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Indagini dell’ ISS per monitorare l’immunità dopo il vaccino anti-covid

L'ISS ha promosso due studi per valutare efficacia, sicurezza e qualità dei vaccini anti covid. Uno sarà condotto nelle RSA e l'altro interesserà una maggiore fetta della popolazione.

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L’Istituto Superiore di Sanità ha avviato due indagini per monitorare l’immunità data dal vaccino anti-covid. I due studi saranno differenti. Il primo, condotto in collaborazione con la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), riguarderà gli anziani residenti nelle RSA (residenze sanitarie assistenziali). Il secondo, invece, volto sempre a monitorare l’immunità post vaccino, coinvolgerà una fetta più ampia di popolazione, circa 2000 persone per ogni tipo di vaccino disponibile. L’obiettivo dei due studi è, chiaramente, quello di controllare gli effetti del vaccino a breve e a lungo termine. Monitorare la durata e la qualità dell’immunità data dal vaccino è importante anche per capire se ci sarà bisogno di sottoporsi a una nuova vaccinazione.

Studio sull’immunità nelle RSA

Il primo studio per monitorare l’immunità data dal vaccino anti-covid, condotto con la SIGG, denominato GeroVAX, ha l’intento di valutare l’effetto delle vaccinazioni all’interno delle sole RSA. Indagherà sulla risposta immunitaria dei soggetti più fragili, che, infatti, potrebbe essere diversa rispetto a individui più giovani e/o in salute. GeroVAX, a differenza del secondo studio, valuterà gli effetti soprattutto del vaccino Pfizer-BioNTech, essendo quello distribuito nelle RSA.

Chi sarà interessato da GeroVAX

Attualmente, lo studio ha coinvolto già oltre 300 anziani in 26 strutture presenti sul territorio italiano: Lombardia, Toscana, Sicilia, Calabria, Lazio e Veneto. La fase iniziale del monitoraggio non solo intende registrare le eventuali reazioni avverse al vaccino, ma soprattutto la sua efficacia. Saranno presi in considerazione i dati relativi ai nuovi casi di covid, ai ricoveri in ospedale, agli accessi in Pronto Soccorso e al tasso di mortalità nei 12 mesi post-vaccinazione. Inoltre, l’obiettivo è anche quello di valutare, in un numero importante di persone, la durata della protezione vaccinale fino a 12 mesi dalla prima dose. Il presente studio intende coinvolgere 5000 residenti in 90 RSA distribuite in 10 regioni del territorio italiano.

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Credits: La voce e il tempo

Il secondo studio sull’immunità data dal vaccino interesserà differenti tipi di persone

Come anticipato, dunque, il secondo studio, promosso ugualmente dall’Istituto Superiore di Sanità, sarà volto a monitorare l’immunità data dal vaccino, analizzando, però, un maggior numero di persone, tutti i tipi di vaccino anti covid e persone di più fasce d’età. L’indagine, infatti, verrà eseguita su un campione di 2000 persone per ogni tipo di vaccino attualmente distribuito. Lo studio comprenderà due gruppi: soggetti tra i 30 e i 65 anni di età, relativamente sani, e soggetti più fragili affetti da almeno due patologie, di età superiore ai 65 anni.

Come sarà organizzata l’indagine

L’indagine ha lo scopo di monitorare la risposta anticorpale indotta dal vaccino e la sua durata. La valutazione della risposta antircorporale verrà analizzata in più fasi: a 1, 6 e a 12 mesi dalla vaccinazione. Non solo. Dopo un anno dalla vaccinazione saranno raccolti dati anche sulla risposta cellulo-mediata, ovvero, l’immunità cellulare. I dati raccolti ci daranno la possibilità di capire non solo la quantità, ma anche la qualità della risposta immunitaria indotta dai vari vaccini, sia negli adulti che negli anziani fragili. Inoltre, sarà chiara, a breve, anche l’efficacia dei vaccini nel proteggere dall’infezione e/o dalla malattia. Il Dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS ha l’incarico di coordinare l’indagine, che coinvolgerà 8 centri ospedaliero-universitari distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Situazione attuale delle vaccinazioni

Il caso AstraZeneca ha dissuaso molte persone dall’idea che il vaccino fosse sicuro. In realtà, dopo uno stop in via precauzionale, l’EMA ha effettuato le dovute valutazioni, per poi assicurare che il vaccino era sicuro. Monitorare la qualità, l’andamento, l’immunità del vaccino è essenziale per garantire un’efficace protezione contro il covid che non vada a discapito della nostra sicurezza. Ad oggi, in Italia, abbiamo effettuato 8.765.085 dosi di vaccino, per un totale di 2.787.749 persone vaccinate (ovvero persone che hanno ricevuto entrambe le dosi) e un numero infinitesimale di reazioni avverse gravi. Basti pensare che a seguito della vaccinazione di massa con AstraZeneca, effettuata nel Regno Unito, siano stati registrati, in questa settimana, in 24 ore solo 17 morti da covid, il minimo dall’inizio della pandemia.