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Il caso delle cellule HeLa: arriva il risarcimento ad Henrietta Lacks

Categorie Ingegneria cellulare e tissutale · Medicina

Il 29 ottobre 2020 l’Howard Hughes Medical Institute (HHMI) ha donato un’ingente somma di denaro alla Henrietta Lacks Foundation come risarcimento alla famiglia per l’utilizzo improprio delle cellule di Henrietta Lacks. La donna è stata la donatrice involontaria del più grande ceppo cellulare usato in laboratorio: le cellule HeLa.

La storia di Henrietta Lacks

L’utilizzo di tessuti umani a scopo di ricerca è senza dubbio un argomento complesso. Ancora più controverso era negli anni ’50, quando non esisteva alcuna legge a tutela del prelievo dei tessuti o che regolasse il consenso informato. E’ il 1951 quando negli Stati Uniti d’America vengono prelevate le cellule di Henrietta Lacks senza il suo consenso. Alla donna afroamericana era stato diagnosticato un cancro alla cervice uterina, a causa del quale morì dopo soli 7 mesi. In un periodo in cui la questione razziale era molto più accesa di oggi, non informare il paziente sembrava essere la prassi.

Herietta Lacks si presentò al John Hopkins Hospital a Baltimora, nel Maryland, uno dei pochi ospedali disposto a curare gli americani dei ceti meno abbienti. Il trattamento proposto ad Henrietta prevedeva l’utilizzo di capsule di radio intorno al collo dell’utero per uccidere le cellule cancerose. Il fatto non singolare fu la moltiplicazione di queste cellule: si duplicavano molto più velocemente di quanto non riuscisse a distruggerle il radio. Proprio per questo motivo la malattia spense la signora Lacks molto rapidamente. E’ il biologo del John Hopkins Hospital George Gey ad analizzare le cellule tumorali in laboratorio per la prima volta, notando che queste non morivano affatto. Fino ad allora tutte le colture cellulari cresciute in vitro non sopravvivevano più di un paio di giorni, mentre queste si riproducevano ogni 24 ore.

HeLa: le cellule immortalizzate

La scoperta dell’immortalità delle cellule di Henrietta ebbe un impatto straordinario nel mondo della ricerca scientifica. Soprannominate ‘HeLa’, le cellule contengono 82 cromosomi rispetto ai soliti 46. Inoltre, vi sono quattro copie del cromosoma 12 e tre copie dei cromosomi 6,8 e 17. Questa mutazione nel corredo genomico è indotta in seguito all’infezione da papilloma virus, responsabile di quasi tutti i carcinomi cervicali. In che modo le cellule HeLa rappresentano una grande opportunità per la ricerca?

Credits: life.startupitalia.eu

Il fatto eccezionale fu proprio la possibilità di effettuare studi su uno stesso tipo di cellule, coltivate nello stesso mezzo e nelle stesse condizioni: questo garantisce un livello di confronto dei risultati ottenuti nelle ricerche senza precedenti. Le Hela consentono il loro trasferimento in vitro senza morire, superando il limite di moltiplicazione cellulare di 52 divisioni, detto limite di Hayflick. La loro ‘immortalità’ è dovuta all’enzima telomerasi, una sequenza di DNA polimerasi e RNA, mutato dal papilloma virus. Di norma, alle estremità di ciascun cromosoma lineare vengono poste corte sequenze ripetute non codificanti (TTGGGG) dette telomeri, per impedire l’accorciamento progressivo delle molecole di DNA durante la replicazione. Dopo molte divisioni cellulari anche i telomeri si accorciano, e per questo sono i candidati responsabili dell’invecchiamento. Nel caso delle cellule HeLa, la mutazione impedisce ai telomeri di accorciarsi inibendo i normali processi di invecchiamento.

L’utilizzo delle cellule HeLa

Dal 1951 ad oggi le cellule HeLa sono state coinvolte in più di 11.000 brevetti. Ebbe inizio una vera e proprio produzione in massa, consentendo la sperimentazione e di conseguenza tappe fondamentali della medicina moderna. Una di queste è lo sviluppo del vaccino contro la poliomielite. Poi ricordiamo gli studi sul morbillo, HIV e gli effetti delle radiazioni. Possiedono diversi primati: HeLa sono le prime cellule di cui si sono contati i cromosomi e nel 1955 vengono clonate con successo per testare la sensibilità umana su colla e cosmetici. Il potenziale delle cellule di Henrietta si trasformò presto in realtà. A quale costo?

Il risarcimento della scienza alla famiglia Lacks

In tutto questo c’è un particolare umano che è andato trascurato: Henrietta Lacks non ha mai dato il consenso al trattamento e alla sperimentazione sulle sue cellule. Da decenni le cellule HeLa rappresentano un pilastro nella biologia, creando un business da milioni di dollari. La famiglia rimase allo scuro di tutto quello stava succedendo nell’industria farmaceutiche con le cellule di Henrietta, morta all’età di 31 anni. Non essendoci nessuna legge a tutela del prelievo dei tessuti umani per sperimentazione, i parenti di Henrietta si rassegnano.

Ricordo di Henrietta Lacks a Clover, Virginia. Autore: Emw

Nel 2010 la scrittrice Rebecca Skloot pubblica il libro The Immortal Life of Henrietta Lacks, con lo scopo di raccontare la vera storia della famiglia afroamericana. La vicenda raccolse sempre più attenzioni e consenso da parte di una società in cui la scienza non era mai stata in grado di mediare correttamente con il pubblico, al punto che l’autrice decide di istituire la Henrietta Lacks Foundation. L’obiettivo è quello di garantire spese mediche e borse di studio ai membri della famiglia Lacks, le quali condizioni economiche non gli permettevano un’assicurazione sanitaria adeguata. In seguito la fondazione riuscì a garantire sovvenzioni economiche a tutte quelle persone bisognose che hanno dato un contributo alla scienza senza trarne alcun vantaggio economico.

La donazione dell’Howard Huges Medical Institute

Proprio questo 29 ottobre l’Howard Hughes Medical Institute riconosce pubblicamente il danno morale nei confronti della famiglia, la quale continuava a ricevere telefonate e richieste di prelievi sanguigni senza una spiegazione da parte dei medici. L’ente di ricerca dona una grande somma di denaro alla fondazione in onore di Henrietta, ripagando la famiglia dello straordinario contributo delle cellule HeLa nel mondo della medicina. E’ sicuramente una storia controversa, a cavallo tra la necessità scientifica di proseguire la ricerca e il rispetto del diritto dell’individuo in materia di privacy e consenso per il trattamento dei tessuti. La sequenza completa del genoma HeLa è pubblica dal 2013. La sua diffusione è regolata da una commissione del National Institutes of Health (NIH) insieme a due membri della famiglia Lacks.

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