7 Marzo 2019. L’inaugurazione di un nuovo dispositivo all’avanguardia ha portato una ventata di innovazione per la Fondazione Toscana “G.Monasterio” del CNR di Pisa. Stiamo parlando della Gamma Camera “CZT-CT”, uno strumento altamente avanzato in ambito di Medicina Nulceare, destinato ad apportare notevoli progressi in campo diagnostico. La Fondazione è la prima in Italia e la terza al mondo ad utilizzare il dispositivo. Si tratta di un vero e proprio vanto per la sanità italiana che, secondo l’ultima classifica pubblicata da Bloomberg Health Care Efficiency, si è posizionata al quarto posto per efficienza a livello mondiale.

Quella del 7 Marzo è stata in effetti una doppia inaugurazione: nella stessa occasione è stata infatti presentata ufficialmente anche un’ apparecchiatura, già in funzione, per Risonanza Magnetica 1,5 Tesla, dedicata alla ricerca clinica e all’imaging cardiologico.

Un dispositivo innovativo

gamma camera di fondazione monasterio
Gamma Camera CZT-CT. Ph: Fondazione Monasterio

Prima di analizzare le caratteristiche che rendono così innovativo lo strumento inaugurato a Pisa, è opportuno ricordare cos’è una Gamma Camera. Si tratta di un dispositivo di Medicina Nucleare utilizzato per l’acquisizione di scintigrafie, ovvero immagini che rappresentano la distribuzione in tessuti, organi o apparati del corpo di un radiofarmaco iniettato a scopo diagnostico.

La Gamma Camera “CZT-CT” è dotata di una velocità esecutiva ed operativa 1.5 volte maggiore rispetto ai sistemi convenzionali, permette di ottenere una risoluzione spaziale inferiore a 4 mm e una riduzione delle dosi di radiotraccianti nel paziente fino al 50%.

Grazie a queste caratteristiche, non solo la dose di radiotraccianti necessaria risulta dimezzata, ma si riscontra anche un notevole miglioramento della qualità delle immagini, che si traduce in una maggior accuratezza diagnostica.

La presenza di apparecchiature per imaging avanzato caratterizza da sempre la Fondazione e proprio al CNR fu installata la prima risonanza magnetica per scopi cardiologici alla fine degli anni novanta. Quelle che inauguriamo sono apparecchiature assolutamente innovative, destinate a rendere possibili studi avanzati e ricerche per il progresso della diagnostica, grazie soprattutto alla passione e multidisciplinarietà dei nostri ricercatori clinici, ingegneri, e fisici. La ricerca infatti, per sua natura unisce, mette a fattor comune su un progetto, professionalità e competenze spesso diverse e complementari ed anche appartenenti ad enti diversi.

Ha dichiarato Luciano Ciucci, il direttore generale della Fondazione, in occasione dell’inaugurazione. 

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