Terapeutica

    Emblem S-ICD: defibrillatore sottocutaneo senza necessità d’impianto nella valvola cardiaca

    Le patologie cardiovascolari rientrano tra le più frequenti cause di morte sul piano mondiale. Tra di esse ritroviamo anche il cosiddetto arresto cardiaco improvviso (SCA), un’alterazione funzionale che può portare al decesso se non trattata tempestivamente e responsabile ogni anno di 350 mila casi patogeni in Europa, di cui 50 mila in Italia.

    Si tratta di cifre estremamente considerevoli, che la Boston Scientific vuol contribuire ad elidere con Emblem S-ICD, seconda generazione di defibrillatori sottocutanei, capaci di monitorare perennemente il ritmo cardiaco e controllare eventuali tachiaritmie ventricolari potenzialmente letali, tramite una piccola scarica elettrica utile a regolare il ritmo e ripristinare la normale circolazione sanguigna. Una seconda generazione che lascia trasparire quanto sia stato fatto, in pochi anni, in termini di evoluzione tecnologica, di efficacia e sicurezza, di attenzione e sensibilità clinica.

    Per apprezzare e comprendere al meglio quest’innovazione consideriamo un parallelo tra:

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    ICD Transvenoso (di precedente generazione): impiantato sotto guida radiografica, nell’area della spalla sinistra, vicino alla clavicola, possiede fili elettrici inseriti attraverso una vena direttamente nella valvola cardiaca. A seconda delle condizioni del cuore, saranno inseriti 1 o 2 elettrocateteri. Dopo essere stati collocati in posizione, gli elettrocateteri vengono collegati alla parete cardiaca per una connettività ed un monitoraggio ottimali.

    Emblem S-ICD: il generatore d’impulsi e l’elettrodo del sistema Emblem S-ICD, sotto la guida di punti di riferimento anatomici, vengono impiantati a livello sottocutaneo, sul lato sinistro del corpo, vicino alla gabbia toracica. Il sistema Emblem S-ICD eroga la terapia senza la necessità di impiantare dei fili nella valvola cardiaca lasciando intatti cuore e vasi sanguigni.

    Si evince che sia un ICD Transvenoso che Emblem S-ICD siano stati progettati per somministrare una defibrillazione (una scossa elettrica) salvavita in caso di arresto cardiaco improvviso (SCA) o di insufficienza cardiaca.

    Giungiamo, adesso, alle differenze fondamentali: esse risiedono appunto nella totale assenza per Emblem S-ICD di contatto con cuore, al fine di minimizzare l’invasività e massimizzare l’efficacia. Emblem S-ICD lascia il cuore ed il sistema vascolare intatti analizzando il ritmo cardiaco, piuttosto che i singoli battiti, evitando le complicazioni potenziali associate agli elettrocateteri transvenosi presenti nel modello ICD. Inoltre – altro punto essenziale – risiede sia nella durata della batteria di circa 7 anni, equivalente ad una longevità del 40% maggiore, sia in un dispositivo più sottile del 20% .

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    In ultimo, ma non meno importante, ricordiamo in dotazione con Emblem S-ICD l’innovativa “gestione dei pazienti a distanza”, tramite Lattitude NXT, il sistema che rende facile per gli operatori sanitari accedere in qualsiasi momento ad informazioni e stato di funzionamento del pacemaker nei loro pazienti, consentendo anche notifiche d’avviso tramite messaggi di testo o e-mail.

    Tutto questo consente di evitare le complicanze associate alla transvenosi, cioè:

    • Endocardite
    • Perforazione
    • Emotorace
    • Pneumotorace
    • Eventi tromboembolici
    • Complicanze vascolari

    Guadagnando con:

    • L’eliminazione del potenziale danno vascolare
    • La riduzione di una potenziale infezione sistemica
    • Il mantenimento intatto dell’accesso venoso
    • Una resistenza eccezionale in rianimazione cardiopolmonare manuale (CPR)
    • Un sistema isolato in poliuretano

    Concludiamo questa trattazione con una testimonianza:

    “Quando ti diagnosticano una patologia cardiaca del genere non sei l’unico a farne le spese – spiega parlando della sua famiglia, Graham Harper, uno dei pazienti a cui Emblem S-ICD ha cambiato la vita. Potere fare ciò che volete quando volete, vivere la vostra vita normalmente, in tutta sicurezza. Il dispositivo ti protegge ogni giorno, 24 ore su 24, ed ora mia moglie ed i miei figli non sono più preoccupati quando viaggio da solo…si preoccupano solo gli uomini della security, all’aeroporto, quando arrivo ai metal detector”.

    Cefaly, il nuovo dispositivo per curare l’emicrania

    La farmacologia ha avuto un ruolo dominante fino al secolo scorso, quando si è iniziato a trattare i disturbi con quella che si può definire una “nuova tendenza della medicina”: l’elettroceutica, che tratta i malesseri tramite elettricità al posto dei prodotti chimici.

    La US Food and Drug Administration (FDA) ha approvato un nuovo dispositivo in questo campo: uno strumento che impedisce l’emicrania stimolando elettricamente i nervi nel cranio. Il dispositivo è prodotto dalla società belga STX-Med, ed è già approvato per le vendite commerciali in Europa, Canada e Australia.

    Cefaly, un apparecchio alimentato a batteria che assomiglia a un diadema, può essere utilizzato con sessioni giornaliere di 20 minuti. La FDA ritiene che questo trattamento possa aiutare i pazienti affetti da emicrania che non tollerano o non rispondono ai farmaci.

    Il dispositivo funziona stimolando il nervo trigemino, il più grande nervo cranico, che trasporta le informazioni sensoriali dal viso al cervello,  che è stato anche associato al mal di testa. Secondo il sito di Cefaly, il suo meccanismo si basa sulla “teoria del cancello” del dolore. Fornendo un input sensoriale ai nervi, il dispositivo mantiene essenzialmente un cancello chiuso neurale all’ingresso del dolore. Lo stimolo sensoriale sostituisce lo stimolo del dolore, che viene trasmesso al cervello su fibre nervose diverse.

    L’approvazione della FDA si basa su diversi studi condotti in Europa. Uno studio, su 67 pazienti con emicrania, pubblicato il mese scorso su Neurology, ha scoperto che i pazienti che hanno usato Cefaly hanno registrato una diminuzione di emicranie nel corso di un mese rispetto ai pazienti che hanno utilizzato un dispositivo placebo. Tuttavia, in un sondaggio di soddisfazione degli utenti, solo il 54 per cento dei pazienti che hanno utilizzato un dispositivo di prova ha detto che l’avrebbe effettivamente acquistato. D’altra parte, tali utenti hanno dimostrato anche di aver utilizzato l’apparecchio per circa la metà del tempo consigliato. Questo a dimostrazione, forse, del fatto che i pazienti che soffrono di emicrania si sentono più “rassicurati” da una pillola.

    Source image: breakthroughs.kera.org


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