Grandi novità in ambito di imaging medicale. Grazie ad un nuovo scanner, frutto dell’ ingegno di Davis Simon Cherry e Ramsey Badawi della UC Davis, è ora possibile acquisire un’ immagine 3D total body con un’unica scansione. Questo gioiello tecnologico si chiama EXPLORER e combina due tecnologie: quella della PET (Tomografia ad Emissione di Positroni) e quella della TC (Tomografia Computerizzata). Oltre a produrre scansioni con un livello di dettaglio sorprendente, EXPLORER impiega solamente 20-30 secondi per ottenere la scansione. Ma i vantaggi non sono finiti: l’immagine può essere ottenuta con una dose di radiazioni 40 volte inferiore a quella utilizzata dalla tradizionale PET.

Le prime immagini ottenute dallo scanner saranno presentate al prossimo meeting della Radiological Society of North America, che si terrà a partire da sabato 24 novembre a Chicago.

La genesi di EXPLORER

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Simon Cherry (a sinistra) e Ramsey Badawi con il prototipo di EXPLORER. Ph: Lisa Howard/UC Davis

Badawi e Cherry hanno concepito l’idea di uno scanner total body 13 anni fa. Il progetto è poi stato avviato nel 2011, grazie ad una sovvenzione di 1,5 milioni di dollari dal National Cancer Institute. Solo nel 2015, grazie ad un finanziamento di 15,5 milioni di dollari da parte del National Institutes of Health, è stato possibile realizzare il primo prototipo.

Un dispositivo rivoluzionario

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Explorer. Credits immagine: UC Davis

La PET è una tecnica diagnostica di medicina nucleare che permette di ottenere immagini mediche grazie a traccianti radioattivi somministrati per via endovenosa. Questo esame permette di studiare in modo non invasivo la fisiologia, il metabolismo e i percorsi molecolari nell’essere umano. Esistono migliaia di scanner PET, ma EXPLORER è l’unico dispositivo al mondo in grado di valutare ciò che sta accadendo in tutti gli organi e tessuti del corpo simultaneamente.

Dotato di oltre 500mila rilevatori, lo scanner è in grado di produrre immagini di qualità senza precedenti con una velocità fino a 40 volte superiore a quella della dei dispositivi attualmente in commercio.

Il livello di dettaglio è sorprendente, soprattutto una volta ottimizzato il metodo di ricostruzione.

Commenta Badawi, direttore di medicina nucleare presso la UC Davis Health e vicepresidente per la ricerca presso il Dipartimento di Radiologia.

Ma la velocità di scansione e i dettagli delle immagini non sono gli unici vantaggi di EXPLORER. In virtù della bassa dose di radiazioni utilizzata, il macchinario permette di condurre studi ripetuti su un singolo individuo e può essere utilizzato negli studi pediatrici, dove i limiti della dose cumulativa di radiazioni sono stringenti.

Il compromesso tra qualità dell’immagine, tempo di acquisizione e dose di radiazioni iniettate varierà in base alle diverse applicazioni, ma in tutti i casi, possiamo eseguire scansioni migliori, più veloci o con meno dose di radiazioni, o una combinazione di queste.

Afferma Cherry, docente presso il Dipartimento di Ingegneria Biomedica della UC Davis.

Applicazioni e progetti futuri

Come possiamo intuire le potenzialità di EXPLORER sono molteplici. I possibili utilizzi spaziano dal monitoraggio dei tumori all’analisi di infezioni, disordini immunologici e molte altre malattie.

Considerando i sorprendenti risultati raggiunti, i ricercatori nutrono grandi aspettative nei confronti della loro creazione. L’ attenzione del team è ora volta a pianificare studi per dimostrare in che modo EXPLORER aiuterà i pazienti e contribuirà alla conoscenza dell’intero corpo umano in termini di salute e malattia. Attualmente la UC Davis sta lavorando a stretto contatto con l’United Imaging Healthcare (UIH) per realizzare il primo macchinario ed installarlo presso il Centro di Imaging nella città di Sacramento. L’obiettivo è rendere EXPLORER ampiamente accessibile alle più ampie comunità di ricerca e imaging come struttura internazionale.

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