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Lady Gaga e la sindrome da dolore cronico: il mistero della fibromialgia

Parliamo di fibromialgia: la sindrome da dolore cronico che ha visto Lady Gaga cancellare 10 date del Joanne World Tour

La fibromialgia, o sindrome da dolore cronico, è una di quelle malattie dalle cause ancora sconosciute, ma che affligge tuttora circa 4 milioni di persone in Italia. Vediamo come riconoscerne i sintomi e quali sono le cure previste oggi, partendo dall’episodio di Lady Gaga, giunto alle cronache mondiali.

Lady Gaga e la fibromialgia

La celebre cantante Lady Gaga dopo anni di sofferenze è riuscita a dare una risposta al dolore cronico che tormentava le sue giornate. L’impatto della malattia nella vita professionale dell’artista non fu piacevole: dolore persistente, rigidità muscolare e disturbi del sonno sono solo pochi della grande varietà di sintomi che la fibromialgia comporta. È il 1 agosto 2017 quando a Vancouver inizia il Joanne World Tour, il sesto tour mondiale guidato da Lady Gaga che sarebbe dovuto concludersi il 18 dicembre 2018 a Inglewood (California). Le condizioni fisiche della cantante, tuttavia, non le permisero di sostenere i ritmi e la portata degli eventi, trovandosi costretta ad annullare gli ultimi 10 concerti europei.

Credits: https://www.psicologiacontemporanea.it

I sintomi della fibromialgia

L’elemento che contraddistingue la fibromialgia dalle altre patologie reumatiche è l’assenza di un malfunzionamento fisiologico che giustifichi la sintomatologia dolorosa. Più precisamente, si tratta di un vero e proprio disturbo della percezione del dolore. La sintomatologia è multifattoriale:

  • dolore diffuso e persistente
  • astenia, dal greco ἀσθένεια asthèneia “mancanza di forza”
  • rigidità muscolare
  • parestesie (un esempio è il formicolio)
  • mal di testa
  • disturbi del sonno
  • fenomeno di Raynaud

Il fatto che non vi sia alcuna alterazione fisica vanifica l’utilizzo di test e apparecchi per una diagnosi di tipo clinico, se non per escludere la presenza di altre patologie dai sintomi comuni. Per questo motivo, il paziente che si presenta dal medico sembra sano, nonostante fortemente limitato dal dolore nelle attività quotidiane. E’ facile percepire come il processo di diagnosi non sia per niente immediato, ma un processo lungo e frustrante nella maggioranza dei casi.

Discriminante nell’identificazione della fibromialgia è la verifica dei cosiddetti tender points. In altre parole, essi sono punti elettivi per testare il dolore, finora ne sono stati evidenziati 18 dall’American College of Rheumatology nel 1990. Sono aree molto ristrette presenti nei muscoli, nelle inserzioni tendinee e prominenze ossee: effettuando una pressione nelle zone specifiche il soggetto fibromialgico prova dolore. La presenza di 11 punti dolenti su 18 determina la patologia. Vediamo dove sono posizionati simmetricamente nei due lati del corpo:

  • alla base del cranio
  • alla base del collo nella parte posteriore
  • sopra la spalla in direzione della parte posteriore
  • fra la clavicola e la spina dorsale
  • sulla cassa toracica
  • sulla parte esterna dell’avambraccio (sotto al gomito)
  • sopra l’anca
  • nella parte alta dei glutei
  • sul ginocchio lateralmente
Credits: https://creakyjoints.org

Il trattamento del dolore cronico

La terapia adottata dal sistema sanitario è prevalentemente di tipo farmacologico, con l’affiancamento di terapie meno convenzionali come l’omeopatia o la riabilitazione per mantenere un tono muscolare adeguato. L’attività fisica, nonostante le iniziali difficoltà dovute al dolore delle fasce muscolari, è molto consigliata dai medici specialisti nella fibromialgia, così come un’alimentazione equilibrata. Al momento non esiste una cura universale e nemmeno una vera e propria guarigione. L’obiettivo primario è quello di ridurre la percezione del dolore il più possibile, in modo da garantire ai pazienti la miglior qualità della vita compatibilmente con la malattia. La terapia basata sui farmaci mira ad agire sul sistema nervoso centrale (SNC) e periferico (SNP) con antidepressivi, anticonvulsivanti, antiinfiammatori e paracetamolo, in modo da bloccare la trasmissione degli input ai centri di percezione del dolore. Trovare la giusta combinazione di farmaci che possano coesistere non è cosa semplice: lo scopo è raggiungere un equilibrio fisico e psichico che non consenta solo lo svolgimento delle attività quotidiane al soggetto fibromialgico, ma molto di più.

L’educazione e la conoscenza della malattia sono alla base della strategia terapeutica. È importante che il paziente comprenda come la sindrome fibromialgica sia reale causa di dolori e stanchezza e debba essere affrontata con la stessa importanza di altre patologie croniche.

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Gloria Zucchinihttp://biomedcue.it
Laureata in Ingegneria Biomedica e studentessa di Comunicazione delle Scienze. Curiosa e appassionata di divulgazione e del rapporto tra scienza e società.