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Non è solo una questione genetica: lo stile di vita e l’ambiente plasmano la salute e l’invecchiamento

Illustrazione di un fumatore (Pixabay FOTO) - www.biomedicalcue.it

Illustrazione di un fumatore (Pixabay FOTO) - www.biomedicalcue.it

Solo una questione di genetica? Non proprio, lo stile di vita influenza tantissimo i fattori biologici che regolano l’invecchiamento.

Hai mai pensato a quanto il nostro stile di vita e l’ambiente in cui viviamo possano influenzare la nostra salute e il nostro invecchiamento? È un argomento affascinante, e un recente studio della University of Oxford, pubblicato su Nature Medicine il 19 febbraio 2025, ha messo in luce proprio questo.

Il titolo dice tutto: “Lifestyle and environmental factors affect health and ageing more than our genes.” L’obiettivo di questa ricerca era chiaro: valutare quanto i fattori ambientali e le scelte di vita possano influenzare la salute, l’invecchiamento e persino il rischio di morte prematura, rispetto alla nostra predisposizione genetica. È un tema che ci tocca tutti, e i risultati sono davvero sorprendenti!

Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno analizzato quasi mezzo milione di partecipanti del UK Biobank. Hanno esaminato ben 164 fattori ambientali e i punteggi di rischio genetico per 22 malattie principali.

Hanno persino utilizzato un “ageing clock” basato sui livelli di proteine nel sangue per misurare il tasso di invecchiamento biologico. Immagina di avere un orologio che ti dice quanto sei “vecchio” biologicamente, non solo anagraficamente! Ecco, attività come fumo, o anche l’obesità, possono modificare quest’orologio.

I risultati della ricerca

Beh, i fattori ambientali spiegano il 17% della variazione nel rischio di morte, mentre la predisposizione genetica contribuisce a meno del 2%. Tra i 25 fattori ambientali identificati, alcuni dei più impattanti sono stati il fumo, lo status socioeconomico e l’attività fisica. È interessante notare che 23 dei 25 fattori sono modificabili, il che significa che possiamo fare qualcosa al riguardo!

Inoltre, le esposizioni precoci, come il peso corporeo a 10 anni o il fumo materno, possono influenzare l’invecchiamento e il rischio di morte prematura fino a 30-80 anni dopo. Le esposizioni ambientali hanno un impatto maggiore su malattie del polmone, cuore e fegato, mentre il rischio genetico gioca un ruolo più importante per demenze e cancro al seno. È un mix di fattori che ci fa riflettere su come possiamo migliorare la nostra vita.

Illustrazione di una persona che si tiene in forma (Pixabay FOTO) - www.biomedicalcue.it
Illustrazione di una persona che si tiene in forma (Pixabay FOTO) – www.biomedicalcue.it

Le implicazioni della ricerca

Quindi, cosa significa tutto questo per noi? Gli autori dello studio suggeriscono che interventi mirati su stili di vita e condizioni ambientali, come ridurre il fumo, migliorare le condizioni socioeconomiche e promuovere l’attività fisica, potrebbero ridurre significativamente il rischio di malattie croniche e morte prematura. È un messaggio di speranza: possiamo davvero fare la differenza! Inoltre, l’approccio “exposome”, che studia le esposizioni ambientali nel corso della vita, offre una visione integrata delle cause dell’invecchiamento e delle malattie legate all’età.

I risultati evidenziano l’opportunità di strategie di prevenzione focalizzate sul modificare i fattori ambientali, piuttosto che intervenire sulla componente genetica, specialmente per malattie cardiovascolari, polmonari e del fegato. Tuttavia, ci sono alcune limitazioni: il campione del UK Biobank è composto da individui generalmente più sani, il che limita la generalizzazione dei risultati. Inoltre, le esposizioni sono state misurate in un unico momento, non catturando le variazioni nel tempo.