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Meyer di Firenze: terapia genica usata su un neonato affetto da SMA

La terapia genica rappresenta una grande rivoluzione per questa malattia e permetterà di cambiare la storia di questa patologia, rendendola più facile da trattare.

Categorie Diagnostica · Medicina

All’ospedale pediatrico Meyer di Firenze è stata utilizzata, per la prima volta, la terapia genica su un neonato a cui è stata diagnosticata alla nascita l’atrofia muscolare spinale di tipo 1 (SMA1). Tutto ciò è stato possibile grazie al progetto di screening neonatale per la SMA attivo in Lazio e Toscana. Questo progetto pilota è coordinato dal Dipartimento di Scienze della vita e sanita pubblica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma, in collaborazione con i centri nascita, le istituzioni regionali e da Biogen Italia.

Cos’è l’Atrofia Muscolare spinale?

Si tratta di una malattia neuromuscolare rara caratterizzata dalla progressiva perdita dei motoneuroni, le cellule nervose del midollo spinale, responsabili del trasporto dei segnali dal sistema nervoso centrale ai muscoli. Essendo i motoneuroni una componente fondamentale nel movimento e nel controllo della forza muscolare, una loro perdita causa debolezza e una graduale diminuzione della massa (atrofia), in particolare negli arti inferiori e nei muscoli respiratori.

Meyer di Firenze: Terapia genica usata su un neonato affetto da SMA1
Credits: togetherinsma

Quando si parla di malattia rara, si pensa inevitabilmente che colpisca un numero molto ridotto di persone. In realtà i numeri non sono così bassi: la SMA colpisce circa 1 neonato ogni 10.000, cioè più o meno 40 bambini l’anno in Italia, e rappresenta la più comune causa genetica di morte infantile. Nella maggior parte dei casi, questa patologia è causata da specifiche mutazioni nel gene di sopravvivenza del motoneurone 1, SMN1. Questo gene è responsabile della produzione della proteina di sopravvivenza dei motoneuroni, la SMN, essenziale per la salute e il normale funzionamento degli stessi. Nelle persone affette da SMA, entrambe le copie del gene SMN1 sono mutate o delete e, in conseguenza di ciò, c’è una riduzione nella produzione della proteina SMN.

Meyer di Firenze: Terapia genica usata su un neonato affetto da SMA1
Credits: togetherinsma

I pazienti affetti da SMA hanno un numero variabile di copie di un secondo gene, chiamato SMN2, che codifica per una forma accorciata della proteina SMN. Questo gene ha una struttura simile a quella del gene SMN, ma solamente una piccola quantità (circa il 10%) della proteina SMN che produce è completamente funzionale. Tuttavia, questa piccola percentuale non è sufficiente a sostenere la salute e il funzionamento dei motoneuroni presenti nel sistema nervosa centrale. Il numero di copie del gene SMN2 nei pazienti affetti da SMA può variare e ciò è alla base della variabilità sintomatologica di questa patologia, che può manifestarsi in forme più o meno gravi.

Tipi di SMA

Esistono quattro forme di atrofia muscolare spinale, che sono state distinte in base all’età d’esordio della malattia e alla gravità dei sintomi. La SMA di tipo 1 è la forma più grave. I pazienti colpiti da questa variante, per lo più intorno ai 6 mesi di età, producono pochissima proteina SMN. Ciò limita e compromette l’acquisizione delle capacità motorie, respiratorie e la deglutizione, che obbligano il paziente a vivere con un supporto respiratorio fin dai primi mesi di vita.

Meyer di Firenze: Terapia genica usata su un neonato affetto da SMA1
Credits: Microbiologia Italia

Le forme di SMA di tipo 2 o di tipo 3 sono quelle caratterizzate da un maggior numero di copie del gene SMN2 e, quindi, producono maggiori quantità di proteina SMN rispetto a quanta ne è prodotta nei pazienti affetti da SMA di tipo 1. Come conseguenza, queste varianti sono meno severe, come i sintomi da loro causati.  L’esordio della SMA2 avviene tra i 6 e i 18 mesi di vita, mentre la SMA3 compare dopo l’anno. Infine, la quarta forma di SMA è quella di tipo 4, in assoluto la forma meno grave di atrofia muscolare spinale e che, normalmente, si presenta in età adulta.

Il caso: la terapia genica utilizzata su un neonato affetto da SMA1

Per curare il neonato affetto da SMA1, i medici si sono avvalsi per la prima volta della terapia genica.

La terapia genica si basa sull’utilizzo di frammenti di DNA per cercare di curare l’origine di molte patologie, che non hanno alternative terapeutiche efficaci. In questo caso è stato utilizzato un adenovirus come “cavallo di troia”: esso è un medicinale che esprime la proteina umana di sopravvivenza dei motoneuroni (SMN), che normalmente risulta o difettosa o del tutto mancante. In questo modo le cellule vengono istruite a sintetizzare la proteina SMN, che permette un normale sviluppo delle capacità motorie. Fondamentale è stata la rapidità con cui i medici sono intervenuti: dal momento che la SMA è una malattia progressiva e irreversibile, l’efficacia della terapia risulta tanto maggiore quanto più rapidamente si interviene.

Meyer di Firenze: Terapia genica usata su un neonato affetto da SMA1
Credits: Pharmastar

Il farmaco utilizzato, Zolgensma (onasemnogene abeparvovec), è stato approvato dall’AIFA il 17 novembre 2020 per i bambini entro i 6 mesi di vita vita con diagnosi clinica di SMA1 e in presintomatici con diagnosi genetica. Il 10 marzo 2021, invece, l’AIFA ha esteso l’accessibilità della terapia anche ai piccolo di peso entro i 13.5 kg.

La terapia genica rappresenta, quindi, una grande rivoluzione per questa malattia, che oggi è considerata la prima causa di morte per malattia genetica in pazienti pediatrici. Questo permetterà di cambiare la storia di questa patologia, rendendola più facile da trattare e, quindi, più curabile.