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Coronavirus: come si trasmette?

Giunti a più di 100 contagi solo in Italia e due morti, la paura inizia a dilagare tra i cittadini. Ma cerchiamo di conoscere i modi in cui il Coronavirus si diffonde, così da prevenire al meglio ogni forma di contagio.

Che cos’è il coronavirus

I coronavirus sono un genere di virus a RNA, responsabili di patologie nei mammiferi e negli uccelli. In ambito medico sono noti già da molto tempo, già dagli anni ’60. In particolare, la diffusione di SARS nel 2002 e MERS nel 2012 è imputabile proprio ad un tipo di coronavirus. L’epidemia attuale del coronavirus è meglio definita come 2019-nCoV.

Il termine coronavirus deriva dal latino corona che significa “corona” e richiama la forma dei virioni, cioè la singola particella virale.

Coronavirus vie di trasmissioni
corriere.it

Come si trasmette il coronavirus

Il contagio del 2019-nCoV può avvenire sia in modo diretto che indiretto. Si parla di contagio diretto quando avviene a causa di goccioline di saliva, sudore, o liquidi in generale prodotti dal nostro corpo. La trasmissione è, invece, indiretta nel caso di contatto con oggetti contaminati, quali: telefoni, tastiere, maniglie, ecc.

E’ necessario anche sottolineare che il virus sopravvive sulle superfici fino a 9 giorni. Ricordiamo che disinfettando le superfici con candeggina, antibatterici e prodotti disinfettanti si elimina qualunque traccia del virus.

Ridurre al minimo il rischio di contagio

Le raccomandazioni rimangono invariate: lavarsi bene le mani ed evitare di toccarsi la faccia, la bocca o gli occhi. Il coronavirus, purtroppo, può essere trasmesso anche da persone asintomatiche. L’aggressività del 2019-nCoV risiede soprattutto nella carica virale, presente nel naso e nella gola, come ci fa notare il dottor Burioni. Infatti, il medico scrive sulla sua pagina “la quantità di virus raggiunge il picco subito dopo la comparsa dei primi sintomi, con livelli più alti nel naso rispetto alla gola. I pazienti stanno ancora relativamente bene, ma hanno già livelli elevati di virus nelle prime vie respiratorie”. Inoltre, prosegue il dottor Burioni, la stessa carica virale è presente anche nei soggetti asintomatici. L’elevata carica virale indica che il contagio è molto facilitato nel caso in cui un soggetto sano entri in contatto con muco o saliva di un soggetto infetto.

Periodo di incubazione

E’ bene tener presente che il periodo di incubazione si attesta sui 15-20 giorni. Anche se, generalmente, i primi sintomi si manifestano a circa una settimana dal contagio. Poiché il contagio può avvenire fino a due metri di distanza tra un soggetto sano ed uno infetto, si raccomanda di evitare luoghi affollati e/o manifestazioni pubbliche e private. Il coronavirus si diffonde molto rapidamente ed al momento non c’è una cura vera e propria, né un vaccino.

Fortunatamente il tasso di mortalità è molto basso. I soggetti più a rischio sono le persone affette anche da altre patologie o gli anziani con un tasso del 14.8% se hanno più di 80 anni e un 8% se hanno tra i 70 e i 79 anni.

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Antonella Baronehttps://biomedicalcue.it
Studentessa di ingegneria industriale presso l'Università degli studi dell'Aquila e appassionata, da sempre, dell'ambito biomedico.