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Sei ubriaco? Il tuo smartphone può proteggerti dal rischio di guida in stato di ebbrezza

Brian Suffoletto, autore dello studio, definisce quelli dello smartphone "sensori potentissimi" che dovremmo sfruttare al meglio al fine di tutelare la salute pubblica

Gli smartphone ci accompagnano ormai in ogni momento della giornata e in molti casi le loro applicazioni sempre più tecnologicamente avanzate sono in grado di facilitarci e migliorarci notevolmente la vita. Ma può uno smartphone addirittura proteggerci da un rischio, consigliandoci di non fare qualcosa di pericoloso? Un gruppo di ricercatori statunitensi afferma di sì. Brian Suffoletto, attualmente medico presso la Stanford University emergency medicine, con il suo team ha condotto uno studio per capire se lo smartphone sia capace di determinare se l’utente che lo sta utilizzando è ubriaco e di avvertirlo quindi del pericolo a cui andrebbe incontro mettendosi alla guida in stato di ebbrezza.

Le ragioni per cui Suffoletto ha deciso di concentrarsi su questo studio, pubblicato sul Journal of Studies on Alcohol and Drugs, ce le spiega lui stesso: “Al college ho perso un caro amico in un incidente per guida in stato di ebbrezza. Come medico di pronto soccorso mi sono preso cura di decine di adulti con lesioni correlate a intossicazione acuta da alcol. Per questi motivi ho dedicato gli ultimi 10 anni a sperimentare forme di intervento digitale per prevenire morti e feriti legati al consumo eccessivo di alcol“.

smartphone ubriaco guida in stato di ebbrezza
Credits: freepik.com

Come fa lo smartphone a capire che sei ubriaco e ad avvisarti del pericolo di guida in stato di ebbrezza?

La ricerca per confermare l’effettiva utilità dello smartphone è stata condotta su 22 adulti che sono stati invitati a bere diversi cocktail di vodka fino a raggiungere una concentrazione di alcol nel respiro (BrAC) dello 0,20%. Ogni ora per le sette ore successive i partecipanti allo studio hanno eseguito dei semplici test motori: è stato loro chiesto di camminare lungo una linea retta compiendo 10 passi, voltarsi e rifare lo stesso percorso con lo stesso numero di passi. Il tutto monitorati da uno smartphone posizionato con una cintura elastica nell’area del fondoschiena.

Analizzando le accelerazioni e i movimenti compiuti lateralmente, in verticale, in avanti e indietro, lo smartphone è stato in grado di predire se la concentrazione di alcol nel respiro dell’esaminato fosse superiore allo 0,08% (il limite statunitense per la guida) con un’accuratezza del 90%.

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Test di analisi della concentrazione di alcol nel respiro (test del palloncino). Credits: miguelrd68 (pixabay.com)

Suffoletto ha le idee chiare per il futuro: “Mi immagino un mondo in cui fra cinque anni le persone che escono con gli amici e bevono fino a un livello rischioso ricevono sul loro smartphone, al primo segnale di alterazione, un avviso e delle strategie che li possano aiutare a smettere di bere e che li proteggano da situazioni pericolose come la guida in stato di ebbrezza, la violenza interpersonale o incontri sessuali non protetti.”

Le altre applicazioni avanzate dello smartphone

Non è di certo la prima volta che dei ricercatori sfruttano la versatilità dello smartphone per eseguire azioni complesse e creare applicazioni nel mondo della medicina. Lo smartphone è oggi in grado di diagnosticare malattie, compreso il Coronavirus, di monitorare in tempo reale la glicemia e dopo quest’ultimo studio e altri approfondimenti ancora necessari potrebbe diventare un ottimo alleato nella lotta alla guida in stato di ebbrezza e al consumo incontrollato di alcol.

“Abbiamo sensori potentissimi che ci portiamo dietro ovunque. Dobbiamo imparare come usarli per essere di massima utilità per la salute pubblica.” -Brian Suffoletto-

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