“Paralizzata dalla testa ai piedi”: una nuova pandemia dopo il COVID | Se ti morde questo animale è finita

Medico e pandemie (Depositphotos foto) - www.biomedicalcue.it
Secondo gli esperti questa potrebbe rivelarsi una nuova pandemia analoga a quella del Covid, basta un solo morso di questo animale.
Le pandemie hanno sempre rappresentato una delle più grandi sfide per l’umanità, e il futuro non sarà da meno. Il recente caso del COVID-19 ha dimostrato quanto un virus possa diffondersi rapidamente in un mondo globalizzato, mettendo in crisi non solo la salute pubblica, ma anche l’economia e la società.
Tuttavia, la storia insegna che nuove malattie possono emergere in qualsiasi momento e che la loro diffusione dipende da numerosi fattori, tra cui il cambiamento climatico, la distruzione degli habitat naturali e l’intensificazione degli scambi commerciali e turistici.
Uno dei principali pericoli è rappresentato dai virus influenzali, che hanno già causato gravi pandemie in passato, come la Spagnola del 1918. Le continue mutazioni di questi virus rendono difficile prevederne l’evoluzione e potrebbero portare, prima o poi, alla comparsa di un ceppo particolarmente aggressivo.
Un’altra minaccia proviene dalle zoonosi, ossia quelle malattie che si trasmettono dagli animali all’uomo. Il contatto sempre più frequente con specie selvatiche, spesso dovuto alla deforestazione e all’espansione degli insediamenti umani, aumenta il rischio di nuovi salti di specie, come accaduto con il COVID-19, l’Ebola e la SARS.
I problemi futuri
Un ulteriore problema è la crescente resistenza agli antibiotici. L’uso eccessivo e spesso scorretto di questi farmaci sta portando allo sviluppo di batteri sempre più difficili da combattere. Se questa tendenza dovesse continuare, potremmo trovarci di fronte a infezioni comuni impossibili da curare, con conseguenze devastanti sulla salute globale.
Anche il progresso scientifico, sebbene fondamentale per combattere le pandemie, può rappresentare un rischio. Le moderne tecniche di ingegneria genetica permettono di modificare i virus in laboratorio, e se queste ricerche non fossero condotte con la massima attenzione, potrebbero sfuggire di mano e generare nuove minacce.

Attenti a questo animale
Un nuovo caso di encefalite da zecche è stato registrato in Grecia, nel Nord Egeo, suscitando preoccupazione tra le autorità sanitarie. Questa malattia virale, trasmessa dal morso di zecche infette, può causare sintomi gravi come paralisi e disturbi cognitivi, sebbene molti casi siano asintomatici. L’incubazione dura in media sette giorni, ma varia in base alla trasmissione. Le zecche si trovano in ambienti umidi e ombreggiati, come boschi, prati e parchi urbani, rendendo la malattia un rischio anche in città.
Le aree più colpite in Europa includono i Paesi baltici, la Slovenia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Austria e alcune zone della Germania e della Finlandia. Le categorie più a rischio sono agricoltori, boscaioli, militari e appassionati di attività all’aperto. Le autorità greche stanno intensificando la sensibilizzazione, raccomandando l’uso di repellenti, abiti protettivi e controlli periodici per le zone a rischio.