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Fase 2 – Covid19: braccialetto smart per rilevare la distanza di sicurezza

Qualche giorno fa, il premier Conte ha prorogato le misure restrittive di lockdown fino al 3 Maggio, con l’auspicio che i nuovi dati registrati giornalmente (nuovi casi, numero di decessi, rapporto positivi/tamponi, etc..) siano compatibili con una riduzione delle restrizioni, dando avvio alla cosiddetta Fase 2 ovvero la convivenza con il coronavirus.

 Si, perché è impossibile pensare di poter uscire solo quando il covid 19 sarà solo un brutto ricordo, sia per conseguenze psicologiche sull’individuo ma, soprattutto perché l’economia italiana ne risentirebbe ancor di più di quanto già non lo sia.

Dunque, ci sono aziende che stanno testando dispositivi intelligenti per permettere ai lavoratori di tornare a svolgere la propria attività, nel rispetto della distanza di sicurezza, per evitare il rischio di contagio e stiamo parlando di Smart Proximity, un braccialetto intelligente dalle molteplici funzionalità.

Smart Proximity: come funziona il dispositivo

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Il braccialetto, firmato Engineering, consente di segnalare ai lavoratori la distanza che intercorre fra di loro con semplicità e assoluta precisione mediante un sensore indossabile installato su di esso.

Affinchè il sistema funzioni, è necessario che tutti i dipendenti siano dotati di tale dispositivo perché ciascun sensore interagisce con l’altro inviando e ricevendo le informazioni di prossimità e, nel caso in cui la distanza di sicurezza (raggio di azione 1.5 m con un errore di +/- 10 cm) non è rispettata, i due sensori segnalano real-time la criticità via led, vibrazione o suono.

Inoltre, tutti gli eventi registrati dal braccialetto vengono memorizzati, nel rispetto della privacy, per ricostruire eventuali linee di contagio nel caso in cui un dipendente dovesse risultare positivo al covid 19.

Immaginiamo che ci siano 4 dipendenti (A, B, C, D) dotati del braccialetto che, attraverso il Proximity Sensor, invia le informazioni (ID dispositivo, tempo e distanza) al Proximity Gateway che supporta diversi protocolli di comunicazione come WIFI o BLE e, inoltra i dati al Proximity Dispatcher.

Successivamente, le informazioni vengono inviate sia al Proximity Monitor che, si occupa di processare real-time i dati per individuare eventuali eventi critici da segnalare al Proximity Analitics, e sia al Proximity Storage che funge da magazzino nel quale rimangono in memoria per un tempo limitato.

Ipotizzando che il dipendente A risulti positivo al coronavirus e posto in isolamento, è necessario ricostruire la rete di persone con cui egli è entrato in contatto, perciò si interroga la piattaforma e, attraverso Proximity Analitics si individua il cluster delle relazioni avvenute dal soggetto A, scoprendo così gli altri dipendenti potenzialmente a rischio (vedi figura).

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credits: eng.it
Ricostruzione contatti di un soggetto risultato positivo

Fase 2: la convivenza con il Covid 19

Dunque, questa è una delle tante soluzioni che si stanno cercando di trovare per preparare l’Italia ad affrontare la fase 2 del covid 19. Molto probabilmente, la didattica continuerà a essere online fino a Settembre, grazie a Microsoft Teams che ha permesso la prosecuzione delle lezioni da casa.

Inoltre, i datori di lavoro si ritrovano nella situazione di dover adottare misure specifiche per contenere i rischi da infezione e garantire la sicurezza ai lavoratori, in aggiunta si pensa a rendere obbligatorio le uscite con guanti, mascherine e gel igienizzate con la speranza di trovare al più presto un vaccino, l’ultima notizia parlerebbe di un vaccino italo-inglese che verrà testato sull’uomo verso fine Aprile.  

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Margherita de Respinishttps://biomedicalcue.it
Laurea di I livello in Ingegneria Biomedica, presso l'Università di Bologna. Credo che il corpo umano sia una macchina perfetta che talvolta ha bisogno di essere riparata. Quando qualcuno mi chiede cosa fa l'ingegnere biomedico, la mia risposta è semplice: crea pezzi di ricambio per il corpo umano.