È successo all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù dove è stato impiantato un sistema di barre magnetiche in un bambino di soli 5 anni per correggere la sua condizione di scoliosi estrema.

Un viaggio che ha inizio in Albania

Fioel, protagonista di questa storia, è un bambino albanese che, oltre ad essere affetto da una malattia genetica rara, la Sindrome di Prader Willi, presentava una grave forma di scoliosi infantile con un angolo di rotazione di circa 116°, responsabile di problemi respiratori e cardiaci.

Purtroppo, prima di arrivare in Italia, Fioel e la sua famiglia hanno girato molti ospedali europei alla ricerca di speranze ma le risposte ricevute erano sempre le stesse “l’intervento è troppo rischioso per un paziente così piccolo”.

Fino a quando, il caso è stato preso in carico dall’Unità Operativa Complessa di Ortopedia del Bambino Gesù e, in particolare, il dottor Leonardo Oggiano a capo dell’équipe che ha svolto l’operazione ha affermato che:

Non affrontare una scoliosi così grave voleva dire condannare il bambino a una qualità e a un’aspettativa di vita molto bassa. L’unica prospettiva di salute e di crescita era l’intervento

Barre magnetiche per scoliosi: come funzionano?

barre magnetiche bambino scoliosi estrema Roma
Confronto tra immagine pre-operatoria e dopo 4 mesi dall’intervento
credits: ospedalebambinogesu.it

La scoliosi è una deviazione vertebrale che si manifesta con una inflessione laterale accompagnata da una rotazione delle vertebre.

Ne esistono di due tipi: infantile e adolescenziale ma, la differenza sostanziale tra le due è la velocità di peggioramento che è proporzionale al ritmo di crescita, motivo per cui la prima è sicuramente più grave, registrando in media una scoliosi vertebrale di 60°-80° con un peggioramento di 10°-15° l’anno.

Nei casi in cui la diagnosi non è tempestiva, un approccio non chirurgico con busti correttivi potrebbe non funzionare perciò risulta necessario un intervento mini-invasivo: l’impianto di barre magnetiche.

Il concetto alla base di questo approccio è che tali barre magnetiche, inserite attraverso due piccole incisioni, non devono bloccare le vertebre ma devono accompagnare il bambino nella crescita, altrimenti si verificherebbe l’arresto dello sviluppo corretto e un tronco corto e sproporzionato.

Inoltre, l’allungamento delle barre in titanio avviene mediamente 2 volte l’anno e, inizialmente i bambini erano costretti a sottoporsi a interventi chirurgici ripetuti.

Tuttavia, presso l’Ospedale Bambino Gesù si sfrutta una tecnologia per la quale l’allungamento avviene senza alcun tipo di operazione ma semplicemente con un telecomando che genera impulsi magnetici e permette il movimento delle barre di una lunghezza millimetrica preimpostata.

Dunque, tale operazione avviene in condizione di paziente sveglio e in ambulatorio, senza neanche il ricovero.

Sicuramente, questa metodica ha il grande vantaggio di essere responsabile di 1 sola operazione chirurgica a cui i bambini devono sottoporsi, salvo eventi eccezionali che causano interventi straordinari come sganciamenti degli strumenti applicati (viti, uncini) e rottura delle barre.

Ad oggi, come è cambiata la vita di Fioel?

Sono passati circa 4 mesi dall’intervento e la scoliosi si è ridotta da 116° a ben 60° e, quando Fioel avrà raggiunto la pubertà le barre magnetiche verranno sostituite con un sistema permanente di viti che correggeranno definitivamente la deformità vertebrale.

Era un intervento con tanti rischi ma siamo stati accompagnati passo dopo passo. Sono profondamente grato per l’aiuto dato a mio figlio e spero che possa essere salvata la vita di tanti altri bambini bisognosi di cura

conclude il padre di Fioel.

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