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Angel’s wings: ali di angelo più forti del Parkinson

Qualche tempo fa vi abbiamo parlato a di un dispositivo pensato per i pazienti affetti da Parkinson: Angel’s Wings.

“Angel’s Wings è un “tramite” per ritornare padroni di alcune azioni, o meglio, movimenti, e determinate capacità di controllo, persi a causa della malattia di Parkinson. […] L’utilizzo continuativo di Angel’s Wings , e nel particolare dei movimenti specifici che questo permette, riesce a portare ad un miglioramento globale che aiuta anche ad un miglior controllo, ad esempio, delle gambe. […] ” Dal profilo Facebook di Angel’s Wings – Benessere e Parkinson.

Il neuroingegnere Luca Valerio Messa ideò questo dispositivo proprio per distendere i muscoli cervici-dorsali e delle spalle. Infatti, il morbo di Parkinson, malattia neurodegenerativa, si manifesta in primo luogo limitando le funzioni motorie: tremori, rigidità e il camminare risulta lento con postura incurvata e passo strascicato.

Ad oggi, purtroppo, non c’è una cura, però si possono limitare le disfunzioni provocate dalla malattia. Angel’s Wings fa parte proprio della categoria dei dispositivi volti a migliorare la condizione di vita dei pazienti. 

Di recente, sono stati pubblicati i primi risultati ottenuti dall’innovativo macchinario, su PubMed Central®.

Sviluppi del progetto Angel’s Wings

A novembre 2017, in occasione della Giornata del Parkinson l’ing. Messa ha avuto modo di dimostrare il reale funzionamento del macchinario. Ha, infatti, illustrato i progressi di un paziente di 74 anni affetto dal morbo di Parkinson da più di 6 anni. Il paziente, in seguito alle sessioni di allenamento previste con il macchinario, riusciva a muoversi in modo meno difficoltoso, con il busto più retto, quasi con fluidità. Non solo. Analizzando le neuroimmagini ricavate dopo i primi due mesi di utilizzo del dispositivo, è parso che nella corteccia motoria primaria, nell’area motoria supplementare di sinistra e nella corteccia celebrale di sinistra ha riiniziato a fluire il sangue. Diversi studi dimostrano che la bradicinesia, cioè la difficoltà dei movimenti, è appunto correlata alle alterazioni neurofisiologiche della corteccia motoria primaria. Continuando con lo studio delle neuroimmagini è risultata una continua riattivazione delle zone cerebrali, prima in difetto.

Angel's Wings e Parkinson

Funzionamento del dispositivo

L’ing. Messa e il suo team hanno studiato l’applicazione di Angel’s wings su un gruppo di dieci persone, affette dal morbo di Parkinson, che presentavano gli stessi deficit. I primi miglioramenti, a seguito dell’utilizzo del dispositivo si sono ottenuti dopo 8 settimane, durante le quali i pazienti si sono “allenati” con una frequenza di due soli giorni a settimana. Ogni sessione prevede 5 serie di due minuti di esercizio, raggiungendo 60 ripetizioni per ogni serie. Le ripetizioni prevedono un aumento e decremento dei pesi da utilizzare, partendo da 2 kg fino ad arrivare a 7kg, in modo ciclico. In questo modo i muscoli dei pazienti si riattivano. Il tipo di training è detto piramidale, proprio perché c’è un’ascesa ed una discesa dei pesi. L’allenamento avviene sotto la supervisione di un allenatore e viene supportato anche da un dispositivo Microsoft Kinect, che consente di controllare che i movimenti vengano effettuati con il minimo errore possibile.

Gli ideatori di Angel’s Wings si dicono molto soddisfatti dei risultati che stanno ottenendo. Può essere considerata una vera e propria rivoluzione nell’ambito del morbo di Parkinson, in primis, e nell’ambito di altri disturbi che interessano il sistema motorio.

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Antonella Baronehttps://biomedicalcue.it
Studentessa di ingegneria industriale presso l'Università degli studi dell'Aquila e appassionata, da sempre, dell'ambito biomedico.