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Mascherina: qual è la migliore da usare con il caldo? Parla l’infettivologo Bassetti

Con questo caldo è ancora più difficile la convivenza con la mascherina, accessorio fondamentale nella nostra routine giornaliera. L'infettivologo Matteo Bassetti ci spiega qual è la migliore da usare con queste temperature torride.

Ogni anno facciamo il conto alla rovescia per un’estata che sembra non arrivare mai. Nel 2020, forse, la nostra attesa dell’estate è stata un po’ diversa: più densa di speranze? Aspettative? Chissà. Ad ogni modo, finalmente, è arrivata! Con essa, naturalmente, è sopraggiunto anche il caldo. Temperature torride dal Nord al Sud dello stivale, che ci hanno fatto odiare l’accessorio più utilizzato del 2020: la mascherina. Dall’inizio della pandemia ce ne hanno proposte di ogni tipo: N95, con valvola, lavabile, tnt… Ma qual è la migliore mascherina da usare durante la bella stagione? L’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, sul suo profilo Facebook, ha scritto alcuni consigli sulle migliori mascherine, per evitare di far aumentare troppo la temperatura della volto, nella zona coperta dalla mascherina. L’infettivologo si è basato su una ricerca condotta dall’Università di Chieti-Pescara e dall’Università di Bari.

Quale mascherina scegliere?

È importante sottolineare che, anche se fa caldo, la mascherina non intacca la nostra respirazione. Alcune persone, infatti, sono ancora scettiche riguardo all’uso di questo dispositivo, sostenendo addirittura che sia pericoloso per la nostra incolumità. In primis, per l’apporto di ossigeno; in secundis per la paura di inalare eccessive dosi di anidride carbonica. Ma è stato dimostrato più volte che non è così. Ricordiamo, però, che la mascherina è altamente sconsigliata durante un’attività motoria, in quanto durante un’attività più intensa produciamo maggiore anidride carbonica. Nella nostra routine quotidiana, però, le mascherine possono essere usate tranquillamente e l’infettivologo Bassetti suggerisce la chirurgica, scoraggiando, invece, l’uso della N95 (che sarebbe la ffp2 nella normativa americana).

Perché non va bene usare la N95?

In articoli precedenti abbiamo già parlato della differenza tra le varie mascherine, ma solo dal punto di vista dell’efficacia assoluta. Bassetti spiega che la mascherina N95 oltre ad essere più scomoda e costosa e a non aderire bene sul viso, aumenta la temperatura facciale, non lasciando fluire il calore. La mascherina chirurgica, invece, che è caratterizzata da due o tre strati di tessuto non tessuto (Tnt), costituito da fibre di poliestere o polipropilene, risulta sufficiente a proteggerci e a proteggere il prossimo, riducendo la sudorazione facciale rispetto alla mascherina tipo N95.

Quale mascherina migliore per il caldo n95 ffp2
A sinistra: mascherina ffp2 o N95; A destra: mascherina chirurgica

La ricerca che ha permesso l’individuazione della mascherina migliore

Sull’International Journal of Environment Research and Public Health (MDPI) è stato pubblicato lo studio dell’Università Chieti-Pescara condotto dai ricercatori Antonio Scarano, Francesco Inchingolo e Felice Lorusso. Essi hanno eseguito dei test sulle mascherine più utilizzate durante la pandemia. L’équipe di ricercatori premette che la N95, se indossata correttamente risulta più efficace contro il contagio, ma, per ciò che concerne la temperatura facciale, nel periodo estivo è piuttosto sconsigliata. Lo studio è stato condotto grazie ad analisi fatte con un termoscanner su un gruppo di 20 persone. Ai 20 volontari è stato chiesto di indossare una mascherina chirurgica per un’ora e successivamente una mascherina N95 per il medesimo tempo. In particolare, i ricercatori hanno controllato la temperatura del viso nell’area che circonda la bocca. Hanno, inoltre, valutato le sensazioni di umidità, difficoltà a respirare, calore e la scomodità percepite con i due diversi modelli di mascherina. Nello studio pubblicato, gli autori scrivono: “Abbiamo registrato una differenza significativa nel flusso di calore e nella temperatura della regione periorale tra la mascherina chirurgica e il respiratore N95 (p <0,05). Tra i gruppi era presente una differenza statisticamente significativa di umidità, calore, difficoltà respiratoria e disagio percepiti. Ciò che emerge dallo studio ci suggerisce che i respiratori N95 sono in grado di indurre un aumento della temperatura della pelle del viso, un maggiore disagio e una minore aderenza rispetto alle mascherine chirurgiche mediche”. Nel post su facebook, il dottor Bassetti conclude invitando a lasciare le mascherine di tipo N95 agli operatori sanitari, che ne hanno maggiore bisogno.

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Antonella Baronehttps://biomedicalcue.it
Studentessa di ingegneria industriale presso l'Università degli studi dell'Aquila e appassionata, da sempre, dell'ambito biomedico.