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Zanzare, lo studio che elimina la possibilità di trasmissione del coronavirus

Tra le tante vie di contagio del coronavirus, l’ipotesi che anche le zanzare potessero trasmetterlo, si è fatta largo nella mente di molti. Uno studio italiano ha permesso di scartare tale possibilità grazie a degli esperimenti condotti in laboratorio.

COVID-19 (COronaVIrus Disease 19) è una malattia respiratoria causata dal virus denominato SARS-CoV-2, appartenente alla famiglia dei coronavirus. Vengono detti ”coronavirus” per via della loro forma: con l’utilizzo di un microscopio elettronico, si può osservare la presenza di glicoproteine superficiali che ricordano, appunto, la forma di una corona.

Il periodo d’incubazione del virus nell’uomo va dai 2 ai 14 giorni circa, durante i quali la persona può comunque essere contagiosa. Le principali vie di contagio dirette sono le goccioline respiratorie, mentre, tra quelle indirette, si ricorda il toccarsi il volto con le mani dopo essere entrato in contatto con superfici contaminate (da qui l’importanza di utilizzare i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), come le mascherine, e avere cura di lavarsi e igienizzare spesso le mani).

Oltre alle vie di contagio note, ne esistono altre? Il timore di molti è, ad esempio, che possa trasmettersi con le zanzare. Se una zanzara punge una persona infetta e quindi preleva il suo sangue, questa può essere un vettore di contagio?

Zanzare e coronavirus, la risposta da uno studio italiano

Con l’arrivo del caldo e, purtroppo, anche delle zanzare, questo timore si è fatto sempre più presente nella mente delle persone. Questi insetti, oltre a causare tutti i fastidi che conosciamo bene, sono anche portatori di una serie di virus, batteri o parassiti che possono causare malattie più o meno gravi come ad esempio la malaria o la febbre gialla. Numerosi sono però i virus che non riescono a sopravvivere nelle zanzare come ad esempio quello dell’ebola e dell’HIV: questo perché alcuni virus sono incapaci di adattarsi ad altri organismi o, per farlo, hanno bisogno di un tempo d’incubazione (cioè il tempo che intercorre tra quando si è stati contagiati a quando la malattia si manifesta) più lungo della vita media di una zanzara che è solitamente di una settimana.

Studio zanzare e coronavirus
Studio in laboratorio della trasmissibilità del coronavirus attraverso le zanzare Credits: IZSVe

La dottoressa Elena Azzolini della Direzione Medico Sanitaria di Humanitas ha affermato che, sulla base di caratteristiche note su questi insetti, si esclude che le zanzare siano un vettore di contagio di Sars-CoV-2: essendo un virus che si trasmette principalmente attraverso le goccioline di saliva, la trasmissione tramite vettori è scartata. Una zanzara, per essere in grado di infettare, deve replicare al suo interno l’agente patogeno e questo non succede nel caso del coronavirus quindi, non può contagiare altre persone. Inoltre, il virus è maggiormente presente nelle vie dell’apparato respiratorio e meno nel sangue.

Da uno studio condotto da un team di entomologi e virologi dell’ISS (Istituto Superiore della Sanità) in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (IZSVE), attraverso prove di infezione sperimentale, si è valutata la capacità di una zanzara di infettare (sia zanzara tigre che comune). In laboratori di alta sicurezza (BLS3), è stato somministrato alle zanzare un pasto di sangue infetto con alte dosi di COVID-19. Il virus non è stato in grado di replicarsi nel corpo delle zanzare e, al termine delle analisi, tutti gli insetti sono risultati negativi.

Questo permette di rispondere in modo chiaro e definitivo alle preoccupazioni legate al ruolo delle zanzare nella trasmissione del Covid-19.

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Valentina Dentatohttp://biomedcue.it
Laureata magistrale in ingegneria biomedica presso l'Università degli studi di Napoli Federico II. Appassionata di tutto ciò che riguarda il mondo biomedicale, dalle tecnologie ICT al contributo che la bioingegneria può dare alla medicina. Appassionata di sport e viaggi.