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Michael Schumacher: cellule staminali per tornare alla normalità

Sono passati 6 anni dal tragico incidente sugli sci che ha cambiato per sempre l'esistenza di Michael Schumacher: oggi si riaccendono le speranze grazie ad una terapia innovativa con cellule staminali

La recente vicenda di Alex Zanardi ha riportato in auge i rumors sulle misteriose condizioni di salute di Michael Schumacher, in seguito alla tragica caduta sugli sci del 29 dicembre 2013, che provocò gravi danni cerebrali al pilota, il quale dopo due operazioni delicate si risvegliò dal coma nel giugno del 2014. Da settembre 2014 Schumacher ha ricevuto cure specialistiche 24 ore su 24 nella sua casa di Losanna, in Svizzera, sulle rive del Lago di Ginevra. È stato visitato solo da amici intimi, nessuno dei quali ha divulgato dettagli sul suo stato di salute, sul quale la famiglia ha deciso di mantenere il massimo riserbo. Anche sulla sua riabilitazione permane un alone di mistero, benché negli ultimi mesi ci siano stati segnali positivi in merito ad un suo recupero. Ad accendere le speranze una recente dichiarazione di Jean Todt, ex team principal della Ferrari, e attuale numero uno della Fia:

“Ho visto Michael. Sta combattendo. Spero che il mondo sarà in grado di vederlo di nuovo. Questo è ciò per cui lui e la sua famiglia stanno lavorando”. 

In particolare, secondo una notizia riportata recentemente sul quotidiano francese Le DauphinéMichael Schumacher subirà un’operazione con cellule staminali per rigenerare il suo sistema nervoso. Le cellule verranno trasferite dal cuore o dal midollo osseo al cervello di Schumi, che verrà operato dal dottor Menasche, il pioniere della chirurgia delle cellule staminali. Già lo scorso settembre l’ex campione del mondo di F1 con la Ferrari era stato sottoposto alla sua prima terapia con cellule staminali presso il centro medico dell’ospedale Georges Pompidou di Parigi, ovvero infusioni di cellule staminali in grado di produrre una “azione antinfiammatoria sistemica”.

Il delicato intervento, che a quanto pare, era stato programmato per quest’estate, è stato, tuttavia, rimandato a causa della pandemia da coronavirus. In questi sette anni dall’incidente, Michael Schumacher è stato sottoposto a diverse cure e da tempo le indiscrezioni riportano che la sua famiglia ha deciso di affidarsi al professor Menasche, famoso per aver sviluppato una tecnica di innesto di cellule staminali al cuore che effettua una sostituzione delle cellule malate, ma non esistono tuttavia prove che la terapia possa avere effetto anche sulle cellule nervose e cerebrali. La sua famiglia ha già speso più di 16 milioni di dollari per il trattamento del pilota e i miglioramenti apprezzabili sono scarsi e lenti, ma come ha dichiarato la moglie Corinna “Le grandi cose iniziano con piccoli passi”.

Non bisogna, inoltre, trascurare il fatto che lo stato di immobilità abbia nel frattempo causato altri problemi di salute, come chiarisce il Dottor Nicola Acciari, neurochirurgo dell’Ospedale Bellaria di Bologna in un’intervista rilasciata recentemente alla rivista motorsport.it, con la quale ha voluto spiegare a tutti i fan quelle che potrebbero essere le reali condizioni di salute attuali di Michael Schumacher.

Dobbiamo immaginare una persona diversa da quella che ricordiamo sulle piste. Le condizioni di Michael richiedono attenzioni a 360 gradi che non riguardano solo gli esiti del trauma cerebrale. Mi riferisco ad atrofia muscolare, alterazione dei tendini, osteoporosi e alterazioni anche organiche in una situazione molto, molto delicata che in persone meno fortunate dal punto di vista economico si traducono spesso nella fine precoce perché possono insorgere conseguenze irreversibili”.

Chi è il dottor Menasche?

Michael Schumacher: cellule staminali per tornare alla normalità
dailymail.co.uk

Il dottor Philippe Menasche è attualmente Professore di Chirurgia Toracica e Cardiovascolare presso l’Università di Parigi Descartes, Capo dell’Unità di Chirurgia per scompenso cardiaco dell’Hôpital Européen Georges Pompidou e Direttore del laboratorio INSERM (Istituto Nazionale di Salute e Ricerca Medica) dedicato all’utilizzo di cellule staminali per il trattamento delle malattie cardiovascolari. 

