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Dalle ossa delle vittime dell’influenza spagnola emergono nuove scoperte

Uno studio condotto sulle ossa delle vittime dell'influenza spagnola ha rilevato nuovi dettagli che consentono di comprendere chi era più suscettibile a contrarre la malattia.

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PUBBLICATO IL: 15 Ottobre 2023

Covid-19 / Eventi

Prima della pandemia da Covid-19, l’Europa fu colpita da un altro evento epocale: l’influenza spagnola. Un recente studio, condotto dall’Accademia Nazionale delle Scienze americana e guidato dalla rinomata McMaster University canadese, ha scoperto nuove fonti d’informazione attraverso l’analisi delle ossa risalenti all’epoca dell’influenza spagnola.

L’influenza spagnola

L’influenza spagnola del 1918-1919 è stata una delle pandemie più gravi nella storia umana, con un tasso di mortalità stimato tra il 10% e il 20% tra i casi confermati. Si stima che abbia colpito un terzo della popolazione mondiale dell’epoca, portando alla morte di decine di milioni di persone. L’origine precisa del virus rimane oggetto di dibattito tra gli scienziati. Si ritiene che abbia avuto origine da un ceppo di influenza aviaria che ha subito una mutazione per diventare capace di infettare gli esseri umani.

Contrariamente al nome, l’influenza spagnola non ha avuto inizio in Spagna. Il termine deriva dalla minor censura della stampa in Spagna durante la Prima Guerra Mondiale. La Spagna, non coinvolta nel conflitto, poteva riportare notizie sulla pandemia in modo più aperto. Al contrario, i paesi belligeranti limitavano la diffusione di notizie negative per sostenere il morale pubblico.

Una caratteristica unica dell’influenza spagnola era la sua inclinazione a colpire i giovani adulti, di solito meno vulnerabili alle influenze stagionali. Questo fenomeno è stato attribuito a una reazione eccessiva del sistema immunitario, causando una forma grave di polmonite virale.

ossa influenza spagnola

La pandemia si diffuse rapidamente grazie alla mobilità delle truppe durante la Prima Guerra Mondiale. Accampamenti militari, trasporti e sovraffollamento favorirono la diffusione del virus. La mortalità dell’influenza spagnola superò notevolmente quella delle influenze stagionali. Colpì anche persone in buona salute, causando molte morti inaspettate. L’impatto sociale ed economico fu significativo, con ospedali e servizi di emergenza sopraffatti e pesanti perdite economiche. Molte famiglie furono devastate dalla perdita di membri.

Lo studio sulle ossa delle vittime dell’influenza spagnola

L’influenza Spagnola del 1918, secondo le stime, causò la tragica perdita di circa 50 milioni di vite in tutto il mondo. La sua rapida diffusione suscitò persino l’ipotesi che le persone in salute avessero la stessa probabilità di sopravvivenza di quelle già malate o fragili.

Un innovativo studio condotto sulle vittime dell’influenza spagnola, recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS, ha illuminato ulteriormente questa pandemia. La ricerca è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra l’Accademia Nazionale delle Scienze americana e l’eminente McMaster University canadese.

Il team di ricerca ha analizzato con cura 369 individui, provenienti dal Museo di Storia Naturale di Cleveland, scomparsi tra il 1910 e il 1938. L’analisi delle ossa ha permesso di ottenere preziose informazioni sulla salute degli individui e di determinare se al momento del decesso l’infiammazione era ancora presente o in fase di risoluzione.

ossa influenza spagnola

I risultati dello studio

A differenza di quanto si credeva all’epoca, l’influenza spagnola non colpiva indiscriminatamente, ma mostrava un impatto devastante soprattutto su coloro che erano vittime di razzismo e discriminazione, e che già affrontavano problemi di salute. Questa cruda realtà si è ripetuta in modo sinistro durante la pandemia da Covid-19.

Sviluppi futuri

Queste approfondite ricerche forniscono una prospettiva incredibilmente preziosa sulle profonde e durature conseguenze dell’influenza spagnola, sottolineando con forza quanto sia fondamentale acquisire una comprensione approfondita del passato per affrontare con successo le sfide attuali. L’analisi dettagliata delle ossa non solo offre una finestra unica attraverso la quale esplorare le tracce storiche di questa pandemia devastante, ma anche un’opportunità senza pari di contribuire a una comprensione sempre più sofisticata delle dinamiche sociali, economiche e sanitarie di quel periodo cruciale nella storia.

AUTORE

Valentina Maria Barberio

Dottoressa in ingegneria informatico-biomedica, dottoressa magistrale in ingegneria biomedica, classe 1997. Da sempre appassionata di tutto ciò che possa semplificare la vita al prossimo, guarda alla divulgazione scientifica come uno strumento in grado di rendere chiaro ed accessibile il “futuro benessere” a tutti. Particolarmente affascinata dalle apparecchiature biomedicali che riescono a creare immagini 3D, crede che solo il dibattito e la ricerca costanti possano generare una tridimensionalità di vedute, propedeutiche ad una perpetua crescita personale e della società.

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