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Tumori gastrointestinali: l’evoluzione della terapia CAR-T

Le recenti ricerche dimostrano che la terapia con cellule CAR-T potrebbe avvantaggiare i pazienti non solo con tumori maligni ematologici, ma anche con tumori solidi come quelli del tratto gastrointestinale.

Categorie Ingegneria cellulare e tissutale · Innovazione · Medicina

Recentemente, in Cina, la terapia CAR-T ha registrato un’efficacia promettente in uno studio preclinico per la cura del cancro gastrico. Partendo da questi risultati, è iniziata un’analisi intermedia di uno studio clinico di fase 1 in pazienti affetti da tumori gastrointestinali precedentemente trattati.

Sorprendentemente, è emerso che in questi pazienti il tumore si è ridotto. Questo esito suggerisce che la terapia con cellule CAR-T potrebbe diventare una valida opzione per i pazienti con tumori dell’apparato digerente.

Cos’è un tumore gastrointestinale?

I tumori di questa tipologia sono molteplici, tra questi troviamo quelli che interessano le zone dello stomaco, del colon, del pancreas e dell’esofago. Dunque, il cancro gastrointestinale interessa tutte le aree dell’apparato digerente.

tumori gastrointestinali
Apparato digerente umano – Credits: National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases

I fattori di rischio principali sono:

  • l’utilizzo di alcol e fumo che provocano un’irritazione cronica della mucosa esofagea;
  • il reflusso gastro-esofageo (MRGE), infatti il reflusso cronico si associa nell’8-10% dei casi alla presenza di una lesione pre-neoplastica;
  • un elevato BMI, questo aumenta di circa 7 volte il rischio di tumori ed aumentata l’incidenza della comparsa del reflusso gastro-esofageo;
  • la dieta, una buona alimentazione presenta un’azione di tipo protettivo dalla comparsa di questa tipologia di cancro;
  • delle patologie persistenti come: la sindrome di Plummer-Vinson, l’anemia sideropenica, la fragilità ungueale e l’esofagite.

Funzionamento della terapia CAR-T

La terapia con cellule CAR-T ha come obiettivo una proteina largamente espressa nelle cellule tumorali, specialmente in quelle del tratto gastrointestinale, ossia CLDN18.2.

CLDN18.2 è l’isoforma gastrica-specifica della proteina a giunzione stretta di CLDN18; essendo altamente espressa in più tipologie di tumori questo la rende un potenziale bersaglio per la terapia anti-tumorale. L’anticorpo monoclonale Zolbetuximab è il primo trattamento mirato a CLDN18.2 in fase di sviluppo clinico.

I pazienti con tumori gastrointestinali, inclusi il cancro gastrico ed il cancro del pancreas, hanno generalmente una prognosi sfavorevole, con opzioni di trattamento limitate.

La terapia con cellule CAR-T è un’immunoterapia in cui le cellule T di un paziente vengono modificate in modo che possano riconoscere e uccidere le cellule tumorali. Questa terapia, inoltre, è approvata per il trattamento di tumori ematologici, come la leucemia. Purtroppo, il potenziale della terapia CAR-T nel trattamento dei tumori solidi rimane difficile da capire perché vi sono delle difficoltà nel trattamento di questa tipologia di cancro.

Funzionamento terapia car t
Funzionamento terapia CAR-T – Credits: Cleveland Clinic

Il nuovo studio si pone l’obiettivo di verificare l’efficacia e la sicurezza clinica di questo nuovo approccio in pazienti affetti da cancro gastrointestinale.

Nuovo studio sui tumori gastrointestinali

Nelle analisi iniziali dello studio clinico di fase 1 sui linfociti CAR-T mirati a CLDN18.2 sono stati reclutati pazienti adulti (età media di 53 anni) con tumori avanzati dell’apparato digerente i cui tessuti tumorali esprimevano CLDN18.2 come confermato dall’immunoistochimica (IHC); nel dettaglio: 37 pazienti in totale, 28 con cancro gastrico o adenocarcinoma, 5 con cancro al pancreas e 4 con altri tipi di tumore all’apparato digerente.

In particolare, l’obiettivo principale è stato quello di valutare un profilo di sicurezza accettabile dopo la prima infusione di cellule CAR-T, in questo senso non sono state osservate tossicità predefinite. 

Tumori gastrointestinali
a) Variazione delle dimensioni del tumore dopo il trattamento nei pazienti con lesioni bersaglio. b) Le migliori risposte di ciascun paziente valutate secondo RECIST 1.1 dal team di ricercatori, in seguito raggruppate per dose. c) Lesione tumorale dell’ombelico e sua evoluzione durante la terapia – Credits: Nature Medicine

Il secondo obiettivo riguardava l’efficacia del trattamento, il tasso di risposta globale ed il tasso di controllo della malattia sono stati rispettivamente: 48,6 % e 73,0 % in tutti i pazienti trattati e, nello specifico, 57,1 % e 75,0 % nei pazienti con cancro gastrico. Dunque, si è ottenuta una visibile riduzione del cancro trattato. Questi dati danno nuove informazioni sull’utilizzo delle cellule CAR-T per il trattamento dei tumori solidi e ne dimostrano l’efficacia.

Prospettive della ricerca attuale

risultati ottenuti sono molto incoraggianti, questo perché attualmente i pazienti con questa tipologia di tumori hanno poche e opzioni per la cura della patologia.

Lo studio risulta ancora in una fase iniziale e sarà necessario condurre studi clinici su ampia scala prima che le terapie con cellule CAR-T possano essere utilizzate quotidianamente per la cura dei tumori gastrointestinali, ma i dati raccolti fanno ben sperare che in futuro questa terapia possa garantire un trattamento più efficace ai pazienti colpiti da questa tipologia di cancro molto aggressivo.

FONTI VERIFICATE