Lo scorso 18 Luglio, presso il Policlinico San Donato di Milano, l’équipe costituita da cardiologi e ingegneri biomedici hanno reso possibile un intervento molto rischioso su una bambina di soli 6 anni mediante uso degli ologrammi, realizzati grazie alla realtà aumentata.

IL CASO

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Immagine olografica di un cuore con possibilità di interazione con esso
credits: realviewimaging.com

La protagonista è una bambina albanese di soli 6 anni, la cui malattia è stata scoperta casualmente durante una visita di controllo dopo una caduta anomala in campagna.

La grossa massa tumorale, le cui dimensioni sono comparabili a quelle di una saponetta (circa 5 cm x 3 cm), si trovava nella parte posteriore del cuore, compresa tra la valvola mitralica e le coronarie provocando numerose aritmie che potevano essere fatali per la bambina.

A causa della pericolosità dell’intervento, durante il quale era possibile danneggiare i tessuti circostanti al tumore e la scarsa letteratura scientifica con oggetto questo tipo di tumore cardiaco, i genitori hanno deciso di recarsi in Italia presso il Policlinico di Milano.

Qui, l’équipe guidata dai dottori Giamberti e Chessa ha sfruttato la realtà aumentata mediante ologrammi per visualizzare perfettamente il tumore e preparare le strategie operatorie più adatte.

GLI OLOGRAMMI IN MEDICINA

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Premio nobel 1971 a Dennis Gabor, inventore dell’olografia
credits: realviewimaging.com

La realtà aumentata nel campo medico può rappresentare una svolta per gli interventi, soprattutto quelli più pericolosi.

Infatti, l’ologramma ha consentito di visualizzare meglio la conformazione della massa e di decidere quale fosse la miglior via d’accesso e la modalità di intervento. In questo caso la tecnologia è stata davvero cruciale, anzi salvavita, perché ha dato la certezza di poter enucleare il tumore, fortunatamente benigno, senza provocare danni.

La tecnologia innovativa, sviluppata dalla startup RealView Imaging che si occupa di realtà aumentata con sede in Israele, può essere utilizzata in radiologia, cardiologia, sale operatorie e in quasi tutti gli ambiti medico chirurgici.

Il medico può visualizzare cuore, polmoni, fegato, reni e avere un’immagine 3D, ottenuta a partire da acquisizioni TC, ultrasuoni o qualsiasi altra tecnica che permetta di avere dati tridimensionali.

La tecnologia di base dell’olografia è l’impiego di un fascio di luce coerente che viene indirizzato sull’oggetto da riprodurre e su una lastra particolare sulla quale, a causa dell’interferenza prodotta tra la luce inviata e quella prodotta dall’oggetto stesso, viene ricostruito un reticolo di diffrazione (ovvero l’ologramma).

Se l’ologramma venisse a sua volta colpito da luce coerente, si verificherebbe la ricostruzione completa dell’immagine che, appare con prospettive diverse in base al punto di osservazione.

L’ologramma è attualmente la tecnologia migliore al supporto del chirurgo

ha aggiunto il dottor Giamberti.

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