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Allerta per l’epidemia di virus respiratorio che colpisce i neonati: ospedali italiani pieni

Allerta negli ospedali italiani per la nuova epidemia di virus sinciziale pericolosa per i neonati, alcuni già in terapia intensiva.

Categorie Curiosità e consigli · Medicina

Una nuova epidemia di virus respiratorio che interessa i neonati sta spaventando l’Italia. Gli ospedali sono già pieni di bambini, colpiti dal cosiddetto virus sinciziale. Purtroppo l’epidemia di virus nei casi più gravi ha portato dei neonati in terapia intensiva. A Padova, dei 16 bambini affetti dal virus sinciziale, 4 sono intubati in rianimazione. Al Policlinico Umberto I di Roma, invece, sono 10 i neonati ricoverati. Due di essi, di appena un mese di vita, sono in terapia intensiva. Nelle altre regioni la situazione è analoga. “Un’epidemia arrivata con 2 mesi di anticipo“, dichiara all’ Adnkronos Salute, Fabio Midulla, presidente della Società italiana per le malattie respiratorie infantili (Simri), professore ordinario di Pediatria all’università Sapienza e responsabile del Pronto soccorso pediatrico del Policlinico Umberto I di Roma.

Che cosa comporta la nuova epidemia di virus respiratorio nei neonati

L’epidemia di virus respiratorio che sta portando molti neonati negli ospedali determina bronchioliti e polmoniti. Sembrava essere scomparso lo scorso anno, invece, l’allentamento delle misure anti-covid ha fatto sì che il virus ricominciasse a circolare. Uno dei primi ad aver dato l’allarme è stato il rapper Fedez, in quanto la sua bambina, Vittoria, ha contratto il virus qualche giorno fa.

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Vittoria, la figlia dei Ferragnez colpita dal virus sinciziale – Credits: Instagram Chiara Ferragni

E’ un virus pericoloso?

Il virus resposabile dell’epidemia tra i neonati fu isolato nel 1956. E’ uno dei virus respiratori che più circola nel mondo, soprattutto nella stagione invernale. Colpisce a tutte le età, ma in maniera più grave i neonati, i lattanti nei primi mesi di vita e gli anziani con più patologie. Come per l’influenza, nei prossimi mesi si prevedono picchi di malattie respiratorie come bronchioliti e polmoniti, causate dal virus sinciziale. Le infezioni da virus sinciziale (RSV) sono responsabili di circa il 5% dei decessi nei bambini sotto i 5 anni in tutto il mondo. L’arrivo del Covid aveva fatto scendere ai minimi storici le infezioni, sono però risalite ad aprile 2021, anche per via di un accumulo di neonati suscettibili. I picchi fuori stagione, ovvero intorno ad aprile 2021, stando ai dati pubblicati su Nature, sono stati osservati in Usa, Sud Africa, Giappone, Australia e Paesi Bassi. In queste settimane, in Italia, si parla di vera e propria epidemia del nuovo virus che colpisce soprattutto le vie respiratorie dei neonati.

La parola degli esperti sul virus sinciziale

Il presidente della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (Simri), Fabio Midulla, spiega: “Questo è un virus sottovalutato e per il quale ancora non abbiamo vaccini approvati. Nei bambini più grandi e negli adulti si risolve con sintomi lievi, come rinofaringite, febbre o tosse. Negli anziani può riacutizzare Bpco, portare polmonite interstiziale, provocare aggravamenti di malattie respiratorie. Nei più piccoli bronchiti asmatiche e nei lattanti bronchioliti, anche in forme gravi, che richiedono la terapia intensiva. La prima preoccupazione è che circoli con varianti nuove. La seconda è che, visto che per quasi due anni non è circolato, le mamme in gravidanza non hanno anticorpi da trasmettere ai neonati”.

Per via del lockdown dello scorso anno, il virus sinciziale “ha saltato” una stagione. Per questo motivo, affermano gli esperti, i bambini potrebbero essere più vulnerabili del solito ai virus respiratori e alle infezioni stagionali perché non sono stati sottoposti a patogeni durante i blocchi decisi durante la pandemia. E anche le madri, che trasmettono gli anticorpi contro Vrs attraverso la placenta, hanno una concentrazione minore di anticorpi dopo aver trascorso lo scorso inverno in lockdown. Per questo ora il virus, che ha ripreso a circolare, sta causando casi più gravi. E’ bene sottolineare che “Il rischio di morte, a differenza dei Paesi in via di sviluppo, da noi è molto basso, ma il virus può lasciare danni permanenti, a partire dallo sviluppo di asma da grandi, che si verifica nel 50% dei casi. E dire che basterebbe seguire, sempre, semplici regole di igiene” spiega il Dott. Midulla.