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Eritritolo: uno studio lo identifica come responsabile di ictus ed infarti

L'eritritolo, il dolcificante a basso contenuto di calorie, può essere la causa di problemi cardiovascolari? Si analizza lo studio condotto.

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PUBBLICATO IL: 1 Marzo 2023

Come funziona? / Curiosità e consigli

Negli ultimi anni l’eritritolo ha occupato un posto negli scaffali dei supermercati sempre maggiore e nelle dispense di coloro i quali vogliono dolcificare il loro cibo senza eccedere nelle calorie ed è ampiamente adoperato anche in pazienti diabetici, ma a che prezzo? Secondo uno studio condotto da Nature, l’eritritolo sembrerebbe causare ictus ed infarti. Si analizza cos’è l’eritritolo e lo studio che porta a questa conclusione.

Cos’è l’eritritolo?

L’eritritolo è un poliolo, cioè un glucide simile al monosaccaride che, però, presenta una funzione ossidrilica, con quattro atomi di carbonio, si può trovare all’interno della frutta, ma anche sotto forma di dolcificante. In modo particolare, l’eritritolo è circa il 70% dolce come lo zucchero ed è prodotto tramite la fermentazione del mais. L’eritritolo, è comunemente adoperato al posto dello zucchero, rientrando tra i prodotti da tavolo a basso contenuto calorico ed a basso contenuto di carboidrati.

eritritolo

A partire dal 2006, data della concessione da parte della Commissione Europea nel territorio europeo ed italiano, l’eritritolo ha assunto un ruolo di prestigio tra i dolcificanti presenti in commercio, venendo indicato in etichetta con la sigla E968.

Perché viene scelto?

L’eritritolo è adoperato per una serie di caratteristiche funzionali che lo rendono appetibile, tra esse vi sono: un limitato apporto calorico (0,2 kcal per grammo), un indice glicemico prossimo allo zero, un potere dolcificante e l’assenza di retrogusto tipica dei dolcificanti sintetici o semisintetici.

Per le proprietà che lo indentificano è adoperato per pazienti diabetici potendo evitare i picchi glicemici e per coloro i quali hanno un alterato metabolismo glucidico. Inoltre, riduce la diarrea ed il dolori addominali poiché è assorbito dalla mucosa intestinale, la quale verrebbe protetta dallo stesso in quanto svolgerebbe un’azione antiossidante di specie reattive dell’ossigeno.

Lo studio sugli effetti avversi dell’eritritolo

Sembrerebbe che l’eritritolo presenti solo vantaggi, ma qual è il rovescio della medaglia? Tra i primi svantaggi, sicuramente, rientra l’uso eccessivo dell’eritritolo, che porterebbe ad alcune persone predisposte ad avere malesseri come diarrea, dolori allo stomaco e crampi.

Ma oltre i problemi più blandi ad illustrare i rischi legati all’assunzione dell’eritritolo ed alla possibilità di avere problemi cardiovascolari, vi è l’articolo presentato su Nature. Bisogna evidenziare come le patologie cardiovascolari si accumulino nel tempo e rientrino tra le principali cause di morte a livello globale. Lo studio condotto dagli scienziati della New Cleveland Clinic, guidati da Stanley Hazen, ha effettuato un’analisi su 4.000 pazienti negli Stati Uniti ed in Europa, giungendo alla conclusione che, all’aumentare del quantitativo di eritritolo nei pazienti, si ha una maggiore predisposizione ad avere problemi cardiaci.

Il team ha sperimentato l’aggiunta dell’eritritolo nel sangue e nelle piastrine isolate e si è notato che quest’ultime si attivano più facilmente e portano ad una maggiore coagulazione sanguigna. E’ necessario sottolineare che l’eritritolo è scarsamente metabolizzato dall’organismo e quando assunto, entra in circolo nel sangue ed è eliminato tramite le urine. Data la piccola quantità di eritritolo prodotta dal nostro organismo, un’assunzione di quest’ultimo ne porta all’accumulo che, a lungo termine, può portare problemi cardiovascolari.

Essendo che il dolcificante in questione è maggiormente raccomandato per coloro i quali manifestano problematiche circa l’obesità, il diabete o altre patologie metaboliche, costoro sono risultati rientrare nel set di pazienti più vulnerabili verso gli eventi avversi.

Sviluppi futuri

Ed ora cosa fare? Il dottore Hazen dichiara che sarà necessario condurre ulteriori studi per esaminare i rischi a lungo termine che potranno portare i dolcificanti, come ictus ed infarti, focalizzando l’attenzione sulle persone predisposte ad un maggiore rischio di malattie cardiovascolare. Per il momento, il team consiglia di rivolgersi sempre al proprio medico o dietologo in modo da essere seguiti in scelte sane ed per ottenere diete personalizzate.

FONTI VERIFICATE:

AUTORE

Valentina Maria Barberio

Dottoressa in ingegneria informatico-biomedica, dottoressa magistrale in ingegneria biomedica, classe 1997. Da sempre appassionata di tutto ciò che possa semplificare la vita al prossimo, guarda alla divulgazione scientifica come uno strumento in grado di rendere chiaro ed accessibile il “futuro benessere” a tutti. Particolarmente affascinata dalle apparecchiature biomedicali che riescono a creare immagini 3D, crede che solo il dibattito e la ricerca costanti possano generare una tridimensionalità di vedute, propedeutiche ad una perpetua crescita personale e della società.

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