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Theator: ridurre a zero il rischio negli interventi chirurgici con la smart surgery

Nessun intervento chirurgico è esente da rischi, a volte causati da errori umani altre volte imprevedibili e fatali. Prevederli ed evitarli, massimizzare i benefits e azzerare gli errori, questo è il modello Theator.

Categorie Chirurgia · Medicina

L’Intelligenza Artificiale è in continuo miglioramento e i sistemi di upgrade le permettono di integrarsi sempre più assiduamente nella nostra quotidianità, lavorativa e privata. Le macchine possiedono il CarPilot, gli assistenti vocali sono diventati essenziali nella gestione della domotica, software influenzano decisioni aziendali. L’IA, come quella della startup Theator, ci permette quindi di migliorare le nostre attività, risparmiare tempo e soprattutto commettere meno errori decisionali e tecnici.

Una delle sfide che più hanno stimolato l’uomo nella ricerca e nel progresso è stata il continuo miglioramento delle tecniche chirurgiche. Dal salasso romano alla lobotomia fino alla laparoscopia moderna, tecniche sempre più raffinate hanno permesso ai chirurghi di eseguire interventi complessi, con alto rischio d’errore e molte incertezze. La nuova frontiera della chirurgia moderna è Theator, una startup con sede a San Mateo in California che sta provando a superare e migliorare la chirurgia attuale.

Obiettivi di Theator

Credits: Theator

Theator ha un centro di ricerca e sviluppo a Tel Aviv fondata da Tamir Wolf e Dotan Asselmann. L’azienda, con l’aiuto di Nvidia Inception (un programma di accelerazione per le startup impegnate nei campi dell’IA, dell’high computer performing e dei big data) sta sviluppando un software in grado di migliorare i processi decisionali in sala operatoria tramite l’ausilio di un’ IA.

Ad oggi l’abilità chirurgica dei singoli operatori è limitata all’esperienza visiva e pratica che hanno sviluppato durante la loro carriera. L’obiettivo di Theator è quindi finalizzato al miglioramento dell’esperienza chirurgica prima, durante e dopo l’intervento. La finalità principale della startup è di fermare le procedure chirurgiche prima di eventuali errori. E lo sta facendo analizzando i video di interventi chirurgici provenienti da tutto il mondo.

A cosa serve l’IA?

Un singolo chirurgo può studiare e revisionare un numero ridotto di interventi chirurgici. Qui interviene l’IA, che analizzando gli interventi e sviluppando i dati acquisirà le competenze necessarie per guidare l’operatore nei processi decisionali durante i momenti cruciali dell’intervento. Gli interventi verranno filmati, analizzati e caricati su un cloud accessibile a tutti i medici dalle sale operatorie.

Una volta che i video sono stati elaborati dall’IA, il team di sala può immediatamente visualizzare i momenti critici in cui sono state prese decisioni importanti. Ogni procedura viene memorizzata e aggiunta al database di training di Theator, ampliando cosi la comprensione dei suoi modelli. L’intelligenza artificiale permetterà inoltre di revisionare l’intervento una volta terminato e soprattutto di fornire assistenza pre-operatoria esplicando al chirurgo tutte le complicazioni e conseguenze di una determinata procedura.

Theator e la chirurgia autonoma

Theator

Secondo il team di Theator, entro un anno o due il cloud potrebbe essere sostituito da un supporto chirurgico in tempo reale che grazie ai suoi algoritmi sarà in grado di guidare il medico durante interventi mini-invasivi. Il live surgery support sarà in grado di prevedere e analizzare possibili sanguinamenti, lacerazioni involontarie e guidare il chirurgo verso una determinata procedura analizzando accuratamente la zona anatomica.

Theator: uno sguardo al futuro

Integrare l’IA in chirurgia permetterà di ampliare conoscenze e tecniche riducendo il margine di errore quasi a zero e migliorando il decorso-post operatorio. Benefits che leniranno bilanci e reparti ospedalieri permettendo (soprattutto nei paesi in via di sviluppo) alle sale operatorie di essere più efficienti.

L’analisi finale dei dati fornirà gli strumenti per un’accurata e oggettiva valutazione del chirurgo nelle specifiche manovre e permettendo l’elaborazione di protocolli universali unici in grado di colmare i dislivelli delle varie unità chirurgiche.

L’integrazione di Theator con sistemi come da Vinci aprono a  scenari sempre più interessanti e stimolanti. Da un lato, una macchina in grado di superare limiti e imprecisioni della mano umana, dall’altra un’ IA che supporta il chirurgo nei momenti critici riducendo errori e tempi decisionali spesso fondamentali sul tavolo operatorio.

A cura di Federico Ricerca

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