Comprendere a pieno le dinamiche e i meccanismi che si instaurano la le cellule tumorali ed il circostante tessuto sano è una delle chiavi per arrivare a diagnosi e cure sempre più efficaci. La nuova tecnica di imaging tissutale presentata dai ricercatori dell’Università dell’Illinois nella recente pubblicazione su Nature Communications punta a fare un grande passo avanti in questa direzione.

Cos’ha di speciale? Rispetto alle tradizionali tecniche per la diagnosi istopatologica, che di solito consistono nella rimozione di un campione di tessuto e l’utilizzo di marcatori, questo nuovo sistema di microscopia permette una visualizzazione in tempo reale del tessuto vivente, anche direttamente all’interno dell’essere vivente, senza l’aggiunta di alcun colorante, o altre sostanza chimiche.

Microscopia SLAM

Imaging tissutale microscopia SLAM
Imaging tissutale con microscopia SLAM: leucociti che viaggiano all’interno di un vaso sanguigno.
Credits: Stephen Boppart/University of Illinois

Quella che prende il nome di microscopia SLAM (Simultaneous Label-free Autofluorescence-Multiharmonic) utilizza specifici impulsi di luce per ottenere immagini simultanee con più lunghezze d’onda. Pur non essendo prima tecnica che esclude l’utilizzo di marcatori ha il vantaggio, rispetto alle altre, di poter raccogliere contemporaneamente molteplici informazioni da cellule e tessuti, riuscendo a catturare dettagli a livello molecolare e dinamiche come il metabolismo. In questo modo è possibile, ad esempio, monitorare la progressione dei tumori e le modalità con le quali le cellule cancerogene interagiscono con il tessuto sano.

Lo studio condotto dal gruppo di ricerca, guidato dal Dr. Stephen Boppart, ha coinvolto dei tumori mammari nei ratti ed ha portato ad interessanti risultati:

Sappiamo che il tumore è lì, ma i tumori supportano un intero ecosistema nel tessuto. Reclutano cellule sane per sostenerle. La microscopia SLAM ci consente di avere un quadro completo di questo microambiente tumorale in continua evoluzione a livello subcellulare, molecolare e metabolico negli animali viventi e nel tessuto umano. Monitorare quel processo può aiutarci a capire meglio la progressione del cancro, e in futuro potrebbe portare a una diagnosi migliore di quanto sia avanzato un tumore, e migliori approcci terapeutici volti a fermare la progressione.

Afferma Boppart.

In particolare, è stato osservato come le cellule sane vengano “reclutate” attraverso il rilascio di vescicole. Le cellule così reclutate rilasciano a loro volta vescicole che attirano altre cellule instaurando un pericoloso circolo vizioso.

I ricercatori stanno approfondendo questo aspetto ed intanto stanno lavorando ad una versione portatile della SLAM, così che possa essere utilizzata anche in ambiente clinico.

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