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Rottura del legamento crociato, torna l’incubo per Nicolò Zaniolo

Rottura del legamento crociato anteriore per il centrocampista giallorosso, si prospettano almeno 6 mesi di stop.

“L’iniziale sospetto diagnostico è stato confermato: il calciatore ha riportato la lesione completa del legamento crociato anteriore“, con queste parole l’account ufficiale della Roma conferma il nuovo infortunio del centrocampista giallorosso Nicolò Zaniolo.

Torna l’incubo della rottura del legamento crociato per Zaniolo

Avevamo già parlato dell’infortunio del 12 gennaio 2020. Nicolò Zaniolo, classe 1999, durante l’ultima partita del girone di andata giocata all’Olimpico contro la Juventus, riportò la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro con associata lesione del menisco. Dopo sei mesi di stop, il centrocampista tornò in campo il 5 luglio contro il Napoli, subentrando a Justin Kluivert nel secondo tempo. Sei giorni dopo tornò al gol nella partita contro il Brescia.

Quando sembrava ormai solo un brutto ricordo, l’incubo è tornato ma questa volta ha colpito l’altro ginocchio. Durante la partita della nazionale italiana contro l’Olanda disputata lunedì 7 settembre, Zaniolo ha subito un nuovo grave infortunio. È stato visitato martedì mattina a Villa Stuart a Roma, dove gli è stata diagnosticata la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro.

Al minuto 1:45 del video è possibile vedere il momento dell’infortunio del calciatore.

Che cos’è il legamento crociato anteriore?

Il legamento crociato anteriore è un fascio di tessuto fibroso molto resistente, posto al centro dell’articolazione del ginocchio. È uno dei quattro legamenti più importanti dell’articolazione insieme al crociato posteriore e ai due legamenti collaterali. La sua funzione è quella di stabilizzare il ginocchio impedendo lo spostamento anteriore della tibia rispetto al femore. Funzionalmente, è costituito da due fasci, uno antero-mediale più voluminoso e uno postero-laterale più piccolo.

Rottura del legamento crociato, torna l'incubo per Nicolò Zaniolo. Credits: FisioMed Modena
Credits: FisioMed Modena

Perché e come avviene la rottura del legamento crociato anteriore?

La lesione del legamento crociato anteriore è uno dei traumi sportivi più comuni, in particolar modo nello sci, nel calcio e nel basket. Il meccanismo di lesione più frequente è il movimento involontario di valgo-rotazione-esterna mentre il piede è fisso al suolo. L’entità e il tipo di lesione dipendono dall’intensità del trauma, motivo per cui si può parlare di lesione parziale o lesione totale.

Al momento dell’infortunio, il soggetto avverte una sensazione di cedimento del ginocchio, come se qualcosa si fosse rotto o fosse andato fuori posto. Oltre al dolore i sintomi principali sono gonfiore e difficoltà a muovere l’articolazione. Se dolore e gonfiore svaniscono nell’arco di un paio di settimane, la mobilità del ginocchio rimane compromessa per lunghi periodi.

Trattamenti

Il legamento crociato anteriore è quasi privo di vascolarizzazione, per cui non è in grado di autorigenerarsi in caso di lesioni. Effettuata la diagnosi con una risonanza magnetica, i trattamenti possono essere di natura conservativa o chirurgica. La scelta dell’iter terapeutico da seguire si basa sulla valutazione di fattori come l’età, la richiesta funzionale e lo stile di vita. La rottura del legamento crociato anteriore non ostacola le normali attività quotidiane, il paziente riuscirà a camminare da solo – motivo per cui lo stesso Zaniolo è uscito dal campo sui suoi piedi – ma non potrà praticare attività sportive, in particolar modo quelle che prevedono contatto tra i partecipanti o che richiedono cambi direzionali durante il movimento.

Rottura del legamento crociato, torna l'incubo per Nicolò Zaniolo. Credits: Getty Images
Nicolò Zaniolo lascia il campo in lacrime dopo l’infortunio. Credits: Getty Images

Dipende dal tipo di lesione

In genere, in caso di lesione parziale il paziente può evitare di sottoporsi all’intervento chirurgico, ricorrendo alla ginnastica di rinforzo dei muscoli della coscia. Il trattamento chirurgico, invece, è necessario nel caso di lesione totale perché l’articolazione sarà a rischio di nuove distorsioni aumentando la possibilità di lesione ai menischi o alle cartilagini.

Chirurgia di riparazione

La chirurgia di riparazione è finalizzata alla ricostruzione del legamento lesionato con un tessuto sostitutivo. Questo può essere un tessuto autologo, cioè prelevato dallo stesso paziente o un tessuto eterologo, prelevato da un donatore. Molto raramente si utilizza un tessuto di un donatore preferendogli il tessuto autologo del paziente, in particolare la porzione centrale del tendine rotuleo, i tendini gracile e semitendinoso oppure la porzione centrale del tendine quadricipite.

La ricostruzione avviene in artroscopia in modo minimamente invasivo ed eseguita in anestesia locale. L’intervento prevede quattro fasi:

  • l’asportazione dei residui del crociato anteriore danneggiato e la preparazione dell’alloggio del nuovo legamento
  • la realizzazione di tunnel ossei nel femore e nella tibia per l’inserimento
  • l’inserimento stesso
  • la fissazione
Rottura del legamento crociato, torna l'incubo per Nicolò Zaniolo. Credits: Fisioterapia Maniscalco
Credits: Fisioterapia Maniscalco

Riabilitazione

Fondamentale al completo recupero della funzionalità dell’articolazione è una corretta e adeguata riabilitazione. Questa si basa su esercizi che permettono un recupero completo della mobilità e del tono muscolare della gamba. Sui tempi di recupero da questo tipo di infortunio il dibattito è ancora aperto. La letteratura scientifica riporta tempi di ritorno che variano dai 3 ai 15 mesi, la maggior parte parla di 6 mesi per il “completo” recupero. In Italia si parla di almeno 6 mesi per il ritorno in campo post-intervento. Tuttavia, recenti studi dimostrano che un ginocchio operato impiega 2 anni a tornare allo stato fisiologico sia dal punto di vista della biologia dei tessuti sia da quello biomeccanico. Puoi trovare nella sezione “CuE Fact Checking” a fine articolo il link alle pubblicazioni scientifiche.

Le polemiche e il supporto del mondo dello sport

Le polemiche sorte fin dai primi istanti dopo l’infortunio di Zaniolo si concentrano soprattutto sulla decisione della UEFA di far disputare il torneo della Nations League nonostante l’anomalia delle date. Molti considerano la competizione inutile già in una situazione ordinaria ma che diventa controproducente nell’attuale situazione di emergenza coronavirus che ha stravolto, tra i vari settori, anche quello dello sport. In realtà, il torneo era già stato oggetto di aspre critiche soprattutto da parte del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, preoccupato per i possibili contagi e infortuni dei 13 giocatori del Napoli coinvolti nella Nations League. L’ANSA aveva riportato le parole di De Laurentiis: “Io ce l’ho con l’Uefa, mi auguro che quando rientreranno i nostri giocatori non siano positivi”. Dopodiché, il presidente del Napoli aveva aggiunto: “Senza le porte aperte e impegni ravvicinati anche quest’anno sarà falsato, giocando 3 volte a settimana stra-falsato, con gli infortuni. Chi pagherà, l’Uefa?”.

Oltre alle polemiche, però, non sono mancate le numerose manifestazioni d’affetto per Nicolò Zaniolo. Dai club, dai calciatori, dai tifosi giallorossi, da tutti gli appassionati di sport sono arrivati messaggi di sostegno e di auguri per una rapida ripresa. Il team di Close-Up Engineering si unisce all’abbraccio virtuale al calciatore della nazionale italiana augurandogli una pronta guarigione.

CUE FACT CHECKING

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Benedetta Paolettihttps://biomedicalcue.it
Laureata in Ingegneria Biomedica all'Università Politecnica delle Marche. Studentessa MSc in Neuroengineering and bio-ICT all'Università degli Studi di Genova.