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Scoperti i più piccoli anticorpi per Covid 19: realizzato promettente farmaco

Da un lato si lavora per un vaccino, dall'altro per trovare cure per salvare le persone colpite dal virus

Si sa che l’unica soluzione definitiva al Covid 19 è il vaccino ma, tra tempi di sperimentazione lunghi per valutare al meglio efficacia e sicurezza ed eventuali stop temporanei dei test (come è successo al vaccino firmato AstraZeneca che ha interrotto, ma ora ripreso, la somministrazione per una infiammazione anomala al midollo spinale in uno dei partecipanti), le dosi per tutti non saranno disponibili prima di metà 2021 perciò, molti scienziati stanno lavorando per trovare delle cure efficaci, tra questi l’Università di Pittsburgh ha isolato i più piccoli anticorpi in grado di neutralizzare il Covid 19.

Dai nuovi anticorpi al farmaco Ab8 contro il Covid 19

La nuova molecola biologica è 10 volte più piccola di un anticorpo naturale e ciò offre numerosi vantaggi per l’utilizzo, somministrazione e diffusione nell’organismo, motivo per cui è stata impiegata per realizzare un farmaco, chiamato Ab8, per un potenziale uso terapeutico e/o profilattico contro il SARS-CoV-2.

L’idea di questa sperimentazione è arrivata da Dimiter Dimitrov, direttore del Pitt’s Center for Antibody Therapeutics e tra i primi a scoprire gli anticorpi neutralizzanti per il coronavirus SARS originale nel 2003, che ha osservato gli studi clinici sul trattamento con plasma convalescente di soggetti guariti dal Covid 19 ed ha concluso che, qualora venisse dimostrata la reale e duratura efficienza, non è detto che avremmo una quantità di plasma sufficiente per soddisfare tutte le richieste, motivo per cui isolare il gene per uno o più anticorpi che bloccano il virus consentirebbe la produzione di massa.

La proteina spike come esca in un mare di anticorpi

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Il minuscolo componente dell’anticorpo è il dominio variabile delle catene pesanti (VH) di un’immunoglobulina ed è stato trovato “pescando” in un pool di oltre 100 miliardi di potenziali candidati, infatti grazie alla continua evoluzione della ricerca, oggi abbiamo a disposizione librerie enormi con miliardi di anticorpi che possono essere utilizzati nella lotta con i nuovi virus in circolazione. Come?

A febbraio, Wei Li, vicedirettore del Centro per gli anticorpi terapeutici di Pitt, ha isolato la proteina spike del Covid 19 per inserirla nei vetrini dove erano presenti campioni di sangue con anticorpi con l’obiettivo di sfruttarla come un’esca con la quale attrarre le molecole più affini che, quindi, si legavano più facilmente e, tra i candidati terapeutici è stato trovato Ab8.

Successivamente, è stato testato utilizzando il virus Sars-CoV-2 in vivo e si è osservato che per concentrazioni molto basse era in grado di bloccare completamente l’ingresso del virus nelle cellule. Dunque, i risultati erano molto promettenti e hanno permesso di continuare la sperimentazione, questa volta sui topi con concentrazioni variabili di Ab8: anche alla dose più bassa, il farmaco ha ridotto di 10 volte la quantità di virus infettivo in quei topi rispetto alle loro controparti non trattate. 

Alternative vie di somministrazione del farmaco Ab8

Per il momento, il farmaco Ab8 si è dimostrato altamente efficace nel trattamento del Covid19 in topi e criceti e le sue dimensioni ridotte non solo aumentano il suo potenziale di diffusione nei tessuti per neutralizzare meglio il virus, ma consentono anche di somministrare il farmaco per vie alternative, compresa l’inalazione o per via intradermica piuttosto che per via endovenosa attraverso una flebo, come la maggior parte degli anticorpi monoclonali attualmente in fase di sviluppo.

Inoltre, non si lega alle cellule umane, un buon segno che non avrà effetti collaterali negativi nelle persone.

La pandemia COVID19 è una sfida globale per l’umanità, ma è probabile che la scienza biomedica e l’ingegnosità umana la superino. Ci auguriamo che gli anticorpi che abbiamo scoperto contribuiranno a questo trionfo

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Margherita de Respinishttps://biomedicalcue.it
Laurea di I livello in Ingegneria Biomedica, presso l'Università di Bologna. Credo che il corpo umano sia una macchina perfetta che talvolta ha bisogno di essere riparata. Quando qualcuno mi chiede cosa fa l'ingegnere biomedico, la mia risposta è semplice: crea pezzi di ricambio per il corpo umano.