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Sogno e realtà si incontrano: le persone in stato di sogno lucido rispondono agli stimoli

Illustrazione di una ragazza mentre sta sognando (Pexels FOTO) - www.biomedicalcue.it

Illustrazione di una ragazza mentre sta sognando (Pexels FOTO) - www.biomedicalcue.it

E’ possibile comunicare con una persona che sta dormendo? Molte persone hanno risposto a certi stimoli, e la risposta potrebbe essere sì.

Hai mai provato quella strana sensazione di sapere di stare sognando mentre sei ancora immerso nel sonno? Quel momento in cui ti rendi conto che puoi volare o che stai parlando con qualcuno che in realtà non esiste? Questo fenomeno si chiama sogno lucido e, per quanto affascinante, è sempre stato un terreno difficile da esplorare scientificamente. Del resto, come si fa a studiare qualcosa che avviene interamente nella mente di una persona addormentata?

Fino ad oggi, il problema principale dello studio dei sogni è stato che, una volta svegli, tendiamo a dimenticare buona parte di ciò che abbiamo sognato, oppure i nostri ricordi sono distorti e frammentari. I resoconti retrospettivi sui sogni sono infatti soggetti a distorsione e oblio, rendendo difficile lo studio neuroscientifico del fenomeno onirico. Ma cosa succederebbe se fosse possibile comunicare con una persona mentre sta sognando? Se potessimo fargli domande in tempo reale e ricevere risposte immediate? Sembra fantascienza, ma un gruppo di ricercatori ha dimostrato che si può fare.

In uno studio innovativo, scienziati di diverse università in Francia, Germania, Paesi Bassi e Stati Uniti hanno realizzato esperimenti di comunicazione bidirezionale con persone che stavano vivendo un sogno lucido. Non solo hanno parlato con loro, ma hanno anche ricevuto risposte chiare, dimostrando che il cervello è molto più reattivo durante il sonno di quanto si pensasse.

Questi individui, mentre dormivano, hanno dimostrato capacità cognitive sorprendenti: hanno analizzato informazioni percettive nuove, mantenuto dati nella memoria di lavoro, eseguito calcoli matematici e risposto a domande con movimenti oculari e contrazioni muscolari. Questa scoperta non è solo affascinante, ma apre le porte a una nuova era della ricerca sui sogni e sulla coscienza.

Come si parla con un sognatore

La chiave di tutto è stata la lucidità del sogno. Quando una persona diventa consapevole di stare sognando, può prendere il controllo della sua esperienza onirica e persino rispondere a stimoli esterni. Gli scienziati hanno sfruttato questo fenomeno per stabilire una sorta di “dialogo” tra il mondo reale e quello dei sogni. Per fare questo, hanno selezionato 36 partecipanti, tra cui esperti di sogni lucidi, persone con poca esperienza e persino un paziente narcolettico che sperimenta regolarmente sogni lucidi.

Durante il sonno REM, il momento in cui sogniamo più intensamente, i ricercatori hanno utilizzato diversi metodi per comunicare: segnali acustici, luci lampeggianti e persino tocchi leggeri sulla pelle. I sognatori dovevano rispondere muovendo gli occhi in una direzione specifica o contraendo determinati muscoli del viso. Le risposte corrette sono state registrate in 29 occasioni da sei diversi partecipanti, dimostrando che le caratteristiche fenomenologiche e cognitive del sogno possono essere studiate in tempo reale. Le risposte sono avvenute attraverso movimenti oculari distintivi e contrazioni muscolari selettive, dimostrando che il cervello può elaborare informazioni e rispondere in modo consapevole durante il sonno.

Illustrazione di come si è svolta la ricerca (Konkoli et al., 2021 FOTO) - www.biomedicalcue.it
Illustrazione di come si è svolta la ricerca (Konkoli et al., 2021 FOTO) – www.biomedicalcue.it

Perché questa scoperta è rivoluzionaria

Se pensiamo ai sogni come a un viaggio in un altro mondo, questa ricerca dimostra che possiamo inviare “messaggi radio” a chi si trova in quel mondo e persino ricevere risposte. Non è solo una curiosità scientifica, ma un enorme passo avanti per la comprensione della mente umana. Immagina le possibili applicazioni: potremmo usare questa tecnica per aiutare le persone a superare incubi ricorrenti, per facilitare l’apprendimento durante il sonno o persino per esplorare la coscienza in modi mai visti prima. In un futuro non troppo lontano, potremmo avere terapie basate sulla modifica dei sogni o addirittura esperienze immersive in cui le persone possono vivere storie interattive mentre dormono. Ma c’è anche un lato più complesso.

La comunicazione bidirezionale nei sogni solleva domande filosofiche e scientifiche: fino a che punto possiamo fidarci di quello che ci dicono i sognatori? I sogni sono davvero una finestra sulla nostra mente o una costruzione distorta della realtà? Inoltre, quanto potremmo (o dovremmo) spingerci nella manipolazione dei sogni? Le implicazioni scientifiche sono immense. Gli scienziati stanno già esplorando come l’attività cerebrale durante il sogno sia correlata alle esperienze oniriche, utilizzando tecniche di imaging cerebrale e neurofisiologia avanzata. Alcuni studi hanno suggerito che l’attività elettrica nel cervello durante il sonno può essere decifrata per prevedere il contenuto dei sogni, e questa nuova tecnica di comunicazione potrebbe raffinare ulteriormente la nostra comprensione del fenomeno. Per ora, il fenomeno è stato dimostrato in ambienti controllati e con un numero limitato di partecipanti, ma i risultati sono promettenti. Il prossimo passo sarà affinare la tecnica e capire come ampliare questa forma di comunicazione onirica.