biosensori

    Dispositivo Vitastiq

    Vitastiq: la penna che rileva i livelli delle vitamine

    Ammettiamolo, pochi di noi monitorano costantemente i livelli di vitamine e minerali del proprio organismo, ma oggi esiste una penna.

    Di recente, infatti, è stato inventato e prodotto un nuovo dispositivo alla portata di tutti: il Vitastiq, una semplice ed elegante penna che permette di rilevare istantaneamente i livelli di ben 30 vitamine e minerali presenti nell’organismo, in modo semplice e per niente invasivo, collegandosi ad una app per smartphones come interfaccia.

    Penna Vitastiq collegata ad uno smartphone
    Penna Vitastiq collegata ad uno smartphone
    vitastiq.com

    Il suo design e la sua importantissima innovazione hanno portato alla partecipazione al Central European Startup Award 2015 per il Best User Experience, una sorta di fiera dell’innovazione.

    “Come un gadget che rappresenta un legame tra modernità e tradizione, tra vecchio e nuovo, anche tra Est e Ovest, Vitastiq ha voluto tradurre questa apertura nel suo rapporto con gli utenti”

    ha spiegato Dean Vranic, amministratore delegato dell’azienda e uno degli inventori stessi del Vitastiq.

    Dean Vranic con il dispositivo Vitastiq
    Dean Vranic con il dispositivo Vitastiq
    www.youtube.com

    Il principio di funzionamento della penna è l’elettroagopuntura ( Electroacupuncture, EAV), che consiste nella applicazione di corrente elettrica a bassissimo voltaggio agli aghi di agopuntura come mezzo per stimolare gli agopunti e potenziare, quindi, l’effetto del trattamento con aghi.
    Gli apparecchi elettrici (di solito alimentati a batteria) che vengono utilizzati in questa particolare agopuntura sono dei generatori di impulsi, la cui forma, frequenza ed intensità possono essere modificati a seconda degli effetti terapeutici che l’operatore vuole ottenere.

    Electroacupuncture (EAV)

    La metodologia EAV fornisce un metodo di screening non invasivo, rapida per determinare squilibri di salute, che possono essere utili in caso di carenze subcliniche.
    E’ una metodologia diagnostica sviluppata dal medico tedesco Reinhold Voll nel 1950, il quale, nella sua ricerca, ha riscontrato che ogni punto del nostro corpo possiede una propria conducibilità elettrica.
    Proprio questi punti individuati da Roll costituiscono quelli che nell’agopuntura vengono chiamati meridiani, definiti come “condotti”, in grado cioè di unire parti diverse del corpo, come ad esempio la regione temporale della testa con la faccia esterna del piede oppure il polmone con l’estremità del pollice.
    Lo stesso Roll individuò che quando si verificavano cambiamenti nel funzionamento o nella struttura di un organo interno cambiava anche la conducibilità dei suddetti punti e che, soprattutto, poteva essere misurata.
    La nuova generazione di dispositivi EAV sono costituiti da software specializzati, anche se essenzialmente ogni dispositivo di questo genere è un misuratore di conducibilità.
    Ogni punto meridiano viene misurato tramite una sonda appuntita e può essere rilevato in diversi soggetti, indipendentemente dalla loro età, sesso, peso o etnia.

    Se l’esito della misurazione è pari a 50 (valore tempoinvariante), suggerisce la presenza di un punto meridiano energicamente sano e bilanciato. Nel caso in cui si verificasse una misurazione all’incirca di 65 implicherebbe un’irritazione mentre letture di 75 e oltre indicherebbero una vera e propria infiammazione.
    Misurazioni al di sotto del 50 significherebbero una bassa energia nel punto mediano.
    Il metodo EAV è stato documentato e dimostrato in oltre un decennio di studi ospedalieri in Germania e oggi è ampiamente utilizzato in tutta Europa da oltre 25.000 medici.

    Rilevamento semplice e veloce

    La penna Vitastiq viene quindi semplicemente appoggiata su precisi punti delle mani, dei piedi e di tutto il corpo, ognuno dei quali appunto con una conducibilità propria, così che ogni corrente elettrica permette alla penna di misurare i livelli di alcuni elementi chiave.
    Si può altresì misurare lo stato di vitamine e minerali, così come degli acidi biliari, acidi grassi, omega-6 e omega-3, glucosamina, coenzima Q10, emoglobina, la pepsina, e lo stato delle proteine.

    Rilevamento del livello di vitamina nel punto mediano situato nella mano
    Rilevamento del livello di vitamina nel punto mediano situato nella mano
    www.vitastiq.com

    Essendo collegato ad un’app per smartphones è dunque anche possibile salvare e valutare i dati, in modo tale da permettere all’utente di tener traccia dei propri miglioramenti e di imparare a scegliere correttamente i vari nutrimenti.

    Come si può evincere dalle immagini seguenti, esistono punti “prediletti” per il monitoraggio di vitamine e minerali ben precise.

    Punti mediani della mano con relativi valori da poter misurare
    Punti mediani della mano con relativi valori da poter misurare
    www.vitastiq.com
    Punti mediani del piede con relativi valori da misurare
    Punti mediani del piede con relativi valori da misurare
    www.vitastiq.com
    altri punti mediani del corpo con relativi valori da poter misurare
    altri punti mediani del corpo con relativi valori da poter misurare
    www.vitastiq.com

    Chiaramente è un dispositivo che può incuriosire, ma può anche e soprattutto svolgere un importante compito di prevenzione: spesso, infatti, la carenza di vitamine e minerali viene rilevata solo in seguito alla comparizione di sintomi.
    Con il Vitastiq è perciò possibile monitorare lo stato delle vitamine e dei minerali regolarmente, in modo da mantenere uno stile di vita adeguato e in forma.

    La stessa Dr. Vesna Goricki, agopunturista e specialista nel EAV asserisce

    Dr. Vesna Goricki
    Dr. Vesna Goricki
    www.vitastiq.com

    “Vitastiq è un dispositivo rivoluzionario per misurare il nostro apporto di vitamine e minerali. Sono stati necessari molti anni di pratica e di esperienza nell’utilizzo di apparecchiature specialistiche basate sulla EAV per rendere chiaro che il dispositivo Vitastiq e la sua app hanno il giusto potenziale per cambiare il nostro intero approccio alla salute. Vitastiq è un prodotto efficace , facile da usare, che porta il metodo EAV diritto nelle nostre mani. La mia famiglia ed io abbiamo utilizzato Vitastiq come semplice mezzo per valutare le nostre carenze vitaminiche e di minerali. I controlli regolari ci hanno permesso di modificare la nostra assunzione di cibo e, se necessario, di integrarla e stiamo già sentendo i benefici. Con lo sviluppo di Vitastiq , prestare attenzione alla nostra salute quotidiana non è mai stato così facile : preservare un sano stile di vita è letteralmente a portata di mano, finalmente!”

    Close-Up Enginnering

    Protesi della mano sensibili con l’uso di “Pelle Artificiale”

    Nei laboratori Zhenan Bao a Stanford, i ricercatori stanno strutturando nuovi materiali.
    Lo scopo è quello di creare protesi della mano sensibili con l’uso di “Pelle Artificiale”.
    La mano umana ha 17.000 unità tattili – composte di cinque grossi tipi di recettori: recettori liberi, corpuscoli di Meissner, dischi di Merkel, corpuscoli di Pacini e terminazioni di Ruffini – che ci consentono di trattenere gli oggetti e ci collegano, in un certo qual modo, al mondo fisico attraverso la pelle che, difatti, costituisce la nostra interfaccia verso il mondo esterno. Risulta semplice arrivare alla deduzione che una mano protesica o almeno quelle presenti attualmente sul mercato non possiede tale numero di sensori. Proprio partendo da questo dato effettivo alla Zhenan Bao si spera di mutare la situazione.

    Dunque: Come dare alle protesi della mano sensibilità reale?

    La risposta viene fornita dalla professoressa Bao, vincitrice di un MIT Technology Review Innovator Under 35 nel 2003 e docente di ingegneria chimica alla Stanford University, che ha trascorso un decennio cercando di sviluppare un materiale che riproduca la capacità della pelle di flettere e prima tra tutte quella di guarire e fungere da rete di sensori finalizzati a trasmette segnali tattili, temperatura e dolore al cervello.

    Le aree di ricerca del Gruppo Bao includono la sintesi di materiali organici e polimerici, design organico, dispositivi elettronici e lo sviluppo di applicazioni per l’elettronica organica. Il loro approccio è multidisciplinare e coinvolge competenze in ambito chimico, dell’ingegneria biomedica, scienza dei materiali, fisica ed ingegneria elettrica. I dispositivi di interesse attuale sono transistor organici e nanotubi di carbonio a film sottile, celle fotovoltaiche organiche, sensori biologici e interruttori molecolari.

    Espositore sensori per Protesi della Mano
    Ogni dito su questa mano espositore in legno è dotato di un sensore di contatto elastico collegato a conduttori elettrici che trasportano i dati ad un centro di controllo elettronico flessibile sul palmo | Close-up Engineering

    Questi dispositivi sono utilizzati come strumenti di caratterizzazione per gli studi fondamentali di trasporto di carica e fotofisica. Essi sono anche di interesse pratico per l’elettronica su scala nanometrica, fonti energetiche alternative a basso costo e la vasta area dei circuiti flessibili in plastica.

    Lo scopo?

    Creare un tessuto integrato con sensori che ricoprendo la protesi della mano è in grado di replicare alcune delle funzioni sensoriali della pelle in modo da contribuire ad alleviare, tra tutte le limitazioni di un arto protesico, una delle sintomatologie più diffuse in coloro che si trovano a convivere con la mancanza di un arto: la sindrome dell’arto fantasma.

    Zhenan BaoQuesta è la prima volta che un materiale simil-pelle flessibile è capace di rilevare la pressione e trasmettere un segnale ad un componente del sistema nervoso

    Il cuore della tecnica?

    Una costruzione a due strati.
    Lo strato superiore crea un meccanismo di rilevamento della pressione e lo strato inferiore agisce come un circuito per trasportare segnali elettrici e tradurli in stimoli biochimici compatibili con le cellule nervose. Close-up EnginneringPer creare questo nuovo materiale che funga come pelle artificiale per la protesi della mano, i ricercatori del gruppo Bao sono riusciti a mescolare e compattare diversi “ingredienti” in modo da rendere il tessuto robusto e capace di ripararsi in tempi rapidi. Il componente principale è un polimero plastico composto da lunghe catene di molecole unite da legami a idrogeno. Questi legami molecolari sono relativamente facili da spezzare ma quando vengono nuovamente in contatto, permettono  un rapido raggruppamento delle molecole “rigenerando” la struttura originale.
    Questa base polimerica dona inoltre al materiale il vantaggio di risultare morbido e flessibile. In laboratorio i ricercatori hanno aggiunto a questo mix polimerico delle sferette di nickel grandi pochi micron. Queste micro-sfere non solo rendono il tessuto più resistente, ma incrementano notevolmente la conducibilità elettrica del materiale grazie all’uso di piccole punte presenti sulle sferette capaci di concentrare il campo elettrico e rendere così più facile lo scorrimento degli elettroni nel materiale. Tale tessuto dunque può essere utilizzato ed insidiato sulle protesi della mano come sensore per riprodurre in formato digitale il senso del tatto. Il cardine su cui si regge il tatto artificiale sono le micro-sfere di nickel che facilitano il percorso degli elettroni: “rimbalzando” da una sfera all’altra, gli elettroni possono così spostarsi più facilmente nel polimero.Close-up Enginnering Imprimendo una piccola pressione sulla “pelle artificiale”, il gap fra le sfere muta alterando quindi la conducibilità elettrica. Monitorando il flusso di corrente elettrica che attraversa il materiale è possibile dunque stabilire se la pelle artificiale è sottoposta a tensioni o pressioni: questo rende possibile “percepire”  ad esempio la pressione corrispondente alla stretta di mano. Per analizzare la sensibilità i ricercatori hanno innestato il tessuto su un piccolo manichino concludendo così la grande utilità di questo materiale per la realizzazione di protesi della mano.

    Close-up EnginneringIn conclusione il test sicuramente più notevole riguarda la capacità di “guarigione”: dopo aver applicato una leggera pressione si è osservato che in pochi secondi il materiale aveva recuperato il 75% della resistenza e conduttività originale. In meno di mezz’ora poi il materiale era tornato intatto: un’abilità spettacolare se paragonata a quella della pelle umana il cui self-repair impiega almeno qualche giorno.

    Non ci resta che attendere ulteriori sviluppi in merito a quest’intuizione portentosa che ha generato un’idea che si dimostrerà vincente.


    Vuoi leggere i nostri articoli senza pubblicità?

    Sostieni il nostro progetto e avrai la possibilità di: