vaccino Janssen COVID-19 entro il 2021, a partire dal secondo trimestre, in linea con gli accordi stabiliti con la Commissione Europea”. L’azienda ha anche affermato di essere al lavoro “per accelerare tutte le fasi del processo di produzione dei vaccini e per attivare i nostri siti di produzione non appena lo consentano le approvazioni delle autorità sanitarie”.

Patrizia Popoli, presidente della Commissione tecnico-scientifica dell’AIFA, il 10 marzo ha detto che l’approvazione in Italia del vaccino anti Covid-19 di Johnson & Johnson “sarà brevissima” dopo il via libera al farmaco da parte dell’EMA. Il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha confermato la disponibilità delle aziende italiane a essere attivamente inserite nel ciclo di produzione dei vaccini già approvati da EMA e AIFA.