Ha iniziato a lavorare in questo settore più di 15 anni fa ed ha eseguito nel 2000 il primo trapianto intramiocardico umano di mioblasti scheletrici autologhi in un paziente con grave insufficienza cardiaca. È stato quindi il PI di uno studio controllato randomizzato sul trapianto di mioblasti, progettato per valutare la sicurezza e l’efficacia della tecnica. I risultati non ottimali di questo studio hanno quindi portato il gruppo a concentrarsi nuovamente sull’uso di progenitori cardiaci derivati ​​da cellule staminali embrionali umane (ESC), combinato con l’uso di tecniche di ingegneria tissutale al fine di trovare soluzioni cliniche efficaci in pazienti con grave insufficienza cardiaca, che non rispondono più le terapie convenzionali. 

Che cosa sono le cellule staminali?

Le cellule staminali sono cellule primitive, di cui non è ancora definita la funzione all’interno dell’organismo. Queste rimangono immature, finché non interviene uno stimolo che le induce a differenziarsi in cellule specializzate per adempiere ad una specifica funzione (diventare organi o tessuti). Le cellule staminali sono cellule che hanno il potenziale di svilupparsi in molti dei tipi cellulari del corpo sia durante i primi mesi di vita dell’individuo sia durante la crescita. In aggiunta, durante tutta la vita dell’essere umano o animale, all’interno di molti tessuti fungono da sistema riparatore interno, con la capacità di replicarsi illimitatamente per rimpiazzare altre cellule danneggiate o morte.

Quali sono le terapie con cellule staminali attualmente utilizzate?

Le cellule staminali sono considerate la grande promessa della medicina, da impiegare in futuro a scopi terapeutici per rigenerare tessuti vecchi o malati, ad esempio nella malattia di Parkinson o nel diabete. Molto di tutto ciò è però ancora un sogno – tranne alcune eccezioni consolidate: le cellule staminali vengono impiegate da decenni con successo per il trattamento di leucemie (cancro del sangue), mielomi (cancro del midollo osseo) o linfomi (cancro del sistema linfatico). Inoltre oggigiorno si possono trattare alcune malattie e lesioni ossee, cutanee o corneali con trapianti di tessuto basati sulla scienza delle cellule staminali. Esistono infatti prodotti che agiscono come trapianto di cute nei pazienti con ustioni molto estese. Per quanto riguarda la rigenerazione del tessuto nervoso con cellule staminali siamo ancora in fase di sperimentazione, difatti la terapia a cui si sottoporrà Michael Schumacher è definita “semi-sperimentale” e non si ha certezza della sua efficacia.

Trattamento riuscito con cellule staminali: il caso che ha dato molta speranza alla ricerca

Benché la rigenerazione del tessuto nervoso con cellule staminali sia un traguardo ancora incerto, che ha implicato finora tanti tentativi e scarsi risultati, possiamo con certezza affermare che esiste un caso di trattamento ben riuscito della riparazione di una lesione al midollo spinale. Si tratta del caso di Darek Fidyka, ex pompiere polacco rimasto paralizzato dal petto in giù nel 2010 dopo essere stato accoltellato, descritto sulla rivista Cell Transplantation, che è il frutto di un programma di ricerca quarantennale tra Polonia e Inghilterra. Grazie al trapianto di cellule staminali prelevate dal naso è stato possibile riparare il midollo spinale dell’uomo, consentendogli di recuperare la sensazione e il controllo dei propri muscoli, tanto da poter pedalare di nuovo e camminare con l’utilizzo di un deambulatore. Un risultato che ha aperto nuove prospettive per il trattamento di pazienti paralizzati con cellule staminali, e che andrà confermato con un nuovo studio mondiale. All’uomo è stato prima rimosso uno dei suoi bulbi olfattivi, preziosi perché contengono delle cellule specializzate dette olfactory ensheathing cells (OECs) che consentono alle fibre nervose del sistema olfattivo di rinnovarsi continuamente. Poi nel midollo spinale, lì dove c’era la lesione, sono state iniettate le cellule e innestate delle fibre di tessuto nervoso prelevate dalla sua caviglia. Da precisare che la lesione di Darek Fidyka era una lesione parziale, cioè il midollo era ancora tenuto insieme da un lembo.

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Cristiana Rizzutohttps://biomedicalcue.it
Studentessa di Ingegneria Biomedica, alla costante ricerca della poesia nella scienza, della sinuosità nella robotica, dell’arte nella tecnologia. Fondamentalmente curiosa, affamata di conoscenza, di indole entusiasta: mi piace immaginare la matematica come un linguaggio armonico e segreto della natura e l’ingegneria biomedica come un'ingegneria "umana", una scienza della vita.