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MrLinac Unity: radioterapia veloce e più mirata per il trattamento di diversi tipi di tumore

Radioterapia più rapida ed efficiente contro diversi tipi di tumore. MR-Linac Unity: pubblicati i risultati ottenuti dal nuovo macchinario

Nel 2018, sono stati diagnosticati nel mondo ben 18 milioni di casi di tumore. Per le donne, in tutta Europa, si è osservata una preponderanza di cancro al seno come principale tumore, mentre, negli uomini si hanno maggiori casi di tumori alla prostata nei Paesi occidentali e ai polmoni in quelli orientali. Purtroppo, ad oggi, non ci sono medicinali che possano curare il cancro definitivamente, ma solo alleviarne sintomi e dolori e soprattutto possono bloccare la riproduzione delle cellule tumorali. Il trattamento dei tumori varia in base al tipo di tumore, la zona in cui si trova e lo stadio al quale viene rilevato. La combinazione di radioterapia, chirurgia tumorale e chemioterapia o di altri farmaci antitumorali può risultare il migliore approccio per certi tipi di tumore. La chirurgia o la radioterapia tratta localmente il tumore, invece i farmaci antitumorali uccidono anche le cellule cancerose eventualmente disseminatesi in sedi distanti. La chemioterapia o la radioterapia può essere utilizzata prima della chirurgia per ridimensionare il tumore, aumentando, in questo modo, la probabilità di rimozione chirurgica completa (tecnica definita terapia neoadiuvante). La radioterapia e/o la terapia farmacologica somministrata dopo la chirurgia (definita terapia adiuvante) aiutano a eliminare le cellule tumorali rimanenti.

Il nuovo macchinario per una radioterapia breve e veloce contro il tumore

La radioterapia è un particolare tipo di terapia fisica che utilizza le radiazioni, in genere i raggi X, nella cura di diversi tipi di tumore. Questo nuovo macchinario, però, il MRLinac Unity della svedese Elekta consente di agire in maniera più precisa, unendo per la prima volta nella stessa macchina un acceleratore lineare (Linac) e una Risonanza Magnetica ad alto campo (1,5 Tesla- lo stesso utilizzato per fini diagnostici). Il MRLinac è disponibile solo in 20 centri ospedalieri nel mondo e, in Italia, è stato installato in un solo ospedale: all’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar a Verona, presso il dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata. Ad un anno dalla suo primo utilizzo, l’ospedale rende noti i risultati ottenuti con il macchinario, che ha fornito una radioterapia più breve e mirata contro i diversi tipi di tumore. La squadra di ricercatori che presso l’ospedale di Verona si è occupata del macchinario e della radioterapia, vanta, grazie al MRLinac, tre pubblicazioni scientifiche sui più importanti siti e giornali medici: Radiation Oncology, Journal of Cancer Research and Clinical Oncology e Acta Oncologica. I risultati del macchinario ottenuti nell’ultimo anno sono stati sbalorditivi: in particolare, per il tumore alla prostata sono bastate 5 sedute per ottenere risultati che mediamente si ottengono in 40 sedute e senza che si siano verificati effetti collaterali gravi. La radioterapia è risultata anche ottimale per pazienti più anziani e fragili o con malattie concomitanti.

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MR-Linac Unity medgadget.com

Perché la radioterapia eseguita con il nuovo macchinario è più efficiente contro il tumore

MRLinac Unity è più efficiente rispetto ai macchinari di radioterapia tradizionali, in quanto fornisce un’immagine più nitida al radioterapista, che in questo modo riesce a visualizzare meglio la zona interessata dal tumore e, inoltre, il macchinario stesso agisce con più precisione. Come se avessimo un fucile ed una lente di ingrandimento. In questo modo, la radioterapia colpisce solo la massa tumorale e gli organi interessati, senza intaccare quelli sani, o comunque riducendone al minimo l’interessamento. Unity si basa su un concetto ben preciso: ogni frazione di trattamento richiede un adattamento del piano di cura, quindi per ciascun intervallo del trattamento è necessario scegliere tra le varie modalità di esecuzione. Vi sono due metodi principali: ATP (adapt-to-position) e ATS (adapt-to-shape). Nella ATP non viene effettuata nessuna delimitazione giornaliera della zona tumorale, ma viene aggiornata solo la posizione (isocentro) durante il pre-trattamento di CT (computer tomografia), mentre per ATS la risonanza magnetica giornaliera può essere ridefinita, così da essere utilizzata nell’adeguamento del piano di trattamento. Infatti, spiega all’Ansa il dottor Filippo Alongi, direttore del dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata del Negrar e professore della facoltà di medicina all’Università di Brescia “con i sistemi convenzionali, proprio per il naturale movimento degli organi, eravamo costretti a irradiare una zona più ampia rispetto al tumore, e con dosi minori per non danneggiare porzioni di tessuto sano necessariamente coinvolte. Grazie all’utilizzo delle immagini ad alta risoluzione della risonanza magnetica prima e durante ogni seduta, possiamo indirizzare con precisione millimetrica alte dosi di radiazione tali da neutralizzare le cellule tumorali, e proponendo sempre di più protocolli di trattamento con minor numero di sedute rispetto alla radioterapia convenzionale”.
“Il rivoluzionario macchinario – prosegue Alongi – consente di adattare in tempo reale i fasci di radiazioni nel corso della stessa seduta, in base alla posizione del bersaglio tumorale che muta a causa del movimento naturale degli organi, come ad esempio la prostata. Vengono così superati i limiti della radioterapia tradizionale in cui il piano di cura viene deciso il giorno zero e rimane sempre uguale”. 

Risultati ottenuti sui pazienti

Oltre al trattamento di radioterapia sul tumore alla prostata, il team di ricercatori ha sottoposto al trattamento anche pazienti affetti da metastasi linfonodali, ossee in pelvi e addome, ed anche il distretto toracico e recentemente quello cerebrale. In circa un anno di attività, al Negrar sono state concluse più di 1000 prestazioni, su 102 pazienti con tumore alla prostata e 59 con metastasi per altri tumori. Insomma, sembra essere una vera rivoluzione in campo oncologico.

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Antonella Baronehttps://biomedicalcue.it
Studentessa di ingegneria industriale presso l'Università degli studi dell'Aquila e appassionata, da sempre, dell'ambito biomedico